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Rispetto per la natura: Ode al gatto


  

Mentre sto accarezzando questo meraviglioso esemplare (in realtà è lei che ha deciso di farsi accarezzare avvicinandosi e facendo le fusa), mi viene in mente tutta l'evoluzione che ha condotto a produrre questo meraviglioso animale.

Il rispetto per questo gatto, è anche il rispetto al processo creativo che ha portato a selezionarlo e ad evolverlo nel corso di milioni di anni e che è ancora in atto. Lo stesso che ha selezionato me che lo sto accarezzando. 

Chi ama gli animali veramente, non può non amare la natura e l'umanità.

 

Quando ho regalato il gatto a mio figlio, lui ha detto: "Grazie adesso ho un gatto che è tutto mio!"

 

Allora l'ho rimproverato dicendo: "guarda questo meraviglioso e orgoglioso gatto non è né mio, né tuo ma è di se stesso, e quindi lo devi rispettare per la sua essenza di essere vivente!"

 

Se amiamo e rispettiamo così un animale, come dovrebbe essere il nostro atteggiamento verso l'essere umano?


Ode al gatto - Di Pablo Neruda

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano
si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono néi, grazia, volo. Il
gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente
rifinito, cammina solo e sa quello che vuole.

L'uomo vuol essere pesce e uccello, il serpente vorrebbe avere le ali, il
cane è un leone spaesato, l'ingegnere vuol essere poeta, la mosca studia per
rondine, il poeta cerca di imitare la mosca, ma il gatto vuole solo esser
gatto ed ogni gatto è gatto dai baffi alla coda, dal fiuto al topo vivo,
dalla notte fino ai suoi occhi d'oro.

Non c'è unità come la sua, non hanno la luna o il fiore una tale coesione: è
una sola cosa, come il sole o il topazio, e l'elastica linea del suo corpo,
salda e sottile, è come la linea della pruna di una nave. I suoi occhi
gialli hanno lasciato una sola fessura per gettarvi le monete della notte.

Oh piccolo imperatore senz'orbe, conquistatore senza patria, minima tigre da
salotto, nuziale sultano del cielo delle tegole erotiche, il vento
dell'amore all'aria aperta reclami quando passi e posi quattro piedi
delicati sul suolo, fiutando, diffidando di ogni cosa terrestre, perchè
tutto è immondo per l'immacolato piede del gatto.

Oh fiera indipendente della casa, arrogante vestigio della notte,
neghittoso, ginnastico ed estraneo, profondissimo gatto, poliziotto segreto
delle stanze, insegna di un irreperibile velluto, probabilmente non c'è
enigma nel tuo contegno, forse non sei mistero, tutti sanno di te ed
appartieni all'abitante meno misterioso, forse tutti si credono padroni,
proprietari, parenti di gatti, compagni, colleghi, discepoli o amici del
proprio gatto.

Io no. Io non sono d'accordo. Io non conosco il gatto. So tutto, la vita e
il suo arcipelago, il mare e la città incalcolabile, la botanica, il gineceo
coi suoi peccati, il per e il meno della matematica, gl'imbuti vulcanici del
mondo, il guscio irreale del coccodrillo, la bontà ignorata del pompiere,
l'atavismo azzurro del sacerdote, ma non riesco a decifrare un gatto. Sul
suo distacco la ragione slitta, numeri d'oro stanno nei suoi occhi.

[...]

L'uomo vorrebbe essere pesce e uccello,
Il serpente vorrebbe avere le ali,
Il cane è un leone disorientato,
L'ingegnere vorrebbe esser poeta,
La mosca studia per farsi rondine,
Il poeta cerca d'imitar la mosca,
E invece il gatto
Vuol essere soltanto gatto
E ogni gatto è gatto
Dai baffi alla coda,
Dal presentimento al topo vivo…
I suoi occhi gialli
Hanno lasciato una scanalatura
Per gettarvi le monete della notte.


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Pubblicato il 19/12/2010 alle 12.37 nella rubrica personale.

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