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Elogio della follia
post pubblicato in diario, il 9 gennaio 2011


 

Per adesso sappiamo che solo noi esseri umani siamo intelligenti, ma questa caratteristica che ha favorito il nostro sviluppo, ha bisogno di un antidoto: una sana  e consapevole follia. Altrimenti se si prende troppo seriamente la vita si rischia di diventar matti! (Fabio Marinelli - 2011)

Facendo una parodia della famosa canzone di Zucchero si può dire: "solo una sana e consapevole follia salva il giovane dallo stress della vita!"

 

Elogio della follia (titolo greco : Morias Enkomion, latino: Stultitiae Laus oppure Encomium Moriae, alle volte tradotto con In elogio della follia, olandese: Lof der Zotheid) è un saggio scritto da Erasmo da Rotterdam nel 1511.

Il lavoro fu redatto, compilato e completato originariamente nel giro di una settimana mentre soggiornava con Tommaso Moro nella residenza di quest'ultimo a Bucklersbury. Elogio della follia è considerato uno dei lavori letterari più influenti della civiltà occidentale e il catalizzatore della Riforma protestante.

Inizia con un encomio in forma satirica alla maniera del satirico greco Luciano di Samosata, i cui lavori erano stati recentemente tradotti da Erasmo e Tommaso in latino, un pezzo di sciocchezza virtuosa; acquisisce dunque un tono più scuro in una serie di orazioni, quando la Follia predica di auto-ingannarsi e a diventare matti e muove verso un esame critico dei pii ma superstiziosi abusi della dottrina cattolica e di alcune pratiche corrotte della Chiesa cattolica romana - alla quale per altro Erasmo era stato sempre fedele - e la follia dei maestri (incluso Erasmo).

Erasmo era ritornato recentemente deluso da Roma, dove aveva rifiutato di essere promosso gerarchicamente nella curia papale, e la Follia si prende lentamente la voce di rimprovero dello stesso Erasmo. Il saggio finisce con una schietta e commovente dichiarazione sui veri ideali cristiani.

Erasmo era un buon amico di Thomas More — un altro fedele cattolico romano e denigratore di Martin Lutero, con il quale condivideva una passione per l'umorismo asciutto ed altre occupazioni intellettuali. Il titolo "Moriae Encomium" può essere anche letto con il significato "In elogio di Moro". I doppi o tripli significati si trovano un po' ovunque nel testo.

Il saggio è pieno di allusioni classiche recapitato con uno stile classico dei dotti umanisti del Rinascimento.

La Follia sfila come uno degli dei, figlia di Plutos e della Freschezza e allevata dall'ignoranza e dall'ubriachezza, i cui fedeli compagni includono Philautia (Vanità), Kolakia (Adulazione), Lethe (Dimenticanza), Misoponia (Accidia), Hedone (Piacere), Anoia (Demenza), Tryphe (Licensiosità), Komos (Intemperanza) ed Eegretos Hypnos (sonno mortale).

Moriae Encomium diventò molto popolare, per lo stupore ed a volte sgomento di Erasmo stesso. Il papa Leone X pensò che fosse buffo. Prima della morte di Erasmo era stato ristampato più volte e tradotto in Francese e Tedesco. Subito dopo ne seguì pure un'edizione inglese.

 

Testo integrale si ringrazia Liber Liber.

 

Riassunto:


a) Una dedica a Tommaso Moro
Tommaso Moro è un grande umanista, storico e politico inglese, molto amico di Erasmo, il quale decide di dedicargli il suo Elogio alla follia, del resto Erasmo gioca sul cognome dell'amico, infatti Moria in greco significa "follia", ecco dunque un motivo in più per dedicare la sua opera all'amico.
Erasmo sa che l'argomento che sta per affrontare può essere oggetto di critiche da parte dei suoi detrattori, infatti, la follia e in particolare il suo elogio può sembrare un argomento frivolo, privo di interesse, ed invece Erasmo fa notare che argomenti apparentemente frivoli sono stati affrontati in passato da personalità di primo piano, come Plutarco, Omero, Policrate, Isocrate ed altri, del resto egli sottolinea il fatto che è poco saggio il discorso in cui si spreca enfasi e magniloquenza per trattare argomenti pseudo seri che esaltano le virtù di certi principi o persone famose ed è invece innocuo ed anche divertente quando senza offendere nessuno, si cerca di parlare seriamente di argomenti che seri non sono.
b) La Follia è donna
Inizia adesso a parlare la follia. Egli è una donna che appare teatralmente alla folla per raccogliere il suo plauso e per dimostrare che solo lei, la follia, è fonte di piacere e di gusto per la vita, che senza la sua presenza la vita non sarebbe che inutile e tediosa. La follia, basta che appaia e già mette buonumore chi la vede. Già solo a vederla, riesce ad ottenere una benevolenza che grandi retori ottengono solo a fatica facendo lunghi ed ampi discorsi. Si presenta la follia, e si adula da sola, del resto chi meglio di sè stessa la conosce? Gli uomini sono ingrati nei confronti della follia, tutti la venerano, sono contenti di avvertire la sua benefica presenza, ma nessuno mai che ne abbia celebrato i meriti. Parla in prima persona la Follia, e fa riferimento al mondo mitologico, "da quale stirpe discendo?, tenterò di spiegarlo col favore delle muse. Mio padre non è stato nè il Caos, nè l'Orco, nè Saturno, nè Giapeto o qualche altro dio stravecchio e decrepito di questo genere, bensì Pluto,costui mi ha generato con Neotete, di gran lunga la più graziosa e insieme allegra delle ninfe". Dunque natali giovani e splendenti per la Follia, Pluto, dio della ricchezza e Neotete, personificazione della giovinezza. Anche il luogo di nascita della Follia è consona al suo ruolo, le Isole Fortunate, dove tutto germoglia senza che si debba arare o seminare, dove non c'è assolutamente fatica nè vecchiaia nè morte. Gli amici della Follia, sono l'Ebbrezza, figlia di Bacco , Incultura, figlia di Pan, Vanità, Adulazione, Oblio, Sfaticataggine, Voluttà, demenza, debosciatezza, crapula, sonno profondo. Sono questi gli amici di cui la Follia si serve per sottomettere tutte le cose del genere umano.
c) Gli esseri umani sono tutti dei folli
La Follia si è dunque presentata, ha elencato le sue generalità, adesso Lei dimostrerà che tutto il mondo gira sotto la sua giurisdizione, ad iniziare dal momento del concepimento. Quale uomo sarebbe disposto a sottostare al giogo del matrimonio senza la presenza della Follia ? Nessuno mai si accoppierebbe se venissero seguiti i consigli dei saggi che enunciano gli svantaggi del matrimonio, e che dire poi della donna che fa i figli, quale donna non respingerebbe il marito, se conoscesse i dolori e il rischio del parto, nonchè il peso di allevare i figli. Dunque la Follia, grazie alla sua ancella Demenza, riesce a far accoppiare gli uomini e a generare. Esistiamo quindi grazia alla Follia.
Analizziamo ora il comportamento dei bambini. E' questa sicuramente l'età più felice. I bambini si amano si sbaciucchiano, si vogliono bene. Sono incoscienti e spensierati e questo solo grazia alla presenza della follia, questi li rende adorabili, come anche i giovani, essi sono poco razionali e spensierati, li si ama per questo, sono l'opposto di quei saggi che vedono appassire la loro bellezza, sono tristi e senza buonumore, essi non sono amici della follia, ma anche i vecchi, che sono rimbambiti possono sopravvivere alla loro decadenza grazie alla follia, solo così essi possono accettare la loro triste condizione, del resto vecchi e bambini si somigliano, sono goffi, amano il chiacchiericcio. Grazie alla Follia quindi con incoscienza si entra e si esce dalla vita.
d) Gli dei sono folli come gli uomini
Ma la virtù della follia non è limitata agli uomini, ai mortali, si estende anche agli dei. Quali sono quelli più spensierati ?, quelli che gli uomini amano di più ?, Bacco, Pan, Cupido, Flora, tutti dei che sono in accordo con la Follia, che vivono spensieratamente ed aiutano gli uomini a fare lo stesso.
La donna, poi, egli vive costantemente in preda alla Follia. La donna, con la sua bellezza, con le sue guance lisce, con la voce sottile e la pelle delicata, vive per piacere agli uomini. Le donne sono costantemente preda della Follia. Anche lei, la Follia è donna, dunque le donne non si devono offendere se sono considerate strumento di piacere, poichè essendo possedute della Follia, vivono in uno stato di soddisfazione che le gratifica costantemente.
L'intervento della Follia, non si limita solo al rapporto tra uomo donna, ma anche al rapporto tra amici. Solo grazie all'intervento della Follia si possono sopportare, tollerare i difetti degli amici, che non ci appaiono tale per l'intervento della follia. Che dire poi del matrimonio, quale persona col senno potrebbe vivere accanto ad una donna che magari lo cornifica, eppure è felice. Anche qui subentra la Follia. Del resto i sapientoni, i saggi e gli uomini di cultura che vivono senza l'aiuto della Follia, sono tediosi e non concludono nulla di buono. Lo stesso Socrate, nonchè il suo degno allievo Platone, oltre che disquisire sul nulla, non sono stati capaci di combinare niente di concreto, e se si immaginasse un governo di filosofi, questo sarebbe la cosa peggiore che possa capitare ad uno stato. Questi personaggi, sapientoni, non hanno il dono di vivere con l'unica cosa che rende la vita tollerabile ossia la Follia.
e) siamo tutti attori...solo la follia non ci fa scoprire
Sono ancora talmente tanti gli esempi che solo grazie all'intervento della Follia rendono la vita degna di essere vissuta che c'è solo l'imbarazzo della scelta. Solo l'adulazione ha indotto uomini duri come la pietra ad unirsi alla vita sociale, infatti non discorsi moralistici e seriosi hanno ottenuto questi risultati, ma racconto buffi e ridicoli. I saggi avrebbero rovinati tutto. La gloria appartiene anche alla Follia, e solo grazie ad essa che uomini valenti si sono sacrificati per scoprire cose utili all'umanità. Osserviamo che solo grazie alla Follia si mantiene l'ordine sociale. Siamo tutti attori che svolgiamo una parte, abbiamo una maschera che indossiamo e ci andiamo in giro, e la Follia non ci fa scoprire, altrimenti noteremmo che un re amato e rispettato, senza la sua maschera sarebbe un ometto da nulla, un uomo sarebbe una donna, un vecchio sarebbe un giovane e via dicendo. La recita della vita è consentita solo grazie all'intervento della Follia. Dopotutto qual' è  il sale della vita ?, la cosa che non ci induce al suicidio ?, l'irragionevolezza, gli istinti, gli impulsi, sono queste le cose che ci allontanano dalla tragicità dell'esistenza, solo così un vecchio può ancora desiderare di vivere, si illude di essere ancora bello ed invece è brutto, perchè decrepito e prossimo alla morte e si aggrappa alla vita solo grazie alla Follia. E' incoscienza, mancanza di saggezza, di quella che dicono di avere i filosofi, ma questa incoscienza che è Follia ci aiuta a vivere. Se vedessimo la vita per quella che è, malattie, sciagure, incidenti, sofferenze, ci chiederemmo perchè mai l'uomo è stato destinato a questo infame destino, invece grazie all'aiuto della Follia, si desidera vivere, si fanno cose frivole e vuote, ma sopravviviamo grazie ad esse. Si potrebbe obiettare dicendo che l'uomo deve essere razionale, deve essere saggio, ma qual'è l'età più bella della vita se non quella dove la saggezza è bandita? Quell'età è l'infanzia, dove l'irragionevolezza e la Follia regnano sovrane.
F) L'irrazionalità è felicità
Ma andiamo a vedere adesso chi sono gli uomini più fortunati. Certamente non quelli che spendono la loro vita in tediosi ed inutili studi filosofici, ma coloro che vivono a contatto con la natura, stessa cosa dicesi per gli animali, non è forse l'ape un animale che gode dei privilegi di una perfetta organizzazione sociale pur vivendo come la sua natura gli indica, invece gli animale che vengono assoggettati agli uomini, come ad esempio il cavallo, vivono una vita triste, poichè si trovano in guerra con gli uomini, vengono tenuti nelle stalle, punti con gli speroni. Ma fra tutti i mortali i più lontani dalla felicità sono i cultori della sapienza, due volte insensati, per il fatto stesso di tendere ad un'esistenza divina grazie alla loro pseudo-conoscenza, e non rendendosi conto che essendo nati uomini, non possono dimenticare la loro triste condizione, così come i meno infelici appaiono gli uomini più vicini all'irrazionalità, quelli che comunemente vengono chiamati matti, sciocchi, pazzi, bietoloni. Nessuno è più felice di loro. Non si spaventano della morte che gli appare cosa giusta e naturale, non sono torturati dalla paura dell'inferno, sono sempre di buon umore, giocano, canterellano, saltellano, ridono e divertono anche gli altri. La solo loro vista, scaccia la noia e la tristezza, e inducono allegria ed indulgenza, d'altronde i re alle loro corte desiderano avere persone che li facciano ridere: buffoni, allegri , matti, che possono dire e dicono quel che vogliono, addirittura offendendo il re, che non si adira alle loro parole che se dette da uomo saggio gli sarebbe costato il taglio della lingua. Il folle è autorizzato a dire il vero, solo a lui si perdona tutto e gli si riconosce questo raro dono.
G) Un esercito di folli
Elenchiamo adesso gli altri innumerevoli casi in cui la Follia è presente: i giocatori, coloro i quali sono posseduti dal vizio, passano la loro vita a giocare ai dadi, e spesso lasciano la loro intera fortuna in questo vizio, coloro che credono nelle superstizioni, e sono convinti che un gesto scaramantico o una preghiera al momento giusto  possa allontanare la sventura; quelli che credono alle indulgenze elargite dalla chiesa , o peggio quelli che essendo concittadini di un determinato santo, sono convinti che il loro illustre compaesano li aiuterà, si sentono privilegiati. Del resto la vita di tutti i cristiani sovrabbonda di pazzie, che però ai sacerdoti non spiace troppo tollerare e fomentare: sanno che bel guadagno ne viene fuori, pazzo è chi organizza a puntino il proprio funerale e la propria morte, convinto che da questo dipenda la sua collocazione nell'al di là, ma pazzo è anche chi si vanta dei propri natali sostenendo di discendere da Enea o da qualche altro illustre personaggio, e solo per questo ritiene di godere di maggior prestigio. Ma non c'è solo la pazzia individuale che si concretizza nel cosiddetto Amor proprio, c'è anche quella collettiva, che interessa tutto un popolo. Che dire degli Inglesi che si attribuiscono il pregio della bellezza, della musica e della buona tavola, degli Scozzesi che si compiacciono della loro nobiltà, pretendendo di essere imparentati col re, dei Francesi che fanno del proprio vanto le maniere esclusive, educate e raffinate, o degli Italiani, in particolare dei Romani che sognano di essere come i loro antenati. Su tutti occorre mettere i Giudei che continuano ad attendere con fermezza il loro Messia e tenersi aggrappati a Mosè con le unghie e con i denti.
h) Bacco il re dei folli
Fra tutti gli dei il più amato è Bacco, semplicemente perchè ripulisce l'animo dalle preoccupazioni, ma la sua azione salubre dura poco, mentre  la Follia non dura poco. Nonostante l'azione benefica della Follia su tutta l'umanità intera, nessuno mai si è sognato di erigergli monumenti o qualcosa di simile. Vengono adorati tutti gli dei, che notoriamente sono permalosi, e spesso si vendicano mentre la Follia che tutto da e nulla chiede viene trascurata. Vediamo come la sua azione si svolga in modo salutare per tutta l'umanità. Lasciamo perdere il popolino che notoriamente vive in mezzo alla follia, e parliamo delle grosse personalità, di coloro che si credono importanti. Un categoria fra tutte merita la sua considerazione: i mercanti. Essi vivono per il denaro, mentono, truffano spergiurano per accumulare denaro, rischiano anche la vita nei loro traffici e si arricchiscono sino a quando poi muoiono e i loro denari finiscono al vento . I dotti, ad esempio i matematici, si ritengono grandi solo perchè pensano di conoscere i segreti dei numeri, ed invece vivono la loro miserabile esistenza fra il puzzo delle loro sporche aule, a disquisire su argomenti inutili e vacui e la loro vita è mediocre ed inutile, ma sono felici, solo perchè pensano di essere i più meritevoli. I poeti, poi si sa, appartengono con merito alla Follia, se così non fosse nessuno di loro passerebbe l'intera vita a cercare di comporre versi e a sperare di meritare una fama duratura che raramente arriva, e se anche arrivasse verrebbe ben presto annullata dal prossimo poeta.
I Giuristi, è un' altra categoria che gode dei favori della Follia, con le loro astruserie, con le loro leggi chi si contraddicono ed ingannano la brava gente. I filosofi, convinti di essere i migliori, che possono spiegare tutti i misteri del mondo, vaneggiano nel costruire i loro mondi, quando spiegano le stelle ed il firmamento. 
i) I grandi folli: I teologi
L'opera benefattrice della Follia comunque raggiunge il suo apice con i teologi, questi con il loro disprezzo per il mondo guardano gli uomini dall'alto in basso. Il loro Amor proprio è smisurato e la Follia in questa categoria raggiunge il massimo. Le loro sentenze sono memorabili, conoscono a menadito tutti i misteri della creazione, nessun mistero sulla redenzione del Cristo e sull'al di là è per loro ignoto, i loro paradossi sono frutti della  presenza della Follia, per esempio essi sostengono che sgozzare mille uomini è colpa meno grave che non cucire la scarpa a un povero per una volta la domenica. Le loro sottigliezze rendono ancora più sottili le varie scuole teologiche per cui anche i loro nomi sono frutto della Follia: si chiamano Realisti, Nominalisti, Tomisti e cose del genere. Si scontrano fra di loro ed ognuno è convinto di essere portatore delle verità più assolute. Di fronte a loro gli apostoli sono una nullità. Interpretano quello che voleva dire San Paolo o San Pietro. Si scannano fra di loro per un nonnulla e convinti come sono di spiegare tutto il mistero del creato. Si battono le mani da soli, per le loro astruserie e se qualcuno osa confutarli, corre il rischio dell'eresia e senza tentennamenti viene arso come profondo peccatore, perchè loro e solo loro conoscono il mistero di Dio. Questi uomini sono così pazzi, ossia così dotti che ritengono a volte opportuno anche modificare quello che è scritto sulle sacre scritture. Alla stessa categoria dei teologi appartengono poi quell'insana e folle categoria di monaci e religiosi. Ignoranti, ubriaconi, donnaioli e viziosi ritengono il vertice della devozione essersi astenuti dalla cultura al punto di non sapere neanche leggere. La loro sporcizia, la sfacciataggine, l'ignoranza e la rozzezza non ha limiti in loro, eppure vanno in giro a predicare a dire alla gente quello che è giusto e quello che è sbagliato, mentre loro vivono nel vizio e nel peccato. Buona parte della loro beatitudine consiste poi nei nomi: si compiacciono di venir chiamati cordiglieri,, Coletani, minori, minimi, Benedettini, Agostiniani. Si beano di predicare i loro salmi, e mentre predicano la castità e la povertà, essi compiono azioni opposte.
I) I re sono dei folli
E veniamo a parlare dei re, dei principi e dei loro cortigiani. Nulla di più pericoloso, esiste, infatti di chi ha assunto il comando e deve occuparsi degli affari comuni, non dei propri. Non deve pensare ad altro che al bene pubblico, deve essere integro ed onesto, deve essere un esempio per tutti i suoi concittadini. Aggiungiamo poi gli intrighi di corte che sono sempre in agguato, per cui chi si assume questo ingrato compito rischia la vita costantemente. Chi mai potrebbe aspirare ad un ruolo del genere se non ci fosse la Follia? In realtà poi questi principi e re, tutto fanno meno quello che dovrebbero. Essi non si occupano affatto del bene comune, anzi passano la maggior parte del loro tempo negli ozi, nei vizi ,a banchettare e a fregarsene del popolo. Stessa cosa dovrebbe essere per i cortigiani. Vita difficile la loro, stare sempre accanto al loro sovrano e godere semplicemente per il fatto di poterlo chiamare "Serenità", "Signoria", "Magnificenza", ma anche loro come i loro re, attendono a tutt'altra occupazione vivendo negli ozi e nel lusso.
La presenza della Follia raggiunge il culmine con gli uomini di chiesa, in particolare i sommi pontefici e i cardinali, i quali fanno tutt'altro di quello che sono chiamati a fare ed emulano, anzi superano nel loro comportamento i principi. Combattano ed uccidono in nome di Cristo, dovrebbero amministrare i beni spirituali ed invece amministrano le loro ricchezze. I sommi pontefici, poi, vicari di Cristo, se si sforzassero di emularne la vita (povertà, fatiche, sapienza, morte sulla croce e disprezzo della vita) sarebbero veramente delle persone tristi e desolate, ma esse si occupano di tutt'altre cose e scaricano sui loro subordinati le incombenze più gravose. Stessa cosa dicesi per i cardinali ed i vescovi che ben presto si adeguano a questa vita dissoluta. Del resto la Chiesa cristiana è stata fondata col sangue, rafforzata col sangue e si è sviluppata col sangue.
L) Infinito è il numero degli sciocchi
In definitiva chiunque si prepara a una vita un pò allegra e piacevole mette fuori dalla porta anzitutto il saggio e fa entrare piuttosto qualsiasi altro essere. Per farla breve, dovunque ti rivolgi, fra i pontefici, principi, giudici, magistrati, amici, nemici, grandi, piccoli, tutto si ottiene col favore del denaro, e siccome il denaro il saggio lo disprezza, anche i soldi si sono abituati a prendere prontamente la fuga davanti a lui.
Il discorso sui meriti che la Follia nutre nei confronti del genere umano è illimitato, per cui conviene che adesso si ponga con tutto il dovuto rispetto a  testimonianza dei meriti della Follia,  anche la sacra scrittura. Scrive l'Ecclesiaste nel capitolo I "infinito è il numero degli sciocchi". Quando afferma che il numero degli sciocchi è infinito, non sembra forse includere gli uomini tutti, tranne qualcuno, pochissimi, ma ancora, sempre dalla sacre scritture: "Ogni uomo, è divenuto stolto dalla sua saggezza", "tutto è pieno di pazzi", "Il cuore dei saggi, dov'è tristezza, e il cuore degli insensati, dov'è letizia", "L'uomo che nasconde la sua follia è migliore dell'uomo che nasconde la sua sapienza", insomma è tutta una esaltazione all'insensatezza, alla stoltezza, è una condanna alla saggezza, all'arroganza dei dotti e dei sapienti, sono le scritture ad esaltare il grande ruolo della Follia. Tutti i dotti, i teologi interpretano a loro modo le parole delle sacre scritture, e dimenticando l'essenza di quello che è scritto le interpretano secondo le loro convinzioni, facendo spesso passare Cristo come sanguinario e vendicativo. Ma sentite cosa dice San Paolo in merito alla follia: "Gli insensati li sopporterei volentieri", "Noi folli per Cristo", quale alto elogio per la follia! Da una figura tanto autorevole. Lo stesso Cristo, dice rivolgendosi esplicitamente al Padre "Conosci la mia insensatezza", e non è il caso che gli insensati siano stati prediletti da Dio così intensamente. Dio condanna i sapientoni proprio per la loro pseudo-saggezza. Paolo lo attesta in modo trasparente quando dice che Dio presceglie ciò che è folle nel mondo e che Dio ha ritenuto opportuno salvare il mondo per mezzo della follia, poichè esso non poteva venir redento dalla sapienza. E' la stessa divinità ad indicarlo quando proclama per bocca del profeta:"Manderò in rovina la sapienza dei sapienti e la saggezza dei saggi la condannerò". E ancora quando ringrazia Dio di aver nascosto il mistero della salvezza ai saggi e di averlo rivelato ai piccoli, cioè agli stolti.
Cos'altro vanno proclamando a gran voce questi passi se non che tutti i mortali sono folli, anche i pii? Che lo stesso Cristo, pur essendo la sapienza del Padre, è divenuto in qualche modo folle per soccorrere la follia dei mortali, quando assunta la natura umana si presentò come uomo. Cristo ha sempre raccomandato con insistenza la follia incutendo il timore per la sapienza, quando li invita a seguire l'esempio dei bambini, che vivono guidati dalla natura, senza malizie e sotterfugi. Del resto l'ammonimento di Dio nei confronti di Adamo ed Eva è stato quello di non assaggiare i frutti dell'albero della conoscenza perchè gonfia e nociva. L'inconsapevolezza ha il favore della divinità poichè a lei sola si concede il condono degli errori, mentre il sapiente non viene perdonato. Cristo sulla croce dice: "Padre, perdona loro, perchè non sanno quello che fanno". In sostanza sembra che la religione cristiana abbia una certa affinità con un certo tipo di follia e sia invece incompatibile con la saggezza. Detto senza alcuna offesa, la religione cattolica, la felicità dei cristiani, ricercata con tante pene, non è altro che una forma particolare di follia e di insensatezza.
Volete l'esempio più clamoroso della felicità che induce la presenza della Follia ? l'invasamento degli innamorati, infatti chi ama con passione non vive più in se stesso, ma nell'amato e quanto più si estranea da se stesso e si trasferisce nell'altro tanto maggiore è la sua gioia. Questo stato di cose si sintetizza dicendo !Non è in sè", "Torna in te", maggiore è l'amore, maggiore è il distacco dalle cose del mondo. L'uomo che si allontana dal suo corpo per godere delle cose spirituali e dell'amore è un folle, e questo è il maggior dono della Follia. Quelli che hanno potuto provare questa gioia subiscono qualcosa simile alla pazzia e preferiscono non ritornare in se stessi.
Al  discorso sui meriti della Follia non c'è conclusione, anche perchè come dice la Follia stessa "sareste dei pazzi al pensare che io ricordi quel che ho detto. Perciò state bene, applaudite, passatevela bene, bevete, illustrissimi iniziati alla Follia".


 
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Blook: The future of Homo Sapiens (Sapiens?) by Fabio Marinelli - Italia - MRNFBA6.. is licensed under aCreative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
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Laureato a Bologna. Mi affascina occuparmi come hobby della sociologia e filosofia, tenendo ben presenti i problemi della natura, che soffre oltremodo per la presenza asfissiante dell'uomo. Il mio ideale è trovare una forma di convivenza degli uomini che: 1) abolisca le guerre; 2) promuova uno sviluppo sostenibile; 3) trovi un equilibrio permanente con la natura del pianeta Terra; 4) ridistribuisca le risorse tra tutti gli abitanti del pianeta; 5) aumenti le risorse relative su scala mondiale, mediante diminuzione della popolazione con un rientro morbido sotto i 4 miliardi, prima della fine del petrolio. "Imagine there's no countries It isn't hard to do, Nothing to kill or die for And no religion too. Imagine all the people Living life in peace... You may say I'm a dreamer But I'm not the only one. I hope someday you'll join us And the world will be as one. Imagine no possessions, I wonder if you can, No need for greed or hunger A brotherhood of man. Imagine all the people Sharing all the world..." Imagine di John Lennon
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