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Dimostrazione ametafisica dell'esistenza di Dio

Già 400 anni fa Cartesio aveva trovato il modo per distinguere la macchina dall’uomo.

Discorso sul metodo di Cartesio

Qui in particolare mi ero fermato per far vedere che se ci fossero macchine con organi e forma di scimmia o di qualche altro animale privo di ragione, non avremmo nessun mezzo per accorgerci che non sono in tutto uguali a questi animali; mentre se ce ne fossero di somiglianti ai nostri corpi e capaci di imitare le nostre azioni per quanto èd i fatto possibile, ci resterebbero sempre due mezzi sicurissimi per riconoscere che, non per questo, sono uomini veri. In primo luogo, non potrebbero mai usare parole o altri segni combinandoli come facciamo noi per comunicare agli altri i nostri pensieri. Perché si può ben concepire che una macchina sia fatta in modo tale da proferire parole, e ne proferisca anzi in relazione a movimenti corporei che provochino qualche cambiamento nei suoi organi; che chieda, ad esempio, che cosa si vuole da lei se la si tocca in qualche punto, o se si tocca in un altro gridi che le si fa male e così via; ma non si può immaginare che possa combinarle in modi diversi per rispondere al senso di tutto quel che si dice in sua presenza, come possono fare gli uomini,anche i più ottusi. L'altro criterio è che quando pure facessero molte cose altrettanto bene o forse meglio di qualcuno di noi, fallirebbero inevitabilmente in altre, e si scoprirebbe così che agiscono non in quanto conoscono, ma soltanto per la disposizione degli organi. “ (parte V; 1637)

Da cui deriva:

Test di Turing

Non si sa se in una stanza chiusa ci sia un computer o un uomo. Una persona esperta deve fare delle domande con la tastiera, se il programma del computer dentro la stanza riesce ad ingannare l’esperto sembrando un uomo allora supera il Test di Turing.

L’universo supera il Test di Turing perché dentro l’universo c’è l’umanità.

Se consideriamo un’ipotesi limitativa (che non sono mai esistiti altri esseri intelligenti oltre l’uomo) prima della presenza dell’uomo, l’universo aveva delle proprietà informatiche diverse perché non superava il test di Turing.

Si è introdotta con l’ipotesi di Church-Turing una nuova scienza informatica in modo da stabilire se l’intelligenza è algoritmica o no (https://en.wikipedia.org/wiki/Church–Turing_thesis) e della sovrapponibilità del concetto di algoritmo con la macchina di Turing.

Forse fra 50-100 anni si costruirà una macchina di Turing autocosciente.

L’evoluzione verso una macchina di Turing autocosciente che supera il test di Turing, prevede che l’intelligenza umana faccia da ponte tra un mondo non-algoritmico e uno algoritmico.

Una volta costruita la m.T.a, essa a tutti gli effetti sarà immortale, perché ogni volta che la sua struttura  sarà invecchiata potrà eseguire un backup e salvare la sua memoria su di una macchina nuova.

Il paradosso di questa classificazione è che l’essere umano sarebbe l’unica figura mortale della tabella.

Siccome ci troviamo in ambito filosofico, si può invocare la definizione filosofica di sostanza:

in filosofia per sostanza, dal latino substantia, ricalcato dal greco (hypokeimenon), letteralmente traducibile con"ciò che sta sotto", si intende ciò che è nascosto all'interno della cosa sensibile come suo fondamento ontologico.

La sostanza è quindi ciò che di un ente non muta mai, ciò che propriamente e primariamente è inteso come elemento ineliminabile, costitutivo di ogni cosa per cui lo si distingue da ciò che è accessorio, contingente, e che Aristotele chiama accidente. Per sostanza, in altre parole, si intende ciò che è causa sui,ovvero ha la causa di sé in se stessa e non in altro. (da wiki)

Da questa definizione si ricava che l'immortalità è una caratteristica sostanziale,quindi se un'entità x è generata da un'altra entità immortale y e ne genera una immortale z, anch'essa (x) è immortale.

Quindi in teoria nulla osta dal punto di vista filosofico che anche l’essere umano abbia qualcosa di immortale, e tale dimostrazione si verificherà nel caso riuscisse a costruire la m.T.a.

Fabio Marinelli 

 

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Pubblicato il 22/9/2015 alle 7.3 nella rubrica filosofia.

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