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Dicono che le lenticchie portino soldi: speriamo bene!

Segnalazione abuso:
Si avverte che le seguenti frasi apparse su Yahoo! Answers appartengono all'autore di questo blog:
algoritmico riferito a qualcosa = qualcosa su cui può essere applicato un algoritmo che ne determina un comportamento prevedibile nel programma dell'algoritmo

1) esiste la natura;
2) la natura è non-algoritmica;
3) esiste un essere umano intelligente;
4) da un’entità non algoritmica non può derivare un’entità algoritmica, invece il contrario e/o l'analogo è possibile.

invertendo gli assiomi 2 e 4 vengono fuori le 4 possibilità differenti che ho analizzato in una tabella booleana:

a) la natura è algoritmica (mat. Plat.) ---> tutto è possibile , dio non esiste;
b) l'intelligenza umama è non-alg. è impossibile fare macchine di turing (dio incerto);
c) l'int. umana è sia alg. che non-alg., dio non esiste ( o non c'è bisogno);
d) l'int. umana è solo algoritmica, la natura no (ipotesi di dio plausibile).

su Le Scienze di questo mese c'è scritto che forse è impossibile riuscire a realizzare una macchina di Turing algoritmica autocosciente, figuriamoci una non-algoritmica. Nessuno ha poi lontanamente pensato di usare una procedura non-algoritmica per fare una macchina di Turing algoritmica.

C'è un salto dal mondo indeterministico (non-algoritmico) microscopico della meccanica quantistica a quello deterministico (algoritmico) delle molecole del DNA e della cellula: bisogna spiegare come avviene questo salto.

Cosa ne pensate?
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c'è una strana tendenza apparentemente antientropica della materia di creare molecole sempre più complesse (apparentemente nel senso che comunque l'entropia aumenta sempre). C'è un salto dal mondo indeterministico (non-algoritmico) microscopico della meccanica quantistica a quello deterministico (algoritmico) delle molecole del DNA e della cellula: bisogna spiegare come avviene questo salto. La mat. Plat. può spiegarlo se ha influenza sulla materia, nel senso che le regole di questo universo (costanti fondamentali) potrebbero facilitare la tendenza alla formazione di molecole più complesse (qui entra in gioco anche il discorso Sierpinski-Tartaglia)
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C'è un salto dal mondo indeterministico (non-algoritmico) microscopico della meccanica quantistica a quello deterministico (algoritmico) delle molecole del DNA e della cellula: bisogna spiegare come avviene questo salto.
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Il DNA è algoritmico? Tutti penserebbero di sì. Se il DNA fosse perfettamente algoritmico sulla Terra ci sarebbe ancora solo la prima cellula a DNA.
Invece il DNA è quasi algoritmico, nel senso che (per fortuna? o per sfortuna?) ogni tanto sbaglia la copia, provocando una mutazione. La maggior parte delle volte la mutazione è sfavorevole, ma quando è favorevole la specie fa un piccolo saltino in avanti nell'evoluzione.
Quindi quando si parla di vita e di natura (macroscopica) e della realtà (macroscopica) bisogna parlare di quasi algoritmico e quasi deterministico.
Poi entra in gioco la macchina di Turing autocosciente: la MdTa è un modello non ancora realizzato, essa potrebbe essere del tutto algoritmica e deterministica, nel senso che se facciamo un listato di tutte le operazioni svolte per affrontare 2 volte lo stesso problema, le righe di codice potrebbero essere sovrapponibili. Già questo fatto ci mette di fronte ad un serio problema: la MdTa sarebbe una macchina troppo prevedibile perché darebbe sempre le stesse risposte agli stessi problemi. In natura tutti gli esseri viventi che davano le stesse risposte agli stessi problemi sono estinti. Quindi per rendere compatibile la MdTa con la complessità della realtà bisognerebbe introdurre delle routine semicasuali di autoapprendimento in modo che la MdTa tenga conto che l'ambiente esterno sa che essa tende a comportarsi sempre allo stesso modo, in modo che non si comporti sempre allo stesso modo..
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per le frasi soprascitte vale la seguente licenza:

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Pubblicato il 25/11/2011 alle 16.39 nella rubrica diario.

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