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Raccolta di temi trattati su Facebook parte 2: Crisi delle ideologie e religioni, teorie meccanicistiche e il caos: la natura gioca a dadi?
post pubblicato in diario, il 16 aprile 2010


"Vivere senza etica significa giocare senza regole: senza regole si gioca da soli, si arriva primi ma anche ultimi; facendo la media si arriva a metà classifica. Viviamo in una società di mediocri senza regole! (Fabio Marinelli 2010)."

(Avviso x i non esperti di internet: per una lettura completa di questo articolo è necessario clikkare anche i links che sono evidenziati con un colore diverso e da parole sottolineate. Quando con il mouse si va sopra un link la freccia diventa una manina: allora si può clikkare col tasto sinistro del mouse e si viene indirizzati alla pagina del link. Per tornare indietro si usa la funzione apposita del browser clikkando in alto sulla freccia sinistra).
Note scritte a maggio-giugno 2009 (aggiornate con links al 2011):
Nuova nota: Per superare la crisi: è ora di mettere i paletti anti-furbi, propongo queste 3 semplici riforme:
1) limitare lo stipendio massimo dei manager a 100 volte (stock option bandite) quello dell'ultimo dipendente (così se vogliono aumentarsi lo stipendio, prima devono aumentarlo ai più poveri), voi direte è ancora troppo ma sembra che siano arrivati anche a + di mille volte!!!! (attualmente un top manager guadagna 200 volte un impiegato: però se si considera gli appena assunti, quelli con contratti strani e i borsisti - come ultimi - allora si arriva a 400-500 volte!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!).

2) un qualsiasi imprenditore deve pagare almeno il doppio delle tasse che paga l'ultimo dei suoi dipendenti al netto delle esenzioni se uno non paga almeno il doppio delle tasse dell'ultimo dei suoi dipendenti che razza di "impresa" è? (Tranne quelli che possono dimostrare di essere in perdita: una “Visentini-ter” migliorata).

3) chi non paga le tasse viene dichiarato ufficialmente "scroccone" e se vuole i servizi come scuola, sanità, sicurezza ecc. ecc. se li paga con rispettive assicurazioni (tranne quelli che possono dimostrare di essere disoccupati, invalidi ecc.). Il povero Padoa-Schioppa diceva che per un cittadino è un onere ma anche un onore pagare le tasse, perché lo Stato siamo noi e dallo Stato riceviamo servizi indispensabili (vedere link).

Voi pensate che i nostri politici siano capaci di mettere questi 3 semplici paletti?

P.S. Le tasse sono importanti, perché in Italia + del 30% del PIL è in nero. L'evasione stimata è superiore ai 100 miliardi di euro! Pensate quanti ospedali, asili, strade ecc. ecc. si possono costruire con 100 miliardi di euro, pari a circa 200 mila miliardi delle vecchie lire! La polemica delle banche che non vogliono finanziare le piccole imprese dipende da questo: quando un'impresa va a chiedere i soldi da una banca questa vuole vedere l'esercizio legale dell'anno precedente. Siccome tutte le piccole imprese fanno il nero, la banca non può prestare tutti i soldi che servono x rilanciare l'impresa.
 

A conferma di quanto detto vedere questi links:
 
Anonimo
Per capire cosa accade è necessario partire dalla propria busta paga: scoprire che di sole tasse "dirette" paghiamo oltre la metà dello stipendio è deprimente. Scoprire che fine fanno questi soldi può essere causa di itterizia. Il problema è la pletora politica da un lato e l'impreparazione politica dall'altro. Adottare una morale consequenzialista al posto della morale dell'imperativo deontologico può essere una valida soluzione. Mi chiedo se siamo schiavi, sudditi o cittadini....
Il problema della morale consequenzialista è molto più complesso. Se pensi che in via XXXXXX sono 3 mesi che siamo al buio perché non ci sono le lampade di illuminazione stradale (venire qui per "non" vedere e credere)... Gli antichi romani dicevano che meglio di uno schiavo vi è solo lo schiavo convinto che quella è la migliore condizione cui può aspirare, se uno prova a renderlo libero questi si ribellerà per paura di perdere ciò che (non) possiede. Anche noi siamo così, ovvero schiavi?
Per questo la morale dell'imperativo deontologico "devi" non va bene. Fare il bene, evitare il male, questo è l'assunto base, ma chi decide cosa è bene e cosa è male? Il potere politico, religioso, economico, ecc. In una parola il potere e quindi si tratta di una morale almeno sospetta perché coinvolge i grandi nella definizione ed i piccoli nell'applicazione. La morale consequenzialista (che effetto hanno sugli altri le mie azioni) è una valida alternativa (Gorgia filosofo greco: "morale della situazione" http://it.wikipedia.org/wiki/Relativismo_etico_sofistico), in pratica si risolve il problema morale in un'ottica etica ponendo l'altro alla nostra attenzione. E' questo quello che manca alla politica oggi (il Papa critica il relativismo).
Il Marxismo, la metafisica, la stessa relatività e persino l'aritmetica sono DIMOSTRATE contraddittorie. La scienza oggi inizia a fare i conti con l'incompletezza. Ora devo uscire, continuo tra 30 min.
 
Fabio Marinelli
Per me l'etica è molto importante: è un pò come considerare la vita una sana competizione e l'etica dovrebbe dettare le regole di questa competizione (se uno è veramente religioso dovrebbe tenere in alta considerazione l'etica, perché crede in un Principio ancora superiore secondo la teoria di Kierkegaard della vita estetica, etica e religiosa).
In Italia nessuno considera la vita, con sana sportività, con il gusto di stare alle regole, per vedere quanto vale, del resto non ci sono punti di riferimento. La gara è truccata dal doping della raccomandazione, anche i peggiori possono vincere. Al Sistema Paese non interessa che a vincere siano i migliori, ma i fedelissimi leccaculo. Dall'università, alle aziende fino alle banche ecc. ecc. vedrai primeggiare solo gente con la lingua marrone. Prima di fare una cosa importante chiedi a quello che ti offre un qualsiasi servizio di farti vedere la punta della lingua.
L'Italia è vittima di un disastro antropologico in cui la maggior parte dei cittadini tra le 3 vite di Kierkegaard ha scelto la vita estetica.
 
Anonimo
La fine del Marxismo inizia nel 1901 con B. Russell che mandò in crisi l'insiemistica sul nascere. Gli insiemi di Cantor, Kant e finalmente L'incompletezza (Gödel 1931) misero la parola fine anche alla metafisica, al platonismo, all'illuminismo, ecc. ma anche ad una buona parte della scienza così come la conosciamo. Di Gödel, sacerdote, amico di Einstein non si sa nulla, di Einstein che con lui lavorava a Princeton, molto. 
Il problema di oggi sono i diritti, diritti che non sono nè di destra nè di sinistra. La chiesa, tanto per fare un esempio, non ha mai firmato la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Questo perché tecnicamente lo stato del Vaticano è una monarchia assoluta. I diritti sono visti come il fumo negli occhi da chi detiene il potere assoluto e rappresentano per questo un argine intollerabile. Le democrazie hanno firmato la dichiarazione sperando di non applicarla.
La progressiva applicazione dei diritti ha portato come conseguenza la crisi delle teologie e delle ideologie. Per questo oggi, con la scusa della crisi si attaccano i diritti, specialmente quelli dei lavoratori, per cercare di ristabilire il senso di un'autorità che non viene più riconosciuta tale. Questo guardare indietro è la resa di una politica che invece di innovare ed innovarsi guarda indietro ad un passato, oggi non più proponibile.
Come la scienza, anche la politica invece di prendere atto delle contraddizioni e dei suoi limiti, nega le contraddizioni e torna indietro nello strenuo tentativo di conservare se stessa. Ti propongo un sito: www.dossiercemim.it e se ciò che vi è pubblicato fosse vero, spiega un po' alla gente il motivo per cui deve pagare (tasse balzelli & Co.), per ripianare ciò che è stato speso "ad cazzum". Ovvero, sempre se ciò che è riportato nel sito fosse vero, come mai una struttura in attivo per svariati miliardi è stata fatta fallire e perché?
 
Fabio Marinelli
Da quello che ho capito, mi sembra che tu abbia fatto un excursus dalle teorie meccanicistiche dell'800 fino al principio di indeterminazione di Heisenberg, praticamente è come se avessi detto: "nonostante tutti gli studi che può fare l'uomo non esiste una scienza sociale sociologica precisa, perché comunque i bisogni dell'uomo che non sono solo materiali, comunque portano a delle conseguenze antropologiche imprevedibili da qualsiasi teoria, con conseguente fallimento di qualsiasi ideologia: marxismo, capitalismo ecc. ecc.". Correggimi se ho capito male.
Io comunque per gli Italiani la vedo in maniera molto semplice: tutti dicono di essere cattolici, ma in realtà sono attaccati alla vita in maniera morbosa, come se in realtà avessero una gran paura di perderla. In realtà si comportano come se Dio non esistesse, e nel fondo del loro cuore ne sono convinti. Per questo ogni giorno, pensando che la vita è una sola e preziosa, cercano continuamente di fregarsi a vicenda. Quindi non c'è senso etico e religioso, non c'è senso di appartenenza allo stato. Alla fine presi tra due stati: quello della Chiesa e quello Italiano, gli italiani non credono più in nessuno dei 2.
L'Italia è vittima di un disastro antropologico in cui la maggior parte dei cittadini tra le 3 vite di Kierkegaard ha scelto la vita estetica (repetita iuvant).
 

Grazie alla Chiesa penso che in Italia ci siano più persone che aspirano alla vita religiosa rispetto agli altri paesi e moltissimi ci riescono. Il problema è che se in media troviamo in Italia molte più persone che stanno al secondo gradino della vita religiosa rispetto agli altri paesi, d'altro canto ci sono poche persone che stanno al primo gradino della vita etica. Manca quindi una "massa critica" di persone con vita etica in grado di sostenere la vita civile del Paese: il "familismo amorale" italiano e la presenza della Chiesa ha costretto l'italiano ad un "tutto o niente" con l'etica che per l'Italia ha senso solo se è religiosa. Statisticamente i religiosi sono comunque pochi e da soli non sono in grado di sostenere la vita etica del Paese, tenuto conto che chi perde la fede il più delle volte precipita nel baratro della legge della giungla che sta al "ground zero".  
 
Anonimo
Il principio di indeterminazione è solo un aspetto dell'incompletezza. Il vero problema è l'autoreferenzialità. Il marxismo nasce proprio come tentativo di superare le contraddizioni in un tessuto teorico, ma con l'incompletezza anch'esso si dimostra contraddittorio, per es. vedi il meccanicismo storico
 
Fabio Marinelli
Ma già da tempo, considero queste teorie 800ntesche superate. Persino la teoria della relatività dei primi del 900, non è valida per i sistemi studiati dalla meccanica quantistica.
In realtà penso che le teorie più giuste da applicare per la società siano quelle del caos.
 
Anonimo
Per quanto riguarda Dio, il problema di chi è Dio e di com'è Dio è il problema alla base delle religioni. All'uomo è precluso il trascendente e questo nel cristianesimo lo si evince direttamente dal fatto che anche Dio ha avuto necessità di un rivelatore che lo rivelasse agli uomini: Gesù.
Ora il problema è che il Dio che ci ha rivelato Gesù è incompatibile con il Dio della Chiesa di oggi. Infatti un Dio che perdona prima ancora che lo si chieda, un Dio che ha cancellato il peccato, che non giudica, che non distingue tra buoni e cattivi appare intollerabile. Un Dio di cui ancora oggi è possibile fare l'esperienza, così come oltre 2000 anni fa, non è tollerabile.
 
Fabio Marinelli
Quindi tu vorresti dire che non si può mischiare la fisica con la metafisica. Sai a me piace sempre tradurre le frasi per essere sicuro di aver capito bene.
 
Anonimo
Il discorso qui si fa lungo, mi fermo qui. Sono ancora cattolico, per ora. La teoria del caos soffre anch'essa dell'incompletezza. Per capire dalla società, in generale, è errato partire da una teoria per capirla, è necessario invece capire la società e poi magari inquadrarla in qualche modello.
E' diverso, voglio dire che sia la fisica che la metafisica sono dimostrate contraddittorie e non possono essere elementi di riferimento "assoluti". Anche l'ontologia è contraddittoria.
Sia la fisica che la metafisica sono dimostrate contraddittorie e per questo non possono avere valore assoluto. Il problema delle religioni sono le regole: più uno le osserva più è bravo. Per questo il mondo si divide in buoni e cattivi. Ma Gesù ha dimostrato nella sua vita che nessuno può essere escluso dall'amore di Dio.
 
Fabio Marinelli
Ma scusa allora per la prossima volta, descrivimi qualcosa di cui si può parlare con sicurezza, qualcosa di assoluto. Altrimenti sembra che tutto sia vano e fatuo, almeno Cartesio diceva "cogito ergo sum". Su qualcosa bisogna basarsi. Altrimenti nulla ha più senso.
Allora veramente conviene fare come S. Francesco, che ha lasciato tutto ai poveri, per diventare più povero dei poveri.
Tanto tutto è vano, tutto passa e tutto finisce.
 
Anonimo
Cogito ergo sum.... la soluzione è che dobbiamo partire da ciò che è, vale a dire vi sono cose che devono essere accettate "così come sono". Poi bisogna sempre avere ben presente il limite delle nostre affermazioni, altrimenti ci perdiamo. Ad esempio si può dimostrare l'impossibilità a misurare con estrema precisione un foglio di carta. Vale a dire se prendiamo un foglio di carta e non commettiamo errori, scopriamo che andando avanti nei decimali arriviamo al punto dove la distanza non ha più significato (pensa all'ultimo elettrone agli estremi del foglio ed al principio di indeterminazione).
Come dire usare funzioni probabilistiche per una realtà apparentemente deterministica.... brrrrrrr.......
Dimenticavo... anche S. Francesco è stato censurato (ti consiglio un lavoro di Dario Fo: il santo giullare Francesco) , circa 40 anni dopo la sua morte e dopo che l'ultimo che l'aveva conosciuto in vita era morto tutte le opere ed i riferimenti furono semplicemente distrutti. Si è salvata solo qualche opera in copia in qualche monastero benedettino che ai tempi disobbedirono....
 
Fabio Marinelli
La discussione con Anonimo continua con la mia seguente nota: "Perché le teorie sociologiche tendono miseramente a fallire?".
In essa sono ripresi e trattati più approfonditamente i problemi sociologici, le crisi della società moderna alla luce delle moderne teorie antropologiche, della matematica-fisica e della medicina evoluzionistica.
 
 
 
Perché le teorie sociologiche tendono miseramente a fallire?
(Prima di leggere questa nota (e tutta la discussione) leggere il Post scriptum sul numero di DUNBAR.
La teoria della deriva genetica si trova al link: 
Si conferma che probabilmente il numero di 500-1000 persone è quello più stabile per poter mantenere la specie e nello stesso tempo per farla evolvere: siamo tutti discendenti da un gruppo di 2000 persone di 144.000 anni fa!.
La cosiddetta teoria strutturalista dello sciamanesimo, ipotizza che il fenomeno sia sorto contemporaneamente in vari luoghi e presso varie popolazioni perché innato nella struttura mentale umana).
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Il cervello umano si è evoluto nel corso di 5 milioni di anni. 
Dal punto di vista antropologico i villaggi umani, per milioni di anni non hanno mai superato i 500-1000 abitanti. Soltanto negli ultimi 2500 anni si sono formate città mostruose con milioni di abitanti (l’antica Roma era arrivata a un milione e mezzo).
Se però vai a vedere l’agenda di un qualsiasi cellulare, raramente ci sono più di 500 numeri.
Ciò significa che ancora il cervello umano non si è adeguato ai grandi numeri, non solo di una megalopoli, ma anche di una piccola città di 100.000 abitanti, perché 2500 anni in termini evoluzionistici non sono niente.
Quando si fanno le teorie bisogna tenere conto di questo: non bisogna considerare il cervello dell’uomo come un calcolatore perfetto.

Quindi tutte le teorie sociologiche saranno sempre imperfette se considerano gruppi di uomini maggiori di 1000 persone, perché il cervello umano è fatto per vivere in gruppi relativamente piccoli.

Per questo motivo tutte le teorie meccanicistiche che parlano delle società dell’uomo sono miseramente fallite (compreso il capitalismo che si contorce in numerose crisi economiche).
Secondo Roger Penrose questa (presunta) differenza tra "ciò che può meccanicamente essere dimostrato" e "ciò che può essere riconosciuto come vero dagli uomini" mostra che l'intelligenza umana non ha una natura algoritmica. .
Il filosofo greco Gorgia aveva già parlato di questi problemi vedere link:
1.       Nulla è
2.       Se anche qualcosa fosse, non sarebbe conoscibile
3.       Se anche qualcosa fosse conoscibile, non sarebbe comunicabile agli altri.
Quindi bisogna metterci il cuore in pace: per almeno un altro milione di anni il nostro cervello non sarà in grado di capire la società moderna e di elaborare teorie che ci mettano al riparo dalle crisi.
L’unica strada sarebbe quella di dividere le città future in tanti piccoli quartieri da 500-1000 abitanti, separati anche geograficamente da parchi. 
In questa maniera la città sarebbe a misura d’uomo. Gli architetti e gli urbanisti moderni stanno già progettando queste città future.

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P.S. Il numero di Dunbar, conosciuto anche come la regola dei 150, afferma che le dimensioni di una vera rete sociale sono limitate a circa 150 membri. Questo numero è stato calcolato da studi di sociologia e soprattutto di antropologia, sulla dimensione massima di un villaggio (in termini più attuali meglio definibile come un ecovillaggio). Viene teorizzato nella psicologia evoluzionista che il numero potrebbe essere una sorta di limite superiore all'abilità media degli esseri umani di riconoscere dei membri e tenere traccia degli avvenimenti emotivi di tutti i membri di un gruppo. In alternativa potrebbe essere dovuto a una questione economica, e al bisogno di individuare gli "scrocconi" (vedere l'altra mia nota: "Per superare la crisi: è ora di mettere i paletti anti-furbi, propongo queste 3 semplici riforme") in quanto gruppi più grandi tendono a facilitare il prosperare di ingannatori e bugiardi. Ad ogni modo, sembrerebbe che il capitale sociale venga massimizzato a queste dimensioni.

P = F (A,B,Y) La formula del crac (vedere i links che spiegano la crisi della borsa):
 
Fabio Marinelli
Uno dei motivi del successo di Facebook potrebbe essere che ognuno si costruisce la sua comunità virtuale di 250-500 persone. Una specie di piccolo villaggio di persone che conosce e con le quali condivide le sue informazioni. Raramente ho visto amici con più di 500 contatti.
 
Anonimo
Dopo queste affermazioni anche Penrose scoprì l'incompletezza, assieme ad Hawking: di lì il recente cambiamento delle teorie. In rete vi sono "rumors" che affermano del recente superamento del teorema di Turing (l'equivalente dell'incompletezza nel caso dei computers) e quindi della possibilità di realizzare "macchine pensanti" indistinguibili dalla mente umana per funzionamento. La mente umana, a differenza dei computers, comunque appare in grado oltre a trattare dati quantitativi, anche di trattare dati qualitativi, di superare le cosiddette "proposizioni indecidibili" e quindi di superare il blocco della macchina di Turing. Il problema ontologico relativo alla mente è comunque aperto e personalmente, sono in disaccordo con le conclusioni di Penrose.
 
Fabio Marinelli
Penso che un computer non potrà mai avere l'intuito.
L'uomo ha l'intuito - la potrai anche considerare una funzione random - però sono sicuro che l'intuito ha rappresentato un vantaggio evoluzionistico. Invece su decisioni vicine al 50% il computer si comporta in modo random. Se l'uomo fin dall'alba dei tempi, avesse tirato una monetina per le decisioni difficili, sono sicuro che saremmo già estinti da un pezzo.
Quindi la soluzione del problema è questo: definire in maniera scientifica cos'è l'intuito.
Ti ricordi il povero X. X.? Facevo sempre delle chiacchierate con lui che diceva sempre: "io se fossi vissuto 30000 anni fa sarei stato uno shamano".
Sono sicuro che la sua affermazione corrisponde al vero. Secondo me l'evoluzione ha fatto si che ogni 500-1000 persone ce ne sia qualcuna il cui cervello funziona in modo diverso rispetto agli altri, a prima vista del tutto irrazionale (oggi giorno diremmo psichiatrico). Ebbene negli antichi villaggi queste persone che oggi definiremmo psichiatriche, venivano tenute in grande considerazione.  Erano loro la "macchina random" che faceva superare le crisi.
Quindi uno dei motivi della crisi del villaggio globale, paradossalmente, è che si dà troppo ascolto alle teste d'uovo. Tutti i computer della borsa, funzionano sincronizzati con i programmi delle teste d'uovo, con lo scopo di fregare i risparmiatori. Se ogni 500 computer, ne mettessimo uno programmato con funzioni random, con lo scopo di ridistribuire la ricchezza a caso - sono sicuro che non ci sarebbero più crisi!
Anche questa è troppo forte ! Guai a chi prova a rubarmela!!!!!!!!!!!!!!!!
 
Anonimo
Cominciamo dall'intuito. In effetti è difficile una definizione di intuito "coerente", tuttavia credo sia il meccanismo base per cui il cervello supera il blocco della maccchina di Turing. In pratica una logica decisionale semplice con qualche possibilità di scegliere per analogie paradosse o cose similari. Poichè la ragione non può spiegare tutto esistono casi ove essa, per un momento, deve essere messa da parte. La casualità non penso sia auspicabile, un errore difficilmente si rivela una scelta positiva e questo è proprio della nostra esperienza. Possiamo imparare dagli errori, questo si ma una scelta errata resta una scelta errata: per questo alcune cose accadono solo nei film. Per quanto riguarda gli sciamani l'evoluzione infine ha assegnato loro il ruolo corretto.
 
Fabio Marinelli
Esempio: mettiamo che dopo una ricerca scrupolosa e oggettiva di tutti i dati di un problema, il computer elabori le informazioni e trovi 2 soluzioni con i seguenti punteggi: soluzione a = 50,000000000000000001
soluzione b = 49,999999999999999999.
Indubbiamente, specialmente se il computer è ormai collegato con la catena finale dell'esecutivo aziendale, si prenderà la decisione a.
Tutte le aziende, banche ecc. ecc. che avranno lo stesso programma prenderanno la stessa decisione.
Se lo stesso problema fosse analizzato da un cervello umano, entrerebbero in gioco sicuramente altri fattori e le risposte sarebbero molto più variegate.
 
Questo è quello che è accaduto con l'algoritmo del cinese che ha causato il crollo della borsa (la "copula gaussiana" di David X. LI).

Veniamo alla nuova speranza della programmazione per superare questi problemi: la fuzzy logic.
Tuttavia la logica sfumata, oltre ad avere ereditato le motivazioni filosofiche che hanno dato origine alle logiche a più valori, si inquadra nel contesto più ampio delle metodologie che hanno consentito un marcato rinnovamento dell'intelligenza artificiale classica, dando vita al cosiddetto soft computing che ha tra i suoi costituenti principali le reti neurali artificiali e gli algoritmi genetici ed il controllo fuzzy.

Quindi purtroppo ancora non si può usare in tutti i problemi, però queta logica fuzzy promette bene!

Il discorso che ho fatto prima è paradossale: è una critica alla ricerca che la società moderna fa, di teorie sempre più perfette, di programmi sempre più sofisticati. Di persone sempre più intelligenti (quando ancora non si sa cosa sia l'intelligenza). Oggi per la società moderna gli sciamani sarebbero tutti da mettere in manicomio. 50000 anni fa lo sciamano, prendeva le decisioni più difficili della tribù. 
Veniamo poi all'errore: certo se uno non sbagliasse mai nella vita, alla fine si troverebbe in una posizione migliore di chi fa numerosi errori.
Però sarà capitato anche a te di essere indeciso! Allora come ti sei comportato?
Da alcuni anni, nelle decisioni poco importanti, sto sperimentando la tecnica dell' I-Ching. Non perché credo in essa, ma per sperimentare, nella mia vita l'introduzione sistematica dell'errore e del caso. Del resto anche Jung era rimasto affascinato da questa tecnica di divinazione e dal fenomeno della casualità che si oppone alla causalità che lui definiva "sincronicità". Le indubbie coincidenze che si osservano nella nostra vita di ogni giorno sono affascinanti e sono anche alla base de "La profezia di Celestino" (leggere il libro o vedere il film).
Non ci crederai, ma l'effetto più grande che dà la decisione casuale è l'imprevedibilità. Oggigiorno l'imprevedibilità è una forza. Perché la gente è schiacciata dal conformismo.
P.S. Ma, scusa quale sarebbe secondo l'evoluzione il ruolo corretto degli sciamani? Non hai detto niente del discorso evolutivo dei gruppi dei 500-1000 persone. Sei d'accordo oppure no? Anche Jung aveva studiato a lungo gli sciamani, perché pensava che fossero gli antichi psicoterapeuti del mondo tribale.
 
 
Anonimo
Il "come se" della fuzzy logic in realtà inserisce approssimazioni talvolta intollerabili per la soluzione dei problemi e di fatto oggi langue. Il problema è il principio di causa/effetto e la base stessa del metodo scientifico. Se lancio una moneta in un certo modo essa DEVE compiere mediamente la stessa traiettoria e cadere mediamente nello stesso punto. Nella stessa condizione però se andiamo a vedere dove SI FERMA la moneta dopo la caduta (se vuoi per capire meglio pensa ad una biglia) scopriamo che siamo costretti di nuovo ad utilizzare funzioni probabilistiche. Ora è ben vero che la probabilità è una misura di errore ma da qui ad estrapolare "un punto medio di caduta" così come la logica fuzzy ce ne corre.
Per quanto riguarda i gruppi, come ben sai, un approccio probabilistico richiede la rappresentatività del campione: più è grande (e più ben scelto) e più tende a essere un campione rappresentativo di tutta la popolazione, il problema di fondo, strisciante e per certi aspetti inammissibile al fondo di queste affermazioni sta nel fatto che gli uomini NON sono tutti uguali. Questa non vuole essere e non è un’affermazione razzista, ma la prova, ammesso che sia ancora necessaria, dell’inconsistenza delle teorie della globalizzazione. D'altra parte a livello mondiale assistiamo a fenomeni di compattamento degli Stati (vedi Europa) e contemporaneamente a fenomeni di disgregazione (vedi lega, vedi ceco Slovacchia ed istanze centrifughe). Sui limiti dei "contatti" non entra in gioco solo il cervello, ma anche il tempo ed altri fattori, per questo il discorso evolutivo appare un momentino "improprio".
L'anticonformista in realtà si muove nell'ottica del conformista, negare una cosa o comportarsi al contrario di essa è l'affermazione stessa della sua esistenza. Gli errori li facciamo tutti (anche le macchine "sbagliano"), l'errore diventa il dato esperienziale che ci permette di ridurre i nostri errori. Da qui a scegliere di voler volontariamente errare, sapendo di fare una scelta errata, può (forse) funzionare per un momento, ma poi rischia di diventare davvero una debacle negli effetti. Infatti nel compiere una scelta casuale si ha un'elevata probabilità di errore ed una scarsissima possibilità di una scelta "maggiormente adeguata o adeguata". L'errore è "umano" (questa è, probabilmente la soluzione al teorema di Turing) se serve a capirlo, a non ripeterlo e quindi "a diventare migliori". (L'esperienza è il nome che l'uomo dà ai propri errori - Oscar Wilde). 
Fabio Marinelli
Per il discorso del conformista hai ragione solo se le cose su cui scegliere sono 2.
Ma, scusa quale sarebbe secondo l'evoluzione il ruolo corretto degli sciamani? 
Ma poi tu ci credi o no al discorso "...non è possibile che Dio gioca a dadi!"? . Quando Einstein si è accorto che la sua teoria non andava d'accordo con la meccanica quantistica.
 
Anonimo
Einstein ha detto "Dio non gioca a dadi". Che la relatività fosse "limitata" lo sapeva anche E. Infatti se L'universo ha una forma (topologia) la relatività va a farsi benedire. Ma anche il modello standard non può essere se vediamo (come le vediamo) galassie a oltre 5 miliardi di anni luce dalla terra. Le teorie sono TEORIE non verità.
Con il tempo almeno abbiamo capito chi sono e perché si comportavano in un certo modo gli sciamani
 
Fabio Marinelli
Non ho detto di voler volontariamente errare. Ho detto: " nelle decisioni meno importanti è meglio muoversi a caso, anche con il rischio di sbagliare". Si ottiene l'importantissimo effetto di essere imprevedibili. 
Il che rende impossibile agli altri di sapere come ci comporteremo la prossima volta.
Nella vita il 99% delle decisioni sono poco importanti.
E' meglio agire sapientemente solo nel restante 1% dei casi.
In questo modo, sono sicuro che si renda un servizio alla società, perché si aumentano in modo termodinamico le soluzioni possibili. I capi vogliono che ci muoviamo come greggi di pecore. Ma questo fa si, che a volte ci dirigiamo fatalmente verso i burroni. La natura ci insegna che i fenomeni più probabili sono quelli che ammettono una maggiore variabilità di soluzioni, invece l'uomo fa il contrario, cerca sempre una sola soluzione.
Secondo il mio amico X.X., l'evoluzione produce a caso dei cambiamenti. Siccome il cervello umano è molto complesso, può succedere che ogni 500-1000 persone ce ne sia una con un cervello diversamente abile, ma questo succede anche oggi! Quindi in Bologna ci sono circa 500 sciamani inespressi.
Quindi non sono gli sciamani che fanno l'evoluzione, ma l'evoluzione che fa gli sciamani. Cerchiamo questi sciamani in Bologna e avremo la conferma di questa teoria. Come ti dicevo uno lo avevo già trovato ed era il povero X.X.: prova vivente della sua teoria.
Anonimo
E' meglio agire sapientemente sempre. Se cerchi gli sciamani basta che vai all'ospedale al reparto di psichiatria e li ne trovi una buona concentrazione (tra i pazienti). Non so se X.X. è felice della definizione.
Fabio Marinelli
X.X. era d'accordo con questa mia teoria. Ho parlato con vari psichiatri che l'hanno avuto in cura e tutti concordano nel dire che la sua patologia non era inquadrabile in nessuna di quelle conosciute.
I disastri dell'umanità, secondo me, sono proprio dovuti al fatto che tutti cercano di agire sapientemente sempre!!!!!
Come ti dicevo prima, considera le particelle di un fluido termodinamico, il loro movimento è imprevedibile, nessuno può calcolare con precisione come sarà il sistema un miliardesimo di secondo dopo. Invece la tendenza dell'uomo a fare le scelte più razionali, porta ad avere uno spostamento delle "particelle umane" in branchi da tosare! Sono sicuro che ci sono dei personaggi poco raccomandabili che tutti i giorni studiano il modo di fregarci, facendoci credere che abbiamo fatto la scelta più razionale.
Essi usano il bombardamento della pubblicità, che crea la moda, ma la moda in matematica è anche la curva gaussiana e ricordiamoci che la "cupola gaussiana" ha causato il crollo dell'economia.
Rettifico: la "copula gaussiana" di David X. LI.
SCHERZOSO (Qui tra "copula gaussiana" e "co(g)ito ergo sum" mi stanno venendo strane idee.........)
 
Insomma se ormai abbiamo le prove che la natura gioca a dadi (almeno per la meccanica quantistica e il principio di indeterminazione, per l'evoluzione della specie, per il sistema immunitario ecc. ecc.), perché le teorie dell'uomo devono essere tutte meccanicistiche?
Penso che ormai il determinismo sia superato, perchè gli studi in più discipline diverse hanno dimostrato che la causalità deve lasciare spazio alla casualità.
Se fosse sempre possibile calcolare tutte le variabili non ci sarebbe la casualità, e nemmeno il libero arbitrio, perché tutti sapendo la soluzione di qualsiasi problema sarebbero obbligati eticamente a fare la cosa giusta (questo era il problema che torturava Spinoza).
Per questo motivo vanno rivalutati gli studi del relativismo etico filosofico, sui quali si incanala anche il lavoro di Gödel.
Per quello che riguarda il pensiero umano e il funzionamento del cervello siamo ancora all'inizio: l'unico che ha proposto delle teorie originali è stato Penrose. Dal punto di vista scientifico vanno considerati solo i fenomeni oggettivi, per questo motivo è molto difficile elaborare teorie su di un organo che mette in comunicazione 100 miliardi di cellule mediante migliaia di sinapsi ognuna.
Il lavoro che si sta facendo con la macchina di Turing e la costruzione di automi sempre più complessi potrà servire per capire meglio il funzionamento del cervello, ma sicuramente stiamo raggiungendo i limiti della scienza e della fisica, aldilà di questi c'è solo la metafisica!
 
 "L'uomo continua la creazione del mondo in quanto restituisce al cosmo in idee ciò che a lui viene offerto in fenomeni. Grazie a questo suo ruolo l'uomo è cittadino dei due mondi". (Goethe)

Chi vuole aggiungere altri commenti?
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Spiegazione della mia teoria sugli sciamani e I-Ching e differenze rispetto a quella di Jung.
Dagli studi antropologici fatti in tutto il mondo si sa che le antiche tribù di circa 150.000 anni fa erano formate da circa 500-1000 persone. In tutto il mondo era presente la figura dello sciamano come uomo della medicina e altre funzioni distinte da quelle del capo del villaggio.
Fino a poche centinaia di anni fa i capi di qualsiasi esercito hanno interrogato i "successori" (più o meno moderni maghi) degli aruspici etruschi per conoscere in anticipo l'esito della battaglia. Qualche odierno mago della finanza consulta cartomanti o altro prima di prendere decisioni importanti. Si dice che persino l'allenatore di calcio Helenio Herrera facesse altrettanto.
Qui non si discute dei presunti poteri dello sciamano come faceva Jung, si vuole soltanto supporre che la natura abbia introdotto con l'evoluzione la figura irrazionale dello sciamano per controbilanciare la razionalità dell'homo sapiens sapiens.
E' necessaria la presenza dello sciamano, perchè serve a differenziare le risposte della tribù di fronte alla pressione selettiva dovuta agli ostili fenomeni naturali: glaciazioni, predatori, malattie ecc. ecc. Se tutte le tribù avessero risposto allo stesso modo (più razionale) alle difficoltà, probabilmente ci saremmo estinti. Invece l'irrazionalità dello sciamano ha fatto aumentare la variabilità delle risposte alle difficoltà, facendo si che tra tutte le tribù ce ne fosse almeno una che casualmente scegliesse quella giusta. Ci sono prove scientifiche che discendiamo tutti da quell'unica tribù: siamo tutti discendenti da un gruppo di 2000 persone di 144.000 anni fa! .
Quindi non attribuisco alcun potere agli sciamani, se non quello di essere una sofisticata macchina random che fa in modo di dare tutte le risposte possibili alla pressione selettiva, in modo che almeno una tribù possa salvarsi.
"L'effetto collaterale" di questa teoria, se risultasse vera, è che ci sarebbero degli "sciamani inespressi silenti", presenti intorno a noi, che sono "dormienti" perché la nostra società è cambiata profondamente e non consente il manifestarsi delle loro peculiarità.
Nel sistema immunitario del corpo umano esiste una funzione analoga che ci fa selezionare casualmente la risposta anticorpale contro le infezioni.
Per quello che riguarda l' I-Ching, ritengo che la sua funzione sia simile: noi cerchiamo sempre di affrontare le difficoltà nel modo più razionale ed è giusto per la maggior parte dei casi. Esistono però delle decisioni meno importanti in cui la decisione è difficile perchè il valore delle risposte è alla pari (50% per 2, 33% per 3, 25% per 4 ecc . ecc.). Se si è abili a selezionare quali decisioni appartengono a questa categoria, allora possono essere candidate al sorteggio dell'I-Ching. Si avete capito bene: l'I-Ching come lo sciamano ha il compito di sorteggiare il destino delle nostre decisioni.
Se è facilmente spiegabile l'utilità evoluzionistica dello sciamano per la tribù, non lo è altrettanto il sorteggio delle decisioni per un singolo individuo. Però siccome l'uomo è un animale sociale, il sorteggio della decisione ha il compito di differenziare la risposta dalla massa. Anche le decisioni meno importanti se prese da tutta la massa possono portare dei grossi danni alla società: es. è importante differenziare i pacchetti azionari negli investimenti, è importante aumentare il numero dei produttori per qualsiasi merce per evitare regimi di monopolio, è importante avere marche diverse di farmaci in modo che si evitino eventuali difetti di produzione, è importante non decidere di andare al mare tutti insieme perchè si creano delle code interminabili ecc. ecc.
Anche in questo caso a differenza di quello che diceva Jung, non si attribuisce alcun potere particolare alla divinazione I-Ching, se non quello del sorteggio equo.
Fabio Marinelli - 2009 - 2010 - 2011
Bibliografia:
Da Wikipedia:
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Biografia e ideali:
Laureato a Bologna. Mi affascina occuparmi come hobby della sociologia e filosofia, tenendo ben presenti i problemi della natura, che soffre oltremodo per la presenza asfissiante dell'uomo. Il mio ideale è trovare una forma di convivenza degli uomini che: 1) abolisca le guerre; 2) promuova uno sviluppo sostenibile; 3) trovi un equilibrio permanente con la natura del pianeta Terra; 4) ridistribuisca le risorse tra tutti gli abitanti del pianeta; 5) aumenti le risorse relative su scala mondiale, mediante diminuzione della popolazione con un rientro morbido sotto i 4 miliardi, prima della fine del petrolio. "Imagine there's no countries It isn't hard to do, Nothing to kill or die for And no religion too. Imagine all the people Living life in peace... You may say I'm a dreamer But I'm not the only one. I hope someday you'll join us And the world will be as one. Imagine no possessions, I wonder if you can, No need for greed or hunger A brotherhood of man. Imagine all the people Sharing all the world..." Imagine di John Lennon
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