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Malthusianesimo, picco del petrolio, medicina e problemi demografici: ma il mondo è a numero chiuso?
post pubblicato in diario, il 5 aprile 2010


Come primo argomento ho scelto quello demografico, perché è il più scomodo, ed è evitato accuratamente da tutti i politici, l'unico religioso che l'ha trattato in maniera coraggiosa è Paolo VI (Populorum Progressio). Tutti i dati presenti in questo blog sono accuratamente verificati e provengono da WWF, ONU, Global Footprint  ecc. ecc. Ovviamente mi dissocio da tutti i discorsi che hanno a che fare con il razzismo, nazifascismo, eugenetica ecc. ecc. Questa trattazione è solo una fotografia dell’attuale situazione demografica mondiale.

Tutti sanno che la più grande conquista della medicina è rappresentata dalle vaccinazioni.

Malattie come vaiolo, poliomelite, tetano, difterite sono ormai debellate quasi completamente dai paesi occidentali. Addirittura l’ultimo caso di vaiolo si è verificato nel 1977 e la malattia non è più presente nel mondo allo stato naturale.

Le malattie come tifo, peste e colera sono controllate sia con vaccinazioni che con antibiotici, ma nel medioevo causavano epidemie che dimezzavano le popolazioni.

(Rimangono "solo" HIV, TBC e LUE, malaria, polmoniti e gastroenteriti che tutte insieme hanno un grosso impatto sulle popolazioni del terzo mondo, per queste malattie le vaccinazioni ancora non funzionano). 

 Dal 1920 i 2 fattori del progresso della medicina e dell'utilizzo intensivo del petrolio hanno triplicato la popolazione. Con la fine del petrolio si rischia un dimezzamento della popolazione mondiale, perchè il petrolio serve anche x  l'agricoltura (dal sito di Menichella "L'ultimo papa" modificata). 

 

Questi progressi della medicina, specialmente nella vaccinazioni, hanno concorso al raddoppio della popolazione mondiale nel giro di 50 anni: da 3 miliardi nel 1950 a 6 miliardi nel 2000 (+600 milioni dal 2009 - nel 2010 6,9miliardi, 7 miliardi x inizio 2011), dato che la curva dell'aumento demografico è esponenziale, nonostante un plateau fisiologico, nel 2050 ci saranno più di 10 miliardi di persone. Dai primi del 1900, il benessere portato dal petrolio ha dato luogo a un boom della disponibilità di cibo e quindi della popolazione. Grazie al petrolio la moderna agricoltura è quasi 40 volte più efficiente, rispetto a 10.000 anni fa, quando il lavoro veniva svolto dall'uomo e dagli animali anzichè dalle macchine: allora non si usavano concimi chimici, serre, anticrittogamici e disinfestanti.

 

 

Il grafico è approssimato per difetto, in quanto si raggiungeranno i 7 miliardi di persone nel mondo (gen. 2011), con 2 anni di anticipo!

 

Il significato della prima parte introduttiva della nota è questo: prima dei progressi della medicina la popolazione era regolata dalla natura, adesso invece non è regolata affatto, perchè per avere un vero progresso un popolo non ha bisogno solo della medicina, ma anche di cibo, igiene, acqua potabile, spazio per la coltivazione, scuole ecc. ecc.

Questi siti bellissimi danno un'istantanea della situazione mondiale.

Guardateli sono fondamentali tutta l'umanità dovrebbe conoscere queste cifre!!!!!!!
Vedere links:

Ma quante persone può contenere il mondo? (Ovviamente senza che si verifichi il consumo di tutte le risorse naturali in modo irreversibile?).

La domanda pone dei problemi etici e filosofici notevoli. Consideriamo di essere in una astronave che è costruita per 300 posti tipo Enterprise di Star Trek, oppure tipo la vecchia base Alfa di Spazio 1999.

Se i sistemi di riciclo e di produzione degli alimenti, dell’energia e dell’ossigeno e anidride carbonica di queste fantascientifiche serial televisive vanno in tilt l’equipaggio è costretto ad espellere le persone in sovrannumero o ad aumentare la produzione dei sistemi di riciclo.
In realtà la terra è un’astronave a numero chiuso, e secondo gli studi di molti scienziati abbiamo già oltrepassato (nel 1988 circa), quelle che sono le possibilità della natura di riciclare i danni che la specie Homo Sapiens (Sapiens?) sta facendo al pianeta
(http://fabiomarinelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2466477).

Malthus aveva già parlato di questo problema anche se riferito ad entità più modeste tipo i vecchi stati nazionali del 1800. 

 


 

 

Ognuna di queste zone colorate rappresenta 1,1 miliardi (tranne la gialla> 1,5 miliardi) di persone, ma la zona del terzo mondo rappresenta coloro che non hanno niente da perdere, perché letteralmente muoiono di fame e in massa cercano di emigrare dai paesi di origine.

La distribuzione attuale della popolazione è come un dado a 6 facce: se uno nasce adesso ha una probabilità su 6 di nascere:

-1 in un paese "occidentalizzato" (celeste);                                    dadi 21 
-2 in India (rosso);
-3 in Cina, Indocina e Mongolia (giallo - popolazione > 1,5 miliardi);
-4 in un paese della fascia musulmana (verde);
-5 in un paese dell'America Latina-Messico (arancio);
-6 in un paese del terzo mondo (marrone e pois marroni questa classe è trasversale: non è solo in Africa).

Considerato che i paesi poveri fanno più figli, in realtà ci sono 9/10 di probabilità di nascere in uno di questi.

(Le bombe demografiche da disinnescare sono: Messico, Brasile, Pakistan, India, Niger, Nigeria e tutti i paesi della fascia musulmana, dove le donne più fertili fanno anche 10-15 figli!!!!!)

In Niger il tasso di fertilità è 7,1 contro quello dell'Italia che è poco più di 1 (dati ONU, vedere tabelle fertilità del 2009 in fondo all'articolo).

Quando si viene al mondo non si firma un contratto, nella vita nulla è garantito, però chi nasce nei paesi del terzo mondo ha uno svantaggio statistico rispetto ai paesi occidentali che è eticamente inaccettabile!

Mettetevi nei panni di quelli che sono stati sorteggiati a nascere nel terzo mondo, cosa fareste?
Di fronte a questa situazione è ovvio che quelli che abitano nei paesi occidentali cercano di respingere l’assalto di coloro che non hanno niente da perdere, perché il caso ha già decretato la loro sorte di perdenti. 

Secondo voi qual è il modo di venirne fuori?

 


 

Ci sono un miliardo di persone sovrappeso e un miliardo che muoiono di fame (come il terzo mondo la classe di coloro che sono sottoalimentati è trasversale: ci sono 15 milioni di persone sottoalimentate anche nel territorio dei paesi occidentali)!

I 500 milioni di individui più ricchi del mondo (circa il 7 per cento della popolazione globale) sono responsabili del 50 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica, mentre i 3 miliardi più poveri sono responsabili di appena il 6 per cento delle emissioni di CO2.

Un quinto dei neonati cinesi nei prossimi 20-25 anni non troverà moglie (per la pratica dell'aborto selettivo sulle primogenite femmine).

P.S. Mentre ho scritto questa nota nel mondo sono nati altri 6000 bambini, in più rispetto ai nonni morti!

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Paragrafo dei dati più allarmanti in nostro possesso attualmente:

  1. La cosa più brutta che ho letto: si distruggono 3000 metri quadri di foresta al secondo!!!!!! Pari ad un campo di calcio ogni 2 secondi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! (In questo sito del  WWF  si parla della distruzione degli habitat. Per quello che riguarda le foreste si spiega, che nel lustro 2001- 2005, grazie alla riforestazione il saldo passivo è stato di 2100 m2 al secondo, ma la gravità rimane, perché la riforestazione artificiale non è ancora iniziata nell'Amazzonia e nell'Africa).
  2. Tralasciando gli animali marini e considerando solo gli  animali selvatici  terrestri (mammiferi, rettili, uccelli), questi costituiscono solo il 2-3% in peso (biomassa) degli animali esistenti. Il 97% rimanente è costituito per 1/3 da 7 miliardi di persone e per i 2/3 da animali domestici che servono per sfamarci o per compagnia (ovini, bovini, suini, cani, gatti ecc.).
  3. Gli animali marini (cetacei e pesci) sono in netto calo a causa delle tecniche di pesca industriale indiscriminata, attualmente hanno un peso in biomassa paragonabile con quello della specie umana, ma per essere una fonte alimentare sostenibile, dovrebbero raddoppiare come peso. Ciò significa che a livello mondiale tutte le nazioni dovrebbero mettersi d'accordo per fare dei lunghi periodi di fermo-pesca.

Gli animali rimanenti sono invertebrati e insetti, ma solo in alcune nazioni asiatiche costituiscono fonte di cibo.

Fonte del paragrafo: vedere linklink2link3, link4 e link5.

 

 

L'entità della tragedia che coinvolge i vertebrati selvaggi (leoni, tigri, elefanti, ghepardi, panda, rinoceronti, rari rettili e anfibi ecc. ecc.) è ben rappresentata dall'immagine della tigre che nell'equivalente in biomassa è diventata più piccola di un gattino. Altra tragedia è quella dei pesci: pur vivendo in un ambiente migliaia di volte più esteso di quello dell'uomo ormai hanno una biomassa equivalente, già adesso il pesce presente intorno all'Italia è sufficiente per meno di 6 mesi per l'uso alimentare. L'umanità per sfamarsi ha sostituito gli animali selvaggi con bovini, ovini e suini.  La biomassa dei ruminanti è talmente elevata che contribuiscono alla formazione di gas serra, emettendo circa il 10% di metano in atmosfera (100milioni di tonnellate/anno).

 

 

In questo paragrafo non è riportata la biomassa dei seguenti organismi: il plancton, gli altri batteri e microrganismi marini (mono o pluricellulari), i crostacei e i vermi. La biomassa dei pesci varia da 0,2% a 0,1%, però ultimamente avrete visto che anche le dimensioni dei pesci nel piatto sono diminuite (non si lascia il tempo agli stessi di diventare adulti).

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Non c'è alcun rispetto per il pianeta che ci dà la vita!

Vedere Link sui boschi.

Andando avanti di questo passo nel 2050 non ci saranno più foreste e ghiacciai.

"Quando avrete abbattuto l'ultimo albero, quando avrete pescato l'ultimo pesce, quando avrete inquinato l'ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro."  (Toro seduto).

Guardate questo link molte cose che vi compaiono fra poco non ci saranno più!

Vedere i seguenti link:

  • Il primo link  è di Frank Fenner, 95enne professore di microbiologia dell'Australian National University (uno di coloro che hanno estirpato il vaiolo dal mondo);
  • Il secondo link invita a trattare questi argomenti in maniera imparziale senza tenere conto delle ideologie e delle religioni;
  • Il terzo link invita a leggere il bellissimo libro di Menichella che tratta in maniera scientifica questi problemi, sforzandosi di prevedere uno scenario futuro;
  • Il quarto link è il blog dell'ASPO ITALIA;
  • Il quinto link è la "Populorum Progressio", famosa enciclica di Paolo VI.

Demografia: da "Populorum Progressio" di Paolo VI

37. È vero che troppo spesso una crescita demografica accelerata aggiunge nuove difficoltà ai problemi dello sviluppo: il volume della popolazione aumenta più rapidamente delle risorse disponibili e ci si trova apparentemente chiusi in un vicolo cieco. Per cui, è grande la tentazione di frenare l'aumento demografico per mezzo di misure radicali. È certo che i poteri pubblici, nell'ambito della loro competenza, possono intervenire, mediante la diffusione di un'appropriata informazione e l'adozione di misure opportune, purché siano conformi alle esigenze della legge morale e rispettose della giusta libertà della coppia: perché il diritto al matrimonio e alla procreazione è un diritto inalienabile, senza del quale non si dà dignità umana. Spetta in ultima istanza ai genitori decidere, con piena cognizione di causa, sul numero dei loro figli, prendendo le loro responsabilità davanti a Dio, davanti a se stessi, davanti ai figli che già hanno messo al mondo, e davanti alla comunità alla quale appartengono, seguendo i dettami della loro coscienza illuminata dalla legge di Dio, autenticamente interpretata, e sorretta dalla fiducia in Lui.(33)

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Hans Jonas e “Il principio di responsabilità”

Secondo Jonas al nuovo orizzonte inquietante che l'agire umano ha acquistato grazie alla tecnica moderna deve corrispondere una nuova teoria etica capace di inserirsi in questo orizzonte per valutare le possibili conseguenze catastrofiche dell'agire dell'uomo, che nell'epoca dell'alta tecnologia viene a coinvolgere l'intera biosfera. Vedere il libro: "Il principio di responsabilita" (capitolo 1La mutata natura dell'agire umano).

Questa nuova e necessaria etica deve radicarsi nella chiara visione di ciò che è in gioco come conseguenza del progresso tecnologico e deve utilizzare la paura suscitata dalle sue possibilità “quasi escatologiche” per la formulazione di un “principio euristico” “capace di proibire certi 'esperimenti' di cui è capace la tecnologia” [PR, p. 47] (capitolo 2Questioni relative al fondamento e al metodo).

L'etica cercata potrà essere fondata e resa vincolante soltanto attraverso un ripensamento del concetto di natura in grado di mostrare che questa possiede una finalità in se stessa, e che questo essere scopo a se stessa costituisce l'intima essenza dell'essere, della vita (capitolo 3Sugli scopi e la loro posizione nell'essere).

Tale indagine, che estende “la sede ontologica dello scopo da ciò che si manifesta ai vertici della soggettività a ciò che si nasconde nel mare dell'essere” [PR, p. 89] - è tesa ad una fondazione metafisica del “valore” e del “bene” nell'essere stesso e fa emergere un nuovo tipo di “dovere” umano, “che sorge solo con la minaccia di ciò che ne costituisce l'oggetto” [PR, p. 178]: la responsabilità metafisica verso “la pienezza vitale della terra” [PR, p. 175] (capitolo 4Il bene, il dover essere e l'essere: la teoria della responsabilità).

Ciò che bisogna confutare e superare - per limitare il potere di distruzione totale che è oggi nelle mani dell'uomo - è “l'esagerazione tecnica” rappresentata dall'utopia del progresso illimitato e “l'arroganza filosofica” rappresentata dall'idea del dominio su una natura concepita come ciò che è disponibile ad essere manipolato a piacere. Sotto questo prospetto il socialismo reale – che Jonas chiama “marxismo” - e il capitalismo sono entrambi soggetti al culto della tecnica, anche se il socialismo reale presenta il vantaggio dal lato della “disciplina sociale”, ovvero può imporre più facilmente ai propri cittadini alcune rinunce in nome di un bene futuro (capitolo 5La responsabilità oggi: il futuro minacciato e l'idea di progresso).

Fondare un'etica cosmica basata sul “dovere della paura” rispetto ai possibili esiti catastrofici delle nostre azioni e sul “coraggio della responsabilità” [PR, p. 285] è un passo necessario per affrontare e cercare una soluzione politica ai grandi problemi del presente: sovrappopolazione, esaurimento delle risorse naturali, problema energetico e problema ambientale (capitolo 6La critica dell'utopia e l'etica della responsabilità).

L’imperativo morale ecologico:

 

  1. Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra;
  2. Agisci in modo che le conseguenze della tua azione non distruggano la possibilità futura di tale vita;
  3. Non mettere in pericolo le condizioni della sopravvivenza indefinita del’umanità sulla terra;
  4. Includi nella tua scelta attuale l’integrità futura dell’uomo come oggetto della tua volontà.

 

Anche per Jonas come per Jung esiste un ARCHETIPO: la manifestazione concreta dell’imperativo categorico è il senso di responsabilità, che trova il suo archetipo originario nelle cure dei genitori verso i figli. Infatti, è proprio il neonato, nella sua nuda e indifesa esistenza, che funge da attestazione evidente e da inconfutabile “paradigma ontico” della coincidenza ontologica tra essere e dover essere, ossia tra la vita e l’appello a far sì che la vita continui.

Jonas critica sia il marxismo che il capitalismo, perché sono due facce della stessa medaglia dell’utopismo prometeico dell’Occidente: frasi come “potere è sapere”, “il tempo è denaro”, “asservimento della natura per il progresso”, stanno portando alla distruzione ecologica della natura. Il deterrente dell’euristica della paura, deve portare ad una saggia terza via del principio di responsabilità che si trova tra l’eccesso di speranza (Bloch) e l’eccesso di disperazione (Anders).   

Per tutti i motivi soprascritti non ha più senso considerare l'immigrazione clandestina un problema politico nazionale, ma essa va inquadrata in uno scenario mondiale.

Fabio Marinelli - 2009-2012. Se si copia l'articolo si prega di farlo in maniera integrale (per non stravolgere il significato fuori dal contesto), mettendo l'autore, grazie.  

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Licenza Creative Commons
Blook: The future of Homo Sapiens (Sapiens?) by Fabio Marinelli - Italia - MRNFBA6.. is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
Based on a work at fabiomarinelli.ilcannocchiale.it.
Permissions beyond the scope of this license may be available at f.marinelli@alice.it

Post Scriptum: 

Dalle nuove tabelle dell'ONU si intravede un miglioramento rispetto agli anni '70: il tasso di fertilità mondiale è passato da 4,7 a 2,6. Se con un tasso come quello del 1970 si aveva un raddoppio della popolazione ogni 50 anni, con il 2,6 si avrà un aumento più contenuto. L'ONU ha previsto 3 scenari futuri, tra i quali speriamo che si avveri quello "ottimistico" con un plateau con 10 miliardi persone per il 2050. Poi si potrebbe arrivare ad un rientro morbido sotto i 4 miliardi per fine secolo, più o meno rapido a seconda di come influirà la fine del petrolio sulla produzione di alimenti (Questa parte è stata aggiunta il 15 luglio 2010, dopo aver preso visione delle nuove tabelle ONU e degli articoli ottimistici di Fred Pearce).

 

Sono state inserite le tabelle ONU originali della popolazione mondiale.

Prima di parlare di argomenti così difficili, bisogna conoscere i dati!

Download dei  files originali in pdf dal sito dell'ONU: 

http://www.un.org/en/

Rapporto sullo sviluppo dell'umanità del 2010 (viene evidenziato lo sviluppo dei paesi del Nord-Africa e studiandolo bene si poteva prevedere la rivoluzione del Maghreb ed Egitto):

http://hdr.undp.org/en/media/HDR_2010_EN_Complete_reprint.pdf.

Emigrazione 2006:

http://www.un.org/esa/population/publications/2006Migration_Chart/Migration2006.pdf.

Fertilità:

http://www.un.org/esa/population/publications/worldfertility2009/fertility_wallchart09_%20Front.pdf

http://www.un.org/esa/population/publications/worldfertility2009/fertility_wallchart09_Back.pdf

Emigrazione 2009:

http://www.un.org/esa/population/publications/2009Migration_Chart/ittmig_wallchart09.pdf

http://www.un.org/esa/population/publications/2009Migration_Chart/IttMig_maps.pdf

Dati mondiali HIV del 2007:

http://www.un.org/esa/population/publications/AIDS_Wallchart_web_2007/HIV_AIDSchart_2007.pdf

Mortalità 2009:

http://www.un.org/esa/population/publications/worldmortality/WMR2009_wallchart.pdf

Contraccetivi 2009:

http://www.un.org/esa/population/publications/contraceptive2009/contracept2009_wallchart_front.pdf

http://www.un.org/esa/population/publications/contraceptive2009/contracept2009_wallchart_back.pdf

Esempio di tabella emigrazione del 2006:

 

           

 

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Biografia e ideali:
Laureato a Bologna. Mi affascina occuparmi come hobby della sociologia e filosofia, tenendo ben presenti i problemi della natura, che soffre oltremodo per la presenza asfissiante dell'uomo. Il mio ideale è trovare una forma di convivenza degli uomini che: 1) abolisca le guerre; 2) promuova uno sviluppo sostenibile; 3) trovi un equilibrio permanente con la natura del pianeta Terra; 4) ridistribuisca le risorse tra tutti gli abitanti del pianeta; 5) aumenti le risorse relative su scala mondiale, mediante diminuzione della popolazione con un rientro morbido sotto i 4 miliardi, prima della fine del petrolio. "Imagine there's no countries It isn't hard to do, Nothing to kill or die for And no religion too. Imagine all the people Living life in peace... You may say I'm a dreamer But I'm not the only one. I hope someday you'll join us And the world will be as one. Imagine no possessions, I wonder if you can, No need for greed or hunger A brotherhood of man. Imagine all the people Sharing all the world..." Imagine di John Lennon
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