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Discussioni su social network parte 3: democrazia in Italia e nel mondo.
post pubblicato in diario, il 19 aprile 2010


Dato che oramai non ci sono più le ideologie, perchè oggigiorno uno si candida in politica? In Italia esiste la vera democrazia?

Questo fenomeno mi affascina, ultimamente ho visto un sacco di amici candidati per il comune, e per le altre Istituzioni democratiche.

Cincinnato: "Con una mano restituisce i fasci, simbolo del potere di Roma. L'altra mano tiene l'aratro; torna cittadino ed agricoltore".
 
(http://it.wikipedia.org/wiki/Cincinnato).
Però considerando che il mio ideale di politico è Cincinnato, proprio perchè non era un politico a tempo pieno, mi chiedo se sia ancora attuale l'esistenza dei politici a vita.
Se uno è un professionista, e si trova bene con il suo lavoro, perchè deve scendere in campo?
Per amore della democrazia? Certo se non ci fossero i partiti e i politici non ci sarebbe la democrazia.

Ma secondo voi c'è la democrazia in Italia? Ogni anno andiamo a votare, certi anni anche 2 volte, c'è un'orgia di elezioni, comuni, province, regioni, politiche, europee, referendum ecc. ecc. 
Eppure sento che la democrazia manca profondamente. 
Ormai la gente non crede più in niente e non si fida più di nessuno.

La gente dice: " i politici si fanno eleggere solo per fare i c.... propri!". 

Ma se la democrazia non si realizza completamente è colpa dei cittadini o dei politici?
Detto in altri termini: "ma i politici che vengono eletti rappresentano effettivamente i cittadini?"

E' necessario trovare uno strumento oggettivo per misurare il grado di democrazia di una nazione, si ci sono ogni tanto delle classifiche dei vari paesi che tengono conto della corruzione, libertà di stampa ecc. ma non sono rispondenti alla realtà. 
  1. http://www.weforum.org/en/index.htm;
  2. http://en.wikipedia.org/wiki/Corruption_Perceptions_Index;
  3. http://www.equalitytrust.org.uk/;
  4. http://www.swissinfo.ch/ita/detail/content.html?cid=29361244;
  5. barometro della democrazia (sito in inglese).
Bisogna trovare dei parametri indiscutibili in cui si misura la democrazia, io per esempio suggerirei alcuni di questi (per ognuno dei rispettivi punti bisognerebbe fare un test e sottoporlo ai cittadini):

1) diritto allo studio vero (cioè anche se l'ultimo dei cittadini vuole laurearsi deve averne la possibilità, se dimostra buona volontà). Esempio di un test: "conoscete qualcuno che è riuscito a laurearsi mentre lavorava?". Oppure: "conoscete qualcuno che si è laureato finanziandosi facendo umili lavori, tipo cameriere la sera, il sabato e la domenica?";

2) diritto al lavoro vero (basta con queste c...o di raccomandazioni e con questi concorsi pubblici spartiti tra i partiti), quindi riconoscere i meriti, è giusto che ognuno esprima i propri talenti e in ogni lavoro ci siano i più talentuosi. Uno degli ostacoli alla crescita del paese è che per colpa delle raccomandazioni non ci sono i migliori nei rispettivi posti. Esempio del test: "conoscete qualcuno che ha vinto un concorso nella pubblica amministrazione senza raccomandazione?";

3) diritto, dovere alla salute (perchè stare in salute è una scelta di vita, bisogna responsabilizzare il cittadino ad autogestirsi). Test: "Dopo quanto tempo dalla prenotazione è riuscito a fare la visita specialistica?", "Ma qualcuno le ha spiegato che fumare fa male? - Lo sa che bisognerebbe fare un pò di movimento tutti i giorni e non mangiare troppi grassi animali?"- "Da quanto tempo non fa le analisi del sangue? - Come lei ha 45 anni e non ha mai fatto un elettrocardiogramma?";

4) diritto alla libertà di stampa (basta coi giornali finanziati da editori magnati che ci fanno scrivere quello che gli pare, vale anche per la TV), riforma dell'ordine dei giornalisti: non si possono scrivere gli articoli sotto padrone, pena espulsione se uno scrive le cazzate (anche in TV) Test: "lo sa chi è l'editore di questo giornale?";

4 e mezzo) Dimenticavo: "la legge è uguale per tutti", pensate sia scontato (anche lasciando perdere il lodo Alfano)? Il 4 e mezzo in realtà è il grado di realizzazione in Italia della massima scritta in tutti i tribunali per la giustizia penale. Se poi passiamo alla civile, dato che i processi durano dai 20 ai 30 anni, quando uno inizia una causa spera di campare abbastanza per vederne la fine. Test: "Da quanto tempo ha incominciato questo processo?".

Queste proposte che seguono servirebbero invece a garantire una partecipazione dei cittadini, senza che siano influenzati dai poteri forti:

5) abolizione delle province, instaurazione del referendum propositivo, ripristinare la possibilità degli elettori di scegliersi i rappresentanti mediante le preferenze (le province con l'avvento delle Regioni sono diventati enti inutili che servono solo ai partiti per parcheggiare i politici che non hanno trovato incarichi migliori. Se i cittadini vogliono fare delle leggi che penalizzino la casta dei politici ci vuole un referendum propositivo, perchè è ovvio che i politici non farebbero mai delle leggi per diminuirsi lo stipendio o la pensione e nemmeno altre leggi che li obblighino a frequentare i rispettivi parlamenti, alcuni sono assenteisti da record, Cicchitto nella legislatura 2006-08 è risultato assente in 4406 votazioni elettroniche su 4879, pari al 90.4%, Denis Verdini mancò 4413 volte (guardare sito della camera per rendersi conto con i propri occhi di come questi politici di Forza Italia hanno rappresentato fedelmente i  loro elettori
. Siccome i politici non sono fessi, non faranno mai il referendum propositivo! Dubito che i partiti rimettano le preferenze: gli eletti devono essere seguaci fedelissimi del capo.);

6) una legge seria sul conflitto di interessi;

7) una legge seria per impedire di candidarsi ai condannati in primo grado (come diceva Grillo: "..in percentuale ci sono più condannati in parlamento che nel rione Scampia di Napoli.." non ci crederete ma è vero!) vedere link aggiornato con i dati giudiziari dei parlamentari;

8) una legge forte per limitare i poteri forti di queste entità antidemocratiche: mafia, loggia P2, stato estero del Vaticano (non sono anticlericale: un conto è il messaggio religioso della Chiesa che rispetto, un'altra cosa è l'intromissione sistematica nelle decisioni importanti dello Stato Italiano, lo Stato Italiano deve essere laico), servizi segreti che invece di stare con l'Italia spesso in passato sono stati con gli altri, caste e lobbies varie ecc. ecc. (Bisognerebbe fare una legge che impedisca ai sospettati di mafia, iscritti loggia P2 ecc. ecc. di candidarsi anche nelle circoscrizioni del comune).

9) rispolverare il divieto costituzionale di ricostituire il partito fascista (nelle sue trasformazioni moderne). 
 
 
10) ultimo e più importante: trovare un modo per impedire ai politici di stare in parlamento a vita. Un modo sarebbe che dopo un mandato uno deve ritornare alla sua professione come fece Cincinnato (senza i 5000 euro al mese di pensione, ovviamente vedere link dei pensionati di lusso a nostre spese).
 

Chi ha altre idee le proponga, trovo questo argomento della misurazione della democrazia essenziale.


P.S. Tutto quello che è scritto nei commenti sulla Costituzione Italiana non va inteso come una dissacrazione della stessa, ma un tentativo di percepire come essa si sia realizzata nel tessuto della società italiana. Ritengo che la Costituzione Italiana sia una delle migliori al mondo e sarei profondamente felice se si riuscisse a realizzarla pienamente.

COSTITUZIONE ITALIANA:

Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle

forme e nei limiti della Costituzione.


Tale pensiero viene rafforzato all'Art. 4.La Repubblica

riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove

le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie

possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione

che concorra al progresso materiale o spirituale della

società. ecc.ecc.

Invece in questo pannello si vede come rischia di diventare la realizzazione  della Costituzione in Italia:

 

La nostra è una bellissima Costituzione, però purtroppo il suo grado di realizzazione attuale è questo, non è un'offesa o mancanza di rispetto, ma una realtà oggettiva!

Discussione del tema:

Anonimo:

Mi sembrava di aver già letto alcuni tuoi pensieri, qualcuno ti ha copiato!
Nello specifico per la salute:
Art.32
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Per il lavoro:
Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Tale pensiero viene rafforzato all'Art. 4.La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. ecc.ecc.

 

Fabio Marinelli

stiamo calmi, questo è quello che sta scritto nella Costituzione, dopo bisogna vedere se è stato realizzato.
x la salute si dice che è un diritto ma non che è un dovere.

Per quello che riguarda il lavoro oggi nella società funziona così: ogni cittadino deve trovare una raccomandazione, non importa quali sono le sue attitudini o talenti, l'importante è che la raccomandazione sia abbastanza grossa, altrimenti si va a finire in un call center. 
La raccomandazione pervade la società, serve per essere sicuri che arriva una lettera, per laurearsi, per trovare lavoro, per il loculo, per trovare la donna, per chiedere un prestito, ecc. ecc. LA VERA COSTITUZIONE IN VIGORE ADESSO E' QUESTA:

Art. 1.
L'Italia è una Repubblica partitocratica, fondata sulla raccomandazione.
La sovranità appartiene ai partiti, che la esercitano mediante i politici. I cittadini non possono scegliere liberamente i politici, ma possono solo mettere una X con la matita sul simbolo di un partito.

Se vuoi un giorno che non abbiamo niente da fare la riscriviamo tutta, così com'è realmente, la rileghiamo e la mandiamo a Napolitano. Nessuno considera la vita, con sana sportività, con il gusto di stare alle regole, per vedere quanto vale, del resto non ci sono punti di riferimento. La gara è truccata dal doping della raccomandazione, anche i peggiori possono vincere. Al sistema paese non interessa che a vincere siano i migliori, ma i fedelissimi leccaculo. Dall'università, alle aziende fino alle banche ecc. ecc. vedrai primeggiare solo gente con la lingua marrone. Prima di fare una cosa importante chiedi a quello che ti offre un qualsiasi servizio di farti vedere la punta della lingua.

Anonimo

Sempre più spesso scopro, con orrore, di avere vaghi sentimenti razzisti.....gli italiani........ sono un popolo arretrato e tanto!!!
Doc che medicina c'è per la mia "malattia"? Mi devo preoccupare?

 

Fabio Marinelli

senti questo fa quasi ridere, adesso te lo traduco, com'è nella realtà
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

traduzione:
Tutti i cittadini in base alla potenza della raccomandazione hanno corrispondente dignità sociale. Se uno è nero non ha nessuna speranza nemmeno in un call center. La legge non è uguale per tutti (non solo per il lodo Alfano).

Attualmente la pari dignità è rappresentata bene qui: http://fabiomarinelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2466491

P.S. Tutto quello che è scritto nei commenti sulla Costituzione Italiana non va inteso come una dissacrazione della stessa, ma un tentativo di percepire come essa si sia realizzata nel tessuto della società italiana. Ritengo che la Costituzione Italiana sia una delle migliori al mondo e sarei profondamente felice se si riuscisse a realizzarla pienamente.

 

Perché in Africa e in Asia è molto difficile trovare delle democrazie?


"Scrolliamoci subito gli allori di dosso", perché noi italiani abbiamo una democrazia giovane con tutti i problemi che ho già trattato sopra. Oggi le democrazie sono messe in crisi da loro stesse, dalle loro debolezze e inefficienze, contraddizioni e pigrizie. La democrazia è soggetta alle stesse problematiche dell'economia, infatti non esiste una legge elettorale perfetta, la matematica ha dimostrato che tra le ipotetiche scelte di tutti i cittadini prevarrà quella dell'elettore mediano e per tale motivo esistono i fenomeni della "corsa al centro" dei partiti politici e quello del "saltare sul carro del vincitore" da parte dell'elettore indeciso. Per tale motivo chi detiene il potere della TV e dei sondaggi è in grado di orientare la decisione degli elettori mediante strategie ad hoc e la formazione di partiti populistici qualunquistici "della pagnotta". (Vedere paradosso di Condorcet, teorema di Arrow e teorema dell'elettore mediano). Il nemico che le attacca viene dal loro interno, dalle "promesse mancate" suggerite dalla democrazia stessa: questo nemico interno è il populismo. E' l'insoddisfazione per il funzionamento effettivo dei sistemi democratici che spinge alla vittoria i partiti populisti, come le recenti elezioni in Olanda e in Finlandia dimostrano. Anche l'Italia non è immune da questa tendenza, in quanto insieme all'Ungheria, siamo l'unica nazione europea governata da partiti populisti: Lega Nord e PDL sono partiti con esaltazione del leader, manicheisti, dove esiste una contrapposizione fideistica noi/loro, l'ossessione di subire cospirazioni, il disprezzo per le regole e i poteri terzi, e il considerare il popolo come legittimatore col voto di un'unzione suprema. Questa legittimazione populistica serve per squilibrare i 3 poteri e fare leggi "ad personam". Quindi purtroppo in Italia non possiamo dare lezioni di democrazia a nessuno, perché abbiamo preso una deriva populistica. Comunque l’Italia come gli altri paesi che hanno perso l’ultima guerra (Giappone e Germania), con relativa imposizione di elezioni e democrazia, stanno facendo uno sforzo e almeno nominalmente sono paesi democratici (ricordiamoci che fino a 65 anni fa erano le nazioni più fasciste del mondo ed erano governate da partiti di estrema destra con annesso imperatore).

Vediamo che succede nei continenti dell'Africa e dell'Asia.

In Asia solo un paese musulmano ha una parvenza di democrazia laica: la Turchia (però bisogna dire che un pezzo di Istanbul è europea).
Le altre 3 grandi democrazie: Iran, Cina e Russia in realtà non lo sono.
L’Iran è una Teocrazia, la Cina è una Repubblica pseudo-socialista e la Russia è una oligarchia fintamente democratica.
Un discorso a parte lo merita l’India, alla quale le elezioni sono state imposte dagli inglesi prima di andarsene (dopo il grande lavoro di Ghandi), comunque anche questa è una democrazia per modo di dire: infatti ci sono ancora le caste.
In Africa oltre all’Egitto che è una pseudo-democrazia, l’unico paese che si salva è il Sudafrica appena uscito dall’apartheid.
Allora forse la democrazia non è naturale per l’umanità, ma dal punto di vista antropologico è normale avere un grosso stato nazionale?
Le religioni e le culture influenzano la maturazione democratica degli stati nazionali verso la democrazia?
Ma poi è vero che gli uomini sono tutti uguali (questa è una provocazione, ma anche una cosa non troppo scontata)?
Dichiaro ufficialmente aperta la discussione.

 

Anonimo

cavoli doc, hai aperto non uno, ma un universo di temi.
dovremmo cominciare a definire ciò che significa democrazia, governo del popolo, cioè? governa il popolo?
in nessun paese governa il popolo.

 

Fabio Marinelli

incomincerei così: dato che alla democrazia ci si arriva sempre dopo la formazione degli stati nazionali, succede che la popolazione è già profondamente divisa in classi più abbienti e meno abbienti. Quindi facendo un "sim-city" della democrazia all'inizio bisognerebbe dare a tutti i cittadini le stesse possibilità: invece regolarmente in tutti i paesi le classi più abbienti cercano di cuccarsi tutto loro. In più cercano di impedire di elevarsi socialmente alle altre: controllano la scuola, il lavoro ecc. ecc. Per farla breve bisognerebbe saltare a piè pari tutta la storia, e dalla preistoria bisognerebbe passare direttamente alla democrazia, in modo che tutti partano uguali! Però questo esperimento sociale è già stato fatto in molti paesi dell'Africa, ed è stato un fallimento anche peggiore! Comunque anche a livello preistorico c'era già la divisione dei lavori: l'artigiano, l'allevatore, il cacciatore, lo sciamano, il capo del villaggio, il guerriero "professionista" ecc. ecc. Già in questa fase c'era chi contava di più e chi di meno e tutto ciò prima ancora di inventare i soldi!

Le uniche eccezioni storiche (agli stati nazionali) sono state: la comune di Parigi, le repubbliche di Roma, Napoli e Venezia e le 5 giornate di Milano (ricordami se c'è qualcos'altro). Altro interessante esperimento sono state le repubbliche marinare e qualche raro comune italiano post-medievale.

Anonimo

In una cosa son d'accordo con i cristiani: nasciamo tutti con il peccato originale addosso, cioè siamo tutti + o - bacati. Partendo da qeusto assioma mi risultano utopiche le speranze democratiche quanto quelle anarchiche.
Credo che la democrazia ha funzionato bene non soltanto per merito di antiche entità nazionali, ma anche perchè le società industriali richiedevano una partecipazione di massa, inoltre con il colonialismo libero o coatto offrivano ampie valvole di sfogo. La democrazia significa governo di popolo, è sempre una maggioranza relativa, e inoltre non significa civiltà. F
orse che gli USA sono civili?

La democrazia nacque in Grecia come tutti sanno, le donne non votavano, erano cose, legittimavano la schiavitù, non erano che una esigua parte della popolazione. Da allora abbiamo fatto progressi, esistono i diritti dell'uomo e a quelli io mi ispiro. La democrazia, quale che sia la sua nemesi è ormai inefficace, è tempo di governi planetari, problemi planetari necessitano di un governo planetario. Abbiamo gli organismi adatti, l'ONU primo fra tutti. speriamo non litighino,serve un governo di saggi, ma l'uomo è pazzo, lo sosteneva un antropologo in una sua tesi molto convincente. Come dici tu, è andata bene finchè c'è stato spazio, poi, quando siamo arrivati all'orto del vicino, sono cominciati i c...i.  (Charles Bukowsky: "l'uomo equilibrato è un pazzo" - scrittore e poeta statunitense).

 

Fabio Marinelli

Cavoli, la pensiamo quasi allo stesso modo! Una volta stavo in un circolo di scacchi e si parlava anche di politica, siccome a me piace provocare dissi questa frase: "ma come è possibile che gli USA siano diventati così forti, in fondo sono formati da materiale umano di scarto proveniente dall'Europa + gli schiavi africani !" http://it.wikipedia.org/wiki/Tesi_della_frontiera. Successe un pandemonio, mi attaccarono da destra e da sinistra e persino da centro! Alla fine tutti lasciarono le scacchiere e venne fuori il discorso che sono buoni tutti a fare una nazione forte se hai risorse e terre illimitate. Uno disse: "ma anche la Russia ha terre e risorse illimitate". Qui venne fuori che un altro dei vantaggi dell'America è la lontananza fisica dall'Europa. Infatti bisogna dire che la Russia ha subito 2 guerre mondiali con 30 milioni di morti, pari a circa un terzo della popolazione attuale (vedere anche http://www.equalitytrust.org.uk/).

Pìu che di pazzia dell'uomo io parlerei, come facevamo l'altro giorno, di incapacità di elaborare concetti in maniera algoritmica (Penrose). Ciò porta inevitabilmente a delle contraddizioni e all'incompletezza come diceva Gödel. Si vanno formando col passare del tempo degli organismi politici sempre più complessi: stati regionali, nazionali, continentali e mondiali. Però questa è una trappola per la democrazia, perchè + lo stato è grosso meno conta il singolo: infatti nelle democrazie occidentali ormai va a votare solo un terzo dei cittadini.
Come dicevo nella mia nota sulla sociologia forse la strada per ridare la fiducia nella democrazia è fare delle comunità autoreggenti separate anche fisicamente dalle altre, costituite da 500-1000 persone. Insomma delle città con i quartieri separati da una cintura di parchi (
http://fabiomarinelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2473796).

Per quello che riguarda le antiche civiltà (sia quella romana che greca) erano delle oligarchie. Però dato che la Grecia era divisa in poleis autoreggenti tale sistema consentiva una maggiore democrazia. (Si parla della Roma non-imperiale).
Quello che mi affascina dei romani è invece la figura di Cincinnato che ritengo il più grande politico italiano (alla faccia del berlusca!).
Comunque quest'estate sono stato ad Amalfi ed ho studiato un pò la sua storia e anche qui mi sono convinto che se cerchi la democrazia devi guardare al piccolo stato.

Gli americani con Obama iniziano a ricredersi sull'Asia e la democrazia: sembrerebbe incompatibile con l'islam, e le altre religioni asiatiche, addirittura col DNA degli asiatici. In Asia non c'è mai stata la democrazia. A tal punto che se si considera la Russia come gran parte asiatica: tale fatto da solo potrebbe spiegare il fallimento dell' Unione Sovietica: non può esistere il comunismo senza democrazia! Quindi l'esperimento del comunismo, in fin dei conti, è stato fatto nel continente sbagliato. Tutte le valutazioni di critica degli storici andrebbero riviste alla luce di questa evidenza.

Almeno per l'Asia, quindi, penso che l'impossibilità di fare le democrazie è dovuta alle enormi dimensioni degli stati.
Per l'Africa penso che il problema sia dovuto al fatto che i colonialisti hanno tracciato i confini con la riga e la squadra, dividendo apposta le etnie per indebolire le popolazioni e sfruttarle meglio. Quando sono andati via i colonialisti hanno lasciato dei paesi con etnie diverse che non andavano d'accordo sia come religione che come tradizioni. Ciò ha portato ai disastri che vediamo.

Per quello che riguarda gli stati musulmani sono ormai convinto che l'Islam sia incompatibile con la democrazia. Sfido chiunque a dimostrare il contrario!  Anche se il NYFH dice che tra i 47 paesi del mondo con popolazione a maggioranza musulmana ve ne sono solo due che il think tank di New York Freedom House classifica come pienamente "liberi": il Mali e il confinante Senegal.  Vedere link: (http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/7054). L'eccezione che conferma la regola. Anche se in questi 2 paesi ancora scorazzano i predoni, basta vedere il rapimento di Cicala e la moglie.

Se si parla di paesi con religione islamica si parla di 47 paesi che formano una cintura del globo che va dal Marocco alle Filippine. Ebbene in nessuno di questi c'è la democrazia, come in nessuna nazione dell'Africa e dell'Asia (tranne il Giappone ). La Turchia è un'eccezione forse perché è un po’ europea (ma ancora vige una pseudo-democrazia). L'Iran ha rappresentato una rivoluzione in peggio. Alla base dell'anormalità dei musulmani ci sono questi punti:

(si avvisa sia i musulmani che i cristiani che questo blog non vuole mancare di rispetto ad alcuna  religione, anzi ho sempre scritto che le religioni possono migliorare il mondo se rispettano il comandamento dell'amore reciproco tra gli esseri umani scritto nei rispettivi Libri Sacri. Dato che questo blog ha una connotazione filosofica, politica, laica, oggettiva e scientifica si guarda solo all'aspetto fisico della realtà e non a quello metafisico, per tale motivo l'elenco sottostante va considerato una fotografia della realtà esistente a prescindere dalle motivazioni religiose che hanno portato a tale situazione. Le presunte critiche "laiciste" sono bipartisan e non riguardano solo l'islam ma anche il cristianesimo: basta vedere quanto scritto qui:  http://fabiomarinelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2473037. Va precisato anche che questo elenco non riguarda tutte le 47 nazioni con maggioranza religiosa musulmana, ma raccoglie solo le critiche più importanti alla mancata emancipazione della donna che è una delle ragioni del ritardo della democrazia. La mancanza di laicità è anche uno dei problemi che affligge l'Italia e con il quale stiamo ancora facendo i conti. Questo elenco di 10 punti fa parte delle considerazioni di Emmanuel Todd e può essere considerato senza però generalizzare, un legittimo tentativo dal punto di vista laico e sociologico di spiegare quello che è successo nei paesi del Maghreb).

1)     la fissazione del prenotare le future spose ancora bambine e la mancanza di emancipazione della donna;
2)     il matrimonio tra consanguinei senza alcun controllo demografico e paternità responsabile;
3)     la struttura tribale dello stato;
4)     la convinzione già intratribale che gli uomini non sono uguali;
5)     una religione profondamente incompatibile con la modernità e la democrazia;
6)     il fatto che si impara a leggere con il Corano (essere istruiti in questo modo peggiora la situazione, perché crea degli stereotipi mentali anti-laici);
7)     la convinzione che il libro sacro può ancora rappresentare l'unica legge;
8)     la religione pervade questi paesi peggio di come era da noi nel medioevo;
9)     non si sa se è presente nel loro vocabolario la parola laicità;
10)   l'economia basata troppo sul petrolio che alla sua fine (stimata per il 2025), presenterà il conto a questi paesi scaraventandoli di nuovo nel medioevo da dove sono venuti!

P.S. del 29/01/2011: Sembra che i paesi del Maghreb abbiano letto questo articolo, infatti la rivoluzione tunisina si sta diffondendo in tutto il nord-Africa e addirittura in Egitto (e Yemen). Speriamo che stavolta facciano la democrazia invece di precipitare "dalla padella alla brace" in altrettante repubbliche islamiche (http://fabiomarinelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2591934).

Dice Emmanuel Todd in un intervista a "venerdì della Repubblica" del 18/02/2011(Questo link invece è preso dal Sole 24 ORE).

"Si sarebbe dovuta realizzare già tempo, la rivoluzione in Tunisia». La lon­gevità del regime era un’ano­malia, una bizzarria tutta tu­nisina. «Non sono certo Madame Soleil non prevedo il futuro!» scherza al telefono da Parigi Emmanuel Todd storico e demografo francese, autore con Youssef Courbage di L’in­contro delle civiltà (Tropea, 2009). Eppure, la sua analisi del processo di transizione de­mografica del mondo musul­mano ha fornito prospettive sorprendenti, utili oggi di fronte alle proteste in Tunisia e in Egitto.

Secondo lo studioso, all’alta alfabetizzazione e al calo delle nascite segue, nelle gene­rali traiettorie storiche, lo scoppio di rivolte: è capitato con la Rivoluzione francese, col rovesciamento del regime zarista in Russia, con la Rivo­luzione cinese. Oltrepassato la soglia del 50 per cento dell’al­fabetizzazione maschile, poi di quella femminile, è probabile il calo del numero medio di figli per donna. Dietro l’angolo c’è la rivolta, il sovvertimento de­gli equilibri anche politici per­ché, spiega Todd, «una socie­tà, in cui i figli sanno leggere e i padri no e cambiano i rap­porti fra uomini e donne, può sentirsi disorientata».

Il mondo musulmano non fa eccezione, corre anch’esso sui binari di una storia globa­le, verso una «convergenza dei modelli»: ecco perché Todd crede in un «incontro delle ci­viltà» e non nel loro «scontro». «Quello musulmano è un mon­do che si sviluppa con ritmo proprio. I parametri di svilup­po così elevati della Tunisia per noi erano un problema: la rivoluzione sarebbe dovuta arrivare prima. L’alfabetizzazio­ne fra i giovani era al 94 per cento, la fecondità era a due figli per donna nel 2005, livelli francesi. Rispetto al modello russo o iraniano c’era un ritar­do e noi dovevamo spiegarlo».

Un altro indicatore demografico «molto importante per il mondo arabo» è l’endoga­mia, la quota dì matrimoni fra consanguinei, di solito cugini «La Tunisia ha un tasso di endogamia molto elevato, come il Medio Oriente: il 36 per cen­to all’inizio degli anni Novan­ta. La famiglia araba, patrili­neare e compatta, con endo­gamia si ripiega su se stessa, l’individuo è preso da legami famigliari così forti da pro­durre una sorta di blocco poli­tico». A essa andrebbe imputa­to il «ritardo» tunisino.

In Egitto questo indicatore è più basso rispetto a Tunisia e Medio Oriente: all’inizio degli anni 90 era al 25 per cento, poi è sceso ancora. in caduta libe­ra. «Pur meno avanzato della Tunisia per fecondità (tre figli per donna) e alfabetizzazione, l’Egitto ha subito una vera ri­voluzione della struttura fami­gliare in termini di endogamia. Anche se ci sarà una ri­presa autoritaria. laggiù sta accadendo qualcosa di irrever­sibile per questo non è più da considerarsi un Paese arabo autoritario classico”.  Vedere link.

Da questa intervista si capisce quale deve essere il manuale del dittatore se vuole mantenere il potere: favorire l'aumento demografico incontrollato e ostacolare l'istruzione, specialmente della donna.

Rapporto sullo sviluppo dell'umanità del 2010 (viene evidenziato lo sviluppo dei paesi del Nord-Africa e studiandolo bene si poteva prevedere la rivoluzione del Maghreb ed Egitto):

http://hdr.undp.org/en/media/HDR_2010_EN_Complete_reprint.pdf.

 

Argomenti trattati da Fabio Marinelli ed amici in social network: se si copia l'articolo, farlo integralmente (per non stravolgere il significato fuori dal contesto) e citare l'autore.

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Laureato a Bologna. Mi affascina occuparmi come hobby della sociologia e filosofia, tenendo ben presenti i problemi della natura, che soffre oltremodo per la presenza asfissiante dell'uomo. Il mio ideale è trovare una forma di convivenza degli uomini che: 1) abolisca le guerre; 2) promuova uno sviluppo sostenibile; 3) trovi un equilibrio permanente con la natura del pianeta Terra; 4) ridistribuisca le risorse tra tutti gli abitanti del pianeta; 5) aumenti le risorse relative su scala mondiale, mediante diminuzione della popolazione con un rientro morbido sotto i 4 miliardi, prima della fine del petrolio. "Imagine there's no countries It isn't hard to do, Nothing to kill or die for And no religion too. Imagine all the people Living life in peace... You may say I'm a dreamer But I'm not the only one. I hope someday you'll join us And the world will be as one. Imagine no possessions, I wonder if you can, No need for greed or hunger A brotherhood of man. Imagine all the people Sharing all the world..." Imagine di John Lennon
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