Dispiace vedere la caduta di Sgarbi, proprio in una trasmissione di cultura che è il suo forte. Però bisogna dire che ieri sera (18 maggio 2011) aveva come avversari la finale di Europa League, "Chi l'ha visto?", "Le Iene" e i "I liceali". 

Per tale motivo solo "4 gatti" hanno potuto godersi il suo programma. Fabio Marinelli "Or vi sbigottirà" (anagramma di Vittorio Sgarbi) dicendo che la trasmissione non è stata malaccio: scenografia bellissima, testi ottimi e anche una certa originalità. Si è parlato dell'argomento della paternità, dalla teologia (con presenza di un vescovo in studio) fino alla realtà di ogni giorno (purtroppo amara per Sgarbi che per sua ammissione non è riuscito ad essere un buon padre). Si è sconfinato quindi in argomenti autobiografici, con la storia dei suoi trascorsi a Salemi e della sua lotta più culturale che ecologica al degrado del bellissimo paesaggio italiano (testi di Leo Longanesi, Celentano-Via Gluck,  Pasolini e il francese Bernard). Da segnalare anche la presenza del "ripescato" cantante Morgan. Sgarbi critica il progresso che ha cancellato quella sana povertà che era a guardia delle tradizioni italiane di una cucina povera e di un'arte povera. Bisogna dire però, che quella povertà non avrebbe permesso di rischiare tanti soldi pubblici in una trasmissione così costosa, che infatti è stata sospesa per scarsa audience. Il milione di euro che andrà comunque a Sgarbi è un risarcimento a tutte le trasmissioni che ha fatto in RAI senza poter essere pagato perché parlamentare o sindaco (anche se durante queste trasmissioni ha passato metà del tempo a dire parolacce contro i magistrati, a difendere Berlusconi e a litigare con i malcapitati ospiti). Faccio un appello affinché la scenografia della trasmissione non vada perduta! L'unica colpa che posso attribuire all'irascibile Sgarbi è quella di aver voluto troppo imitare la formula di Saviano: un pubblico vecchio e nazional popolare come quello di RAI 1, anche se politicamente abbastanza affine non è in grado di sopportare una trasmissione culturale a prescindere da chi la conduca. Per tale motivo sembra profetico comparire con la propria testa mozzata sul palco!


Fabio Marinelli - 2011


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