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Cose da pazzi
post pubblicato in cinema & TV, il 6 settembre 2011


  

"Cose da pazzi" è un film del 2005, diretto dal regista Vincenzo Salemme, ispirato allo spettacolo teatrale "Lo strano caso di Felice C." del 1996, diretto dallo stesso Salemme.

Giuseppe Cocuzza (Maurizio Casagrande) è un funzionario statale che, tornato dalle ferie, si vede recapitare periodicamente, ogni 27 del mese, misteriosi pacchetti contenenti 50000 euro l'uno. La sua coscienza gli consiglierebbe di denunciare l'insolito fatto, ma le esigenze e i familiari lo spingono a tenere i soldi, soprattutto la moglie (Lidia Vitale), la figlia Giulietta (Federica Sbrenna), adolescente inquieta tentata dalle ricchezze dei compagni e la sorella Livia (Teresa Del Vecchio), sedotta e abbandonata da un trapezista dalle incerte origini spagnole, Fedor (Biagio Izzo), che puntualmente si rifà vivo non appena saputa la notizia della comparsa delle misteriose somme. Tutto ciò alimenterà nel solerte e ligio funzionario timori e sospetti che gli renderanno la vita davvero difficile. Poi, un bel giorno, gli si presenta un tale che chiarisce la situazione: un certo Felice C. (Vincenzo Salemme), un comunista che tredici anni prima aveva fatto domanda di pensione all'impiegato Cocuzza per ottenere una pensione di invalidità "morale" causatagli dalla caduta del comunismo, che lo aveva privato degli ideali politici in cui aveva creduto fino a quel momento. Chiaramente la pensione gli era stata rifiutata. Felice era già stato a casa Cocuzza come finto ispettore dell'INPS, come postino e alle poste a "sorvegliare" la sorella di Giuseppe, Livia, nei panni di un cieco. Dopo tanto tempo ritorna dicendo a Cocuzza che aveva guadagnato quei soldi rubando ai barboni e a suo nonno (Carlo Croccolo), mandato a morire in un ospizio. Dopo un po' Cocuzza scopre che in realtà il nonno di Felice è vivo e che quei soldi vengono in realtà dalla schedina che Giuseppe aveva dettato al nonno tredici anni prima, e che il nonno aveva giocato tutte le settimane fino all'anno prima, quando aveva vinto 12 miliardi di Lire. Felice C. riesce a scardinare le convinzioni di Giuseppe, così come era capitato a lui tempo prima.

Potete visualizzare la sequenza principale su Youtube ai seguenti link:

  1. http://www.youtube.com/watch?v=SHjm_fjSAH8&feature=related;
  2. http://www.youtube.com/watch?v=js9Id9nxbEk&feature=related.

Dal testo della sequenza principale si possono notare alcuni punti salienti non di poco conto, evidenziati in rosso:
- Torniamo a noi.... E come mai ha fatto domanda di pensione Signor Cì? E’ handicappato?
- Non nel senso che intende lei Signor Cucuzza. Diciamo che non ho menomazioni fisiche, visibili, ma il mio cuore e la mia testa, per come sono conformati, non mi consentono di vivere alla pari con gli altri.
- Capisco.
- Signor Cucuzza,
io chiedo di ricevere la pensione di invalidità civile perché è fallito il Comunismo.
- Che è fallito?
- Il comunismo, Signor Cucuzza, lo capisce? Lei è cattolico? Crede nel Paradiso?
- Sì.
- E spera di andarci?
- Sì.
- E per andare in Paradiso Signor Cucuzza lei si comporta in un certo modo, da bravo cattolico, seguendo cioè le regole che la Chiesa le ha insegnato, non so.... rispetta i dieci comandamenti, va in chiesa, fa la carità... è giusto. Ora, dopo tanti anni che lei segue queste regole,
esse sono diventate un comportamento meccanico. Signor Cucuzza è corretto dire che oramai lei si comporta da buon cattolico senza nemmeno pensarci? Per riflesso condizionato?
- Che vuole dire? Che sono abituato?
- Bravo!
- Sì.
- Bene, facciamo una ipotesi.
Mettiamo il caso che lei potesse morire e tornare indietro vivo.
- Lei sa che è impossibile...
- Ma è una ipotesi, Signor Cucuzza. Allora, lei muore, va nell’aldilà e scopre che il Paradiso non esiste. Si accorge che tutti i sacrifici che ha fatto sulla terra da vivo non servono a nulla, perché il premio non c’è. Non solo non c’è il premio, ma non ci sta manco la punizione per i cattivi, per quelli che delle regole se ne sono ampiamente fregati, a differenza sua. Quindi, nè premio, nè Paradiso, nè Inferno. Ora, abbiamo detto che lei può tornare vivo sulla terra, sapendo a questo punto che nell’aldilà non c’è niente, Signor Cucuzza, lei.... che farà? Continuerà a comportarsi come prima seguendo le buone regole del bravo cattolico?
- E chi me lo fa fare!!!!
- Bravo!!! Io faccio quello che mi pare.
- E certo...!!!
- Ma è un’illusione purtroppo Signor Cucuzza, perché per lei comportarsi da cattolico è un riflesso condizionato, non può farne a meno,
continuerà contro la sua volontà a comportarsi come prima. Ora.... immagini che tutto questo le capiti non con delle regole che servono a guadagnarsi il paradiso, ma con delle regole che servono a vivere meglio su questa terra. Signor Cucuzza, questa è la mia condizione. Gli ideali che sostenevano la mia etica sono falliti, ma io non posso vivere altrimenti che seguendo meccanicamente quegli stessi ideali..... E allora io uso un codice di comportamento che questa società non ritiene valido. Sono inadatto a vivere in questa società.... Ma se sono inadatto a vivere, lei... tecnicamente... come mi definirebbe?
- ... Un invalido?...
- Ed essendo io un invalido, che mi spetta?
- La pensione!!!!!
- La pensione.... c’è arrivato, sono felice.
- Complimenti...... Bravissimo!!!
- Quindi lei è d’accordo con me Signor Cucuzza?
- No, ma che d’accordo... ho capito.
- Io le sto dando l’occasione di aprire un varco nell’ordinamento giuridico. C’è un nuovo handicap da mettere agli atti, è
l’handicap morale, Signor Cucuzza, e lei ne può essere l’artefice.
- Ma che handicap morale.... Lei ha semplicemente creduto negli ideali sbagliati.
- No, no, non mi tratti con sufficienza, non me lo merito.
E’ un caso, solo un caso che siano cadute le mie regole e non le sue, non faccia lo sbruffone con me, Signor Cucuzza.
- Ah si?, Scusi ma perché non lo va dire alle persone di quei paesi le cose che sta dicendo a me?
- Ma quali paesi?
- Senta, ma lei è un comunista, o no?
- Sfegatato (fuori campo).
- Ma che c’entra. Stai zitto, stai zitto.
Non è il comunismo Signor Cucuzza che mi manca, non sono uno stupido!!! A me manca il sogno.... comunista.... Ogni uomo ha diritto ad un sogno. Io sono stato ingannato. Voglio essere risarcito. Io per vent’anni ho creduto veramente che un miliardo di cinesi fossero tutti educati, felici e sorridenti, solo perché erano comunisti. Poi ho scoperto che facevano le esecuzioni in piazza, pigliavano dei ragazzi di 15, 16 anni e solo perché avevano rubato una bicicletta, un pugno di riso, li facevano inginocchiare per terra e gli sparavano un colpo in testa. E la gente applaudiva. Io ero comunista perché sono contro la pena di morte Signor Cucuzza. Sono stato ingannato e voglio essere risarcito. Mi spetta.
- Ho capito, ma la legge non prevede un caso come il suo. Io che scrivo sul registro?
E’ incapace di vivere perché è fallito il comunismo?
- Esatto, Signor Cucuzza. Io sono malato. La mia è una forma di malattia di cui lo stato deve tenere conto. Io sono un tossicomane ideologico. Sono in crisi di astinenza, posso fare di tutto Signor Cucuzza, e lo farò!!!
- Che vuole dire?
- Che mi lascerò finalmente andare, Che non avrò più scrupoli. Che diventerò un delinquente.
- E faccia quello che le pare!!!
- E sarà anche colpa sua!!!
- E io che c’entro?
- Lei non mi prende nella giusta considerazione.
- No, io faccio solo quello che la legge mi permette, quello che è nelle mie possibilità!!!
- Ma la smetta con la storia delle possibilità. Faccia quello che è nelle sue responsabilità.
- Senta, lei per me sta benissimo, se ha bisogno vada a lavorare.
- E come faccio a lavorare Signor Cucuzza? Io sono un mese che non esco di casa,
non ce la faccio ad andare per strada e guardare negli occhi le persone che per vivere devono schiacciare la propria dignità.
- Tutti dobbiamo fare i conti con la realtà.
- No. Questa è la vostra realtà, non la mia.

- E allora combatta con la sua di realtà?
- E come faccio....dove va??? Che cosa devo fare Signor Cucuzza? Devo denunciare tutti quelli che andavano in giro con i capelli lunghi e con l’eskimo? Erano milioni!!! Sono scomparsi!!! Con chi me la piglio??? Con quelli che mi impedivano di comprare i dischi di Lucio battisti perché si era sparsa la voce che forse era fascista? E io lo amavo!!! E mi vergognavo a dirlo.
Per lei è facile Signor Cucuzza insegnare ai suoi figli che l’essere umano è di natura cattiva, che la gente parla parla ma poi ognuno pensa ai fatti suoi. Io non potrò mai insegnare queste cose a mio figlio. Non gli potrei mai insegnare che sul lavoro non deve guardare in faccia a nessuno se vuole andare avanti, che votare non serve a nessuno se non ai politici che devono rubare. Per voi è facile dire queste cose, perché secondo voi adesso la gente sta bene, nessuno si muore più di fame, e allora che cosa gli dovete insegnare ai vostri figli? Solo stronzate. Che il fumo fa male!!! Che mangiano troppa carne rossa, che ogni anno a natale vengono distrutti troppi abeti... E chi se ne fotte Cucuù!!! Voi non mi volete aiutare, e allora insegnatemi a vivere come voi, senza scrupoli e senza sensi di colpa, altrimenti mettetemi in un mondo dove non esistono gli zingari, i negri, i poveri, i disperati, un mondo dove non si sappia quanti bambini muoiono di fame ogni giorno, mentre noi mangiamo le primizie, abbiamo sei televisori a famiglia, due macchine a testa.... mandatemi qualcuno che mi dimostri che vivere in questa società è giusto. Altrimenti diventerò un delinquente. E si ricordi Signor Cucuzza..... che è un caso.... solo un caso... che siano cadute le mie regole e non le sue!!!
 Commento al testo:
Si dice "è fallito il comunismo", ma dato che in questi giorni sta fallendo il capitalismo è giusto dire che “è solo un caso che siano cadute le mie regole e non le sue”.
Come già è successo nei lavori di Totò anche Salemme rappresenta la profonda filosofia napoletana che dimostra ancora una volta di conoscere cos’è l’uomo.
Finora alcune delle verità filosofiche più importanti sull'uomo le ha dette Totò"siamo uomini o caporali?" -"l'occasione fa l'uomo ladro!". Bisogna azzerare tutto e ripartire da queste 2 frasi. Tutte le leggi e le teorie socio-politiche dovrebbero basarsi su queste verità dell'animo umano. (Vedere importantissimo LINK).
Se dai ad una persona anche un piccolissimo vantaggio sugli altri indubbiamente lo sfrutterà a suo favore. Tale persona non si curerà del fatto etico che tale vantaggio gli derivi dal servizio che deve fare agli altri, nè che rubare sia sbagliato (in fondo la vera etica naturale sul furto è questa: "se intravedo la possibilità di farla franca, perché non rubare?").
L'uomo prima di essere in società era un cacciatore, nomade e raccoglitore, e quello che trovava era suo (homo hominis lupus (Plauto Asinaria v.495): lo stato di natura dell'uomo è egoistico di Thomas Hobbes). Tutto ciò succedeva solo 10.000 anni fa: secondo me ancora i nostri geni non si sono adattati al cambiamento culturale derivato dalla scoperta dell'agricoltura. Secondo Hobbes esisterebbe un "diritto di natura" che darebbe all'uomo non civilizzato la libertà totale delle proprie azioni. Dopo la scoperta dell'agricoltura e la formazione delle comunità più grandi, l'uomo ha rinunciato ad un pò della sua libertà stabilendo un "patto" con gli altri di reciproco vantaggio. Questo patto è alla base del moderno "contratto sociale" che ha dato vita agli stati nazionali.
Ci sono ancora delle popolazioni nomadi che non hanno mai sottoscritto questo patto e hanno mantenuto la libertà originaria. La formazione degli stati nazionali ha però azzerato la "terra di nessuno" in cui i nomadi potevano viaggiare liberamente.
In queste frasi è ben rappresentata la dicotomia dell’uomo civile che vive meccanicamente nella società seguendo regole nelle quali non crede (con il cuore).
Non è tanto importante quale ideologia stia imperando nella società, capitalismo, comunismo ecc. ecc. sono solo …"ismi".
In fondo il capitalismo e il comunismo  sono due facce della stessa medaglia dell’utopismo prometeico dell’Occidente: frasi come “potere è sapere”, “il tempo è denaro”, “asservimento della natura per il progresso”, stanno portando alla distruzione ecologica della natura. Dato che l’uomo non può vivere separato né dalla natura, né dagli altri uomini perché è un animale sociale, ogni giorno soffre la schizofrenia del vivere sapendo quale sarebbe la giustizia, ma dovendo fare compromessi per il vivere civile.
Alcune frasi come “l’uomo è di natura cattiva”, sono presenti anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica: "...ignorare che l'uomo ha una natura ferita, incline al male, è causa di gravi errori nel campo dell'educazione, della politica, dell'azione sociale e dei costumi".
Minacciare di diventare un delinquente, potrebbe essere una rievocazione di quello che diceva Hobbes: “homo homini lupus” -  "e allora insegnatemi a vivere come voi, senza scrupoli e senza sensi di colpa, altrimenti mettetemi in un mondo dove non esistono gli zingari, i negri, i poveri, i disperati, un mondo dove non si sappia quanti bambini muoiono di fame ogni giorno, mentre noi mangiamo le primizie, abbiamo sei televisori a famiglia, due macchine a testa.... mandatemi qualcuno che mi dimostri che vivere in questa società è giusto. Altrimenti diventerò un delinquente".
Però non tutti i filosofi sono d’accordo perché Rousseau diceva che ogni tanto bisognerebbe fare un “reset” della società perché riteneva che con il progredire delle stratificazioni e complicazioni della società civile ci si corrompe gradualmente perché ci si allontana dalla natura che lui reputava più morale, in quanto l’uomo allo stato selvaggio essendo in equilibrio con la natura, ha dei valori etici naturali (in effetti basta guardare le società più primitive tipo quelle degli indiani d’America e si vede che Rousseau aveva ragione).
Altri filosofi si sono sforzati di creare delle società utopistiche (PlatoneTommaso MoroBacone e Campanella), ma tutti si sono dovuti arrendere al machiavellismo e guicciardinismo necessario per far funzionare una società moderna (vedere link).
Vedere anche i seguenti links:

 

 

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Laureato a Bologna. Mi affascina occuparmi come hobby della sociologia e filosofia, tenendo ben presenti i problemi della natura, che soffre oltremodo per la presenza asfissiante dell'uomo. Il mio ideale è trovare una forma di convivenza degli uomini che: 1) abolisca le guerre; 2) promuova uno sviluppo sostenibile; 3) trovi un equilibrio permanente con la natura del pianeta Terra; 4) ridistribuisca le risorse tra tutti gli abitanti del pianeta; 5) aumenti le risorse relative su scala mondiale, mediante diminuzione della popolazione con un rientro morbido sotto i 4 miliardi, prima della fine del petrolio. "Imagine there's no countries It isn't hard to do, Nothing to kill or die for And no religion too. Imagine all the people Living life in peace... You may say I'm a dreamer But I'm not the only one. I hope someday you'll join us And the world will be as one. Imagine no possessions, I wonder if you can, No need for greed or hunger A brotherhood of man. Imagine all the people Sharing all the world..." Imagine di John Lennon
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