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Noi pecore matte.
post pubblicato in diario, il 22 aprile 2010


Questo bellissimo articolo di Giorgio Bocca sull'Espresso dell'11 dicembre 2009, mi ha colpito perchè tratta di argomenti che mi stanno molto a cuore: la crisi delle ideologie, la crisi delle religioni, la crisi economica. Insomma non è un articolo molto allegro, però c'è molto materiale per la discussione.

Noi pecore matte 

Ma cosa è questa crisi? Quando l'abbiamo preparata con le nostre mani ci siamo rifiutati di capirla, di evitarla, avanti verso il precipizio come pecore matte. Adesso che nella crisi ci siamo fino al collo, al mattino diciamo che ormai è alle spalle, e alla sera che siamo entrati in una nuova bolla di debiti.
Il capo del nostro governo, signore della pubblicità e della televisione, ottimista per vocazione e per mestiere ripete di continuo l'avvertimento di Roosevelt agli americani degli anni Trenta: l'unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura. Ma come ci ha ricordato don Abbondio il coraggio, se uno non lo ha, non se lo può dare. La sola cosa che riusciamo capire è che la crisi del capitalismo è irrazionale, come lo siamo noi uomini col nostro confuso bagaglio d'istinti e di razionalità. Di fronte alla crisi prevedibile ma non prevista qualche miliardario americano si è sparato nel giardino di casa o nel garage, non per aver perso i mezzi per una vita agiata, ma il potere. Questi Ceo, questi boss duri e spietati nelle battaglie per i soldi ma fragili di fronte alla cattiva fortuna!
Crolla il PIL, abbiamo detto nei giorni peggiori. La ripresa sarà lenta e rischiosa, diciamo oggi. E magari nello stesso giorno il nostro governo dice che siamo i primi in Europa a risalire la china, e la Banca europea che siamo gli ultimi.
Di cosa abbiamo paura? Paura della miseria? Delle sette piaghe che afflissero l'Egitto? Della glaciazione o dell'incendio del mondo? No, paura della nostra follia, di noi che al seguito dei nostri banchieri abbiamo voluto guadagnare prima cento e poi mille e poi come il re Mida trasformare in oro tutto ciò che toccavamo, anche la carta straccia dei titoli spazzatura. La crisi c'è ancora, diciamo, ma il peggio e passato. E chi governa ci esorta a non avere paura. Ma come non aver paura, se viviamo in attesa e nel terrore di quella fregatura della fregatura creata dal buon Dio per il genere umano e per tutte le specie viventi che è la morte, fregatura così inaccettabile che abbiamo dovuto inventare i miti della reincarnazione o della resurrezione per non impazzire? 
Come facciamo a non aver paura se continuiamo a moltiplicarci a miliardi su una Terra sempre più povera, se è fallita anche la speranza di giustizia del socialismo, se le guerre continuano a insanguinate il nostro pianeta? Abbiamo capito che la crisi, questa e le precedenti, è una perdita di ricchezza relativa, e dai più fortunati sopportabile, e che, dicono gli ottimisti, forse è una grande occasione per correggere gli errori del sistema economico che chiamiamo capitalismo.
Il capitalismo? Uno dei tanti ismi, dei tanti nominalismi che compongono la nostra cultura? Ma no, la crisi non è del capitalismo, dei suoi meccanismi impazziti, delle sue false ideologie, della sua teorica inevitabilità, ma di noi uomini, di noi pecore matte, che non abbiamo ancora imparato l'arte di vivere in società, di dominare i nostri desideri infantili, le nostre angosce esistenziali.
Parliamo ancora con terrore della grande crisi del '29, ma quali lezioni ne abbiamo tratto? Poche e tardive. Qualche intervento degli Stati per salvare banche e aziende dalla bancarotta, ma lasciando libera la speculazione di riprodurre altre bolle. Nel giorno in cui abbiamo festeggiato la Madre Terra, sui giornali si leggeva che un centinaio di specie era arrivata all'estinzione e sappiamo che la colonizzazione umana dello spazio rimane fantascienza, chimera consolatrice. Restiamo affidati ai sogni e alla follia della vita che noi folli consideriamo il massimo dei beni. 
Giorgio Bocca - L'Antitaliano - l'Espresso

"uomini siate e non pecore matte": Paradiso di Dante alighieri - Quinto canto, versetto 80.

Più che "pecore matte" siamo "scimmie matte", nel senso che per natura tendiamo a imitarci tra noi, però il più delle volte oltre alle mode e alle cose positive, imitiamo i comportamenti negativi. Questa qualità naturale che nel corso dell'evoluzione ci ha dato il senso dell'empatia (http://it.wikipedia.org/wiki/Empatia) per aiutarci l'un l'altro, adesso rischia di portarci verso il baratro.

Discussione:

Fabio Marinelli: Nel paragrafo dove si parla della fregatura della vita, si può notare un certo senso di disperazione ateo, come avevo fatto già notare in questa massima: "Io comunque per gli italiani la vedo in maniera molto semplice: tutti dicono di essere cattolici, ma in realtà sono attaccati alla vita in maniera morbosa, come se avessero una gran paura di perderla. In realtà si comportano come se Dio non esistesse, e nel fondo del loro cuore ne sono convinti. Per questo ogni giorno, pensando che la vita è una sola e preziosa, cercano continuamente di fregarsi a vicenda. Quindi non c'è senso etico e religioso, non c'è senso di appartenenza allo stato. Alla fine presi tra due stati: quello della Chiesa e quello Italiano, gli italiani non credono più in nessuno dei 2" . Ovviamente come credente mi dissocio da questo estremo pessimismo ateo: comunque anche per un ateo la vita andrebbe vista come un'opportunità dataci dall'evoluzione non come una fregatura. Meglio esserci che niente. La fregatura è il materialismo condotto ai livelli estremi senza accorgersi di questo mistero dell'effimera consapevolezza che ci tormenta fin da bambini nel punto più nascosto del nostro cervello. Questa vocina ci dice: "Ma perchè esisto?, Che senso ha la vita? Perchè sono intelligente? Tutta l'umanità invece di accorgersi di questa vocina flebile e valutarla con sacro rispetto, approfitta dell'intelligenza per sfruttare se stessi, gli altri e il pianeta dove viviamo. La crisi delle ideologie, la crisi delle religioni e la crisi economica sono dovute al mancato rispetto di noi stessi, al voler trasformare tutto in business e alla perdita di vista della compatibilità del nostro animo profondo con le velleitarie teorie che elaboriamo con delirio di onnipotenza (Vedere questo strepitoso link: La morte e il senso della vita nella cultura contemporanea).

 

 

Anonima: punto di vista laico più che ateo:

 video intervista di G.Bocca: http://vodpod.com/watch/2643736-giorgio-bocca-un-video-per-il-no-b-day

"...per la maggior parte gli italiani sono antidemocratici..." mi soffermerei su quel punto dell'intervista, anche sulle parole che seguono immediatamente dopo, è tutto lì dentro.

Fabio Marinelli: "...una buona parte degli italiani è antidemocratica, è stata fascista e lo è ancora..." . Comunque è strano che in Italia non riesca ad attecchire la democrazia, di questo fenomeno, compresa la "pazzia antropologica" dell'uomo ne avevamo abbondantemente parlato qui:

Anonimo: Mi pare che l'articolo (non l'autore per carità..) sia un po' tinto di depressione ...... Davvero la crisi non si poteva prevedere? Siamo sicuri poi che ci sia stata "una crisi"? Quante immagini errate dell'Uomo. La paura serve per rendere gli uomini più docili. Uno senza speranza non si pone davanti dei sogni da realizzare e non combatte per essi. L'attività solare durante il 2009 è stata ai minimi (solo 48 macchie solari) per questo, se non riparte, inizierà una glaciazione (per approfondire vedi: minimo di Dalton o minimo di Maunder). Il freddo di qesti giorni proprioalla fine della conferenza di Copenaghen dovrebbe insegnare qualcosa: le bugie hanno le gambe corte. La speranza di un mondo migliore è sempre attuale. La caduta di qualche potente o di qualche sistema economico non è la fine, ma solo l'occasione per migliorare, secondo il disegno di Dio.

Fabio Marinelli: Bene allora ci conviene aumentare le emissioni di CO2 così compensiamo! Poi bisogna incentivare le famiglie numerose nel terzo mondo, così brevettiamo l'ultima idea: dopo il letto a castello -> il continente "a castello". Io credo anche nel motto "aiutati che Dio t'aiuta". Quando ha detto "crescete e moltiplicatevi", non voleva che lo prendessimo troppo in parola! Affermo questo non perchè sono contrario allo sviluppo dell'umanità, ma perchè credo che questo sviluppo vada diluito nel tempo senza intaccare in modo irreversibile le risorse naturali del pianeta. In teoria la Terra come pianeta cesserà di esistere tra 5 miliardi di anni, quando il Sole diventerà una gigante rossa. Se sapremo centellinare le risorse della natura, nulla vieta che l'umanità possa (r)esistere x almeno un milione di anni (tenuto conto che i nostri progenitori sono comparsi sulla Terra 5 milioni di anni fa). Tutti gli scienziati, i religiosi e i politici dovrebbero concorrere allo stesso fine che è far vivere nel mondo (per il tempo che resta all'umanità) più persone possibili. Paradossalmente l'unico modo per ottenere questo obiettivo è lottare subito contro l'aumento demografico! Se dopo il piano di Dio è diverso, allora ci sottometteremo, però intanto dobbiamo fare il possibile x lasciare intatto il pianeta ai nostri figli.

Anonimo: Le curve demografiche indicano una popolazione mondiale (è una linea di tendenza non un dato consolidato) di 500 milioni di persone in tutto sulla terra alla data del 2050. Il dato, sorprendente, deve probabilmente essere visto al ribasso, in quanto non esistono ancora stime corrette sull'impatto dell'AIDS in Africa ed in Asia. Neppure noi abbiamo avuto d'altra parte "il mondo intatto" dai nostri padri. L'unica cosa certa è che l'ideologia ambientalista trema di fronte alla realtà. Ripeto la paura serve solo a controllare meglio le persone. Non esiste 1 prova, ripeto 1 sola prova che la CO2 faccia aumentare le temperature, eppure molti sono convinti del contrario. Circa 1 mese fa è stato messo in rete un files relativo alla corrispondenza "riservata" di una società americana protagonista sul fronte ambientalista: è a disposizione di chiunque lo richeda. La fine del mondo è una stupidaggine sia delle religioni che di un certo modo di fare politica: tutto qua.

Fabio Marinelli: comunque non vorrei che ci fosse un equivoco di fondo: nessuno dice che finisce il mondo nel 2050, si dice soltanto che le modificazioni diventano irreversibili. Per fare un esempio si può citare quello che ha un miliardo in banca e campa solo con parte degli interessi per non intaccare il capitale, oppure quello che per non far precipitare la mongolfiera brucia parte del cestello ecc. ecc. http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2425623, http://fabiomarinelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2466497.
Lo stile di vita dell'umanità dovrebbe essere sobrio x non intaccare il capitale ecologico, in modo che i nostri bis bis bis nipoti possono fare altrettanto x milioni di anni. Se invece noi adesso incominciamo a precipitare, loro dovranno bruciare il cesto della mongolfiera, e poi alla fine dovranno buttare qualcuno come zavorra x non precipitare. Tornando al discorso delle pecore e scimmie matte, oggettivamente bisogna notare un generale "impazzimento" della società, dovuto al fatto che i presunti diritti che i cittadini rivendicano, credendo di essere in una repubblica democratica, vengono sistematicamente negati e frustrati da un muro di gomma. Il muro di gomma in questione è costituito da: burocrazia, leggi mal applicate, leggi inesistenti, raccomandazioni ecc. ecc. Poi c'è tutto il sottobosco dei microreati e delle microtruffe che "non vale la pena di metterci l'avvocato che la somma è talmente bassa". Tutte queste frustrazioni generano fobie, paranoie e nevrosi che in un substrato già alterato porta piano-piano alla pazzia vera e propria. Per la medicina però la patologia viene riconosciuta quando è diversa dalla normalità. Quindi è come dire "inutile tenere la gente in manicomio quando ormai la maggior parte dei matti sono fuori, allora conviene chiudere i manicomi".
Detto ---> fatto. Quando la normalità è la pazzia si fanno leggi come la Basaglia del 1978. Nulla in contrario dal punto di vista etico e  filosofico, però bisogna considerare che c'è una minoranza di persone che ancora sono sane di mente e che ormai si trovano disadattate rispetto alla normale anormalità.
A questo punto bisognerà aprire dei SANICOMI x queste povere persone normali! (Ovviamente in questo ultimo paragrafo si scherza con dei luoghi comuni, quindi chi ha parenti con delle patologie psichiatriche non si offenda, più che altro il discorso è riferito alla nevrosi galoppante degli italiani: anche quelli che non sono mai andati da uno psicologo o addirittura dallo psichiatra).

  


 


In realtà siamo più pecore o scimmie matte?

  

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Blook: The future of Homo Sapiens (Sapiens?) by Fabio Marinelli - Italia - MRNFBA6.. is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
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Laureato a Bologna. Mi affascina occuparmi come hobby della sociologia e filosofia, tenendo ben presenti i problemi della natura, che soffre oltremodo per la presenza asfissiante dell'uomo. Il mio ideale è trovare una forma di convivenza degli uomini che: 1) abolisca le guerre; 2) promuova uno sviluppo sostenibile; 3) trovi un equilibrio permanente con la natura del pianeta Terra; 4) ridistribuisca le risorse tra tutti gli abitanti del pianeta; 5) aumenti le risorse relative su scala mondiale, mediante diminuzione della popolazione con un rientro morbido sotto i 4 miliardi, prima della fine del petrolio. "Imagine there's no countries It isn't hard to do, Nothing to kill or die for And no religion too. Imagine all the people Living life in peace... You may say I'm a dreamer But I'm not the only one. I hope someday you'll join us And the world will be as one. Imagine no possessions, I wonder if you can, No need for greed or hunger A brotherhood of man. Imagine all the people Sharing all the world..." Imagine di John Lennon
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