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La malattia del denaro
post pubblicato in economia, il 2 aprile 2010


(Avviso x i non esperti di internet: per una lettura completa di questo articolo è necessario clikkare anche i links che sono evidenziati con un colore diverso e da parole sottolineate. Quando con il mouse si va sopra un link la freccia diventa una manina: allora si può clikkare col tasto sinistro del mouse e si viene indirizzati alla pagina del link. Per tornare indietro si usa la funzione apposita del browser clikkando in alto sulla freccia sinistra. Vedere i dettagli della licenza in fondo. Questo articolo non da' consigli a nessuno per investimenti e io non ci guadagno niente).

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Ogni giorno tutti usiamo i soldi per fare spesa oppure il bancomat o la carta di credito (gli assegni sono accettati ormai solo quando c'è garanzia di copertura dalla banca, o se il traente cioè chi lo emette, è ben conosciuto dal beneficiario).
Ma cos'è il denaro? Sembra talmente facile rispondere quasi come la pubblicità del "Gratta e vinci": è troppo facile vincere!
Il problema è che nessuno sa veramente cos'è il denaro. Bisognerebbe farne materia d'insegnamento fin dalle scuole elementari: il denaro è una grossa invenzione, ma è anche la maledizione dell'uomo, perchè tende a renderlo schiavo.

La moneta è stata inventata nell'antichità perchè quando si faceva il baratto c'erano 3 problemi:

1) Se si scambiavano animali vivi, non era sempre facile dare 1 pecora di resto per 3 mucche e mezzo!;
2) Le merci sono deperibili, i metalli preziosi no;
3) Non era sempre possibile pagare il lavoro con delle merci.

Sorvoliamo su tutti i discorsi dei metalli usati, della garanzia dello stato con l'effige sulla moneta stampata, della dentellatura per evitare di limare l'oro ecc. ecc. e arriviamo ai giorni nostri dopo la Seconda Guerra Mondiale, vedere i 2 links:

  1. Bretton Woods;
  2. Smithsonian Agreement. 

Il mondo era talmente devastato dalle guerre (Mondiale, Corea e Vietnam) che piano piano gli stati hanno progressivamente deciso di svincolare la convertibilità della moneta-banconota in oro (cosa che oggi non è più possibile).
Quindi la frase "pagabili a vista al portatore" non ha più senso ed è stata cancellata dal denaro.

 

Va precisato infatti che tutto l'oro del mondo è molto scarso, e non basterebbe a garantire che una minima parte della massa di soldi circolante, sembra che se si potesse mettere insieme tutto l'oro del mondo entrerebbe largo nella base della Torre Eiffel. Questo per dare una rappresentazione visiva di tutto l'oro estratto dall'uomo in 6000 anni di storia. Infatti, se si potesse fondere ogni grammo di oro esistente sulla terra (includendo lingotti, monete ed anche tutti i gioielli, orologi e monili che portate), non ne otterremmo più di 150.000 tonnellate, cioè un cubo d'oro massiccio di 20 metri di lato che appunto potrebbe stare comodamente tra i piedi della Tour Eiffel (link).


Dividendo tutto l'oro del mondo per circa 7 miliardi di persone verrebbero circa 21 grammi a testa: l'oro corrispondente per una fede nuziale e una catenina da battesimo (Il Duce quando aveva chiesto "oro alla Patria!" conosceva questi dati!).

Si pensa che tutta la ricchezza del mondo (azioni, obbligazioni, depositi bancari ecc. ecc.) sia di circa 224.000 miliardi di dollari, mentre tutto l'oro del mondo varrebbe 9000 miliardi di dollari circa (quindi da queste cifre si capisce che la ricchezza del mondo è circa  25  volte il valore di tutto l'oro del mondo). 

Prezzo dell'oro a 1473 dollari/oncia (31,1g.) del 03/05/2013, pari a 47,3 dollari/grammo: cioè 36,1 euro/grammo. Vedere (agg. tempo reale) in questo sito. Euro = 1,31 dollari.

Prima dell'attuale crisi la ricchezza del mondo era circa 50 volte il valore dell'oro.
 
In questo calcolo della ricchezza del mondo andrebbero considerati i derivati, ma come vedremo il loro valore è sconosciuto! Vedere questo importantissimo link (il loro valore reale può essere dalle 40 alle 200 volte inferiore rispetto al "valore nozionale"- nominale di facciata).

   

(Trillion anglosassone = mille miliardi). Tutta la ricchezza del mondo compresa l'incognita dei derivati dovrebbe essere intorno ai 200 - 250 mila miliardi di dollari, il valore di 600 mila miliardi dei derivati è solo "nozionale"  o nominale  o di facciata, essendo leve finanziarie (da Menichella sito "L'ultimo papa" aggiornata).
Si sa con certezza che la ricchezza italiana (considerati anche gli immobili) è circa 5,5 volte il PIL, quindi è ammissibile che la ricchezza mondiale sia almeno 4 volte il PIL mondiale (considerato che non tutti i paesi sono ricchi come l'Italia): cioè 224.000 miliardi di dollari.
Paradosso delle FEDI NUZIALI: se tutte le persone si sposassero con una fede nuziale da 10 grammi (oro puro 24K), nel mondo ci sarebbe abbastanza oro solo per 15 miliardi di persone! Il corollario di questa teoria, che poi è un'evidenza scientifica, fa riflettere su di un presunto numero chiuso demografico nel pianeta Terra.
Quando si sono inventate le vigenti regole di gestione e produzione del denaro, nel mondo c'erano meno di 2 miliardi di persone e quindi esisteva meno denaro. Nel 1920 era ancora realistico parlare di denaro garantito da metalli preziosi. L'aumento di popolazione porta ad una "diluizione" di tali garanzie, perchè i metalli preziosi sono limitati, mentre il denaro deve aumentare in maniera direttamente proporzionale al numero di persone. Infatti come vedremo in seguito, in tempi di floridità economica, più dei 3/4 del denaro (moneta bancaria o scritturale) è prodotto dalla promessa di restituzione con interesse che il debitore fa all'Istituto bancario: l'esistenza in vita della persona, con i suoi bisogni, il suo lavoro e la sua intraprendenza è intrinsecamente essa stessa la prima causa di produzione di nuovo denaro!
 
Quindi il denaro oggi è solo un pezzo di carta garantito dallo Stato per legge, indirettamente attraverso le banche centrali.
Ci sono delle agenzie di rating che dicono quali sono gli stati più affidabili: i criteri usati sono all'incirca quelli di Maastricht, ma conta molto il prestigio storico e la capacità militare (vedi U.S.A.). 
L'EURO è stato creato dai paesi aderenti per mettersi al riparo dalle tempeste monetarie. 


Il capitalismo con l'accumulo dei soldi e gli interessi sul capitale, ha progressivamente svincolato il rapporto del denaro con le merci e la natura: il denaro è diventato un'entità autoreferenziale. Poco prima della crisi e ancora adesso continuano a circolare nella rete delle borse mondiali cifre con tantissimi zeri. Ebbene la natura del pianeta Terra non riuscirebbe a produrre in un anno nemmeno gli interessi in merci equivalenti di queste cifre mostruose che circolano nelle borse. Si sa infatti (vedere link ) che il valore mondiale delle merci a bassa lavorazione (petrolio greggio, gas, carbone, prodotti agricoli semplici ecc. ecc.) è di circa 6000 miliardi di dollari. In base ai dati sosprascritti è possibile compilare questa semplice ma efficace tabella (valori approssimati in miliardi di dollari):
  • 6000   ==> valore di tutte le merci poco lavorate prodotte dalla natura;
  • 60000 ==> valore del PIL mondiale;
  • 600000 => valore nominale di tutti i derivati del mondo.

I derivati sono calcolati con un fattore cento rispetto alle merci, ciò significa che se fossero impiegati solo per speculare con le materie prime e le merci, con un guadagno dell' 1% si raddoppierebbe il prezzo delle stesse. Tale fenomeno è stato evidente quando il petrolio arrivò a 160$ al barile: 80$ del suo prezzo erano dovuti ai contratti derivati della speculazione. Quando tale fenomeno si è concentrato sui cereali, è stato sufficiente a causare le rivoluzioni del Maghreb! Si calcola che vi siano circa 15 mila miliardi di dollari parcheggiati nel sistema bancario "ombra", cioè in fondi non controllati e poco regolamentati. Questi fondi per definizione lavorano a breve, cioè corrono incessantemente di qua o di là e sfruttano la leva finanziaria mobilitando quantitativi di denaro molto superiori a quelli che posseggono. Con uno scommettono cento. Il tutto si può fare grazie all'ausilio dell'informatica, tale sistema provoca crescenti ingiustizie tra ricchi e poveri spostando tutto il reddito verso il capitale e non verso il lavoro, impoverendo l'economia mondiale e provocando un deficit di risorse che potrebbero essere impiegate per investimenti produttivi (fonte articolo di Romano Prodi - Messaggero 30/10/11).

Bisogna dire che l'economia non viene stimata come vera scienza (Popper  – scienza dura?), nel senso che non si basa su esperimenti scientifici empirici che possono essere falsificati come si può fare per la fisica o la medicina. Per tale motivo la politica e l'economia vanno considerate pseudo-scienze e anche se la teoria economica neoclassica dominante fa largo sfoggio di matematiche evolute, bisogna averne ancora più timore: infatti per il calcolo del valore attuale dei derivati tipo CDS e delle OPZIONI, si usano delle routine matematiche di calcolo tipo MARTINGALA che servono per descrivere la probabilità del "testa o croce" al casinò. Per esempio la scintilla che ha determinato la crisi italiana è stata causata dalla Deutsche Bank che avrebbe venduto 8 miliardi di euro di BTP per moltiplicare il prezzo dei CDS che già deteneva. Quindi 5 banche del mondo controllano il 95% dei derivati che ammontano a 600.000 miliardi di dollari, servendosi di teorie che usano giocatori d'azzardo e scommettono contro gli stati e i cittadini risparmiatori che vi abitano. Se va male alle banche e rischiano di fallire i cittadini del mondo devono ripianare i debiti delle banche con le tasse, perché sono troppo grosse per fallire, se va bene alle banche aumenta il debito pubblico degli stati che grava direttamente sulle spalle dei cittadini. Dal 2008 ad ora sta succedendo questo e nessun politico ha fatto niente per cambiare le cose! 

Diffidate sempre di tutte le teorie economiche che non tengono conto della scarsità di risorse che la natura ci mette a disposizione: se forse in futuro si potrà sostituire petrolio, carbone e gas con energie rinnovabili, ben poco si potrà fare per le merci agricole (l'agricoltura dopo la rivoluzione verde rende 40 volte tanto rispetto a 10.000 anni fa!) o per altre importanti  e rare materie prime (litio, gallio, piombo, neodimio ecc.).
L'economista rumeno Nicholas Georgescu-Roegen è considerato uno dei precursori della decrescita, quantomeno per quanto attiene la questione dei limiti ecologici. Nel 1971 ha pubblicato The Entropy Law and the Economic Process e altri saggi, ora raccolti in Bioeconomia (2003), nel quale notò come il modello dell'Economia neoclassica non tenesse conto del secondo principio della termodinamica. Il secondo principio della termodinamica, o legge di entropia, afferma che in ogni produzione fisica una parte dell'energia impiegata passa necessariamente da una forma disponibile ad una indisponibile. In altre parole, nel processo economico, ogni attività produttiva comporta una diminuzione dell'energia disponibile. Gergescu-Roegen ha connesso dunque l'attività economica al consumo di risorse naturali evidenziando i fondamenti fisici che stanno alla base della loro limitatezza e del loro progressivo esaurimento.
Bisogna ricordare anche che le teorie economiche moderne si basano sulla regola che l'essere umano cerca di fare sempre la cosa più conveniente possibile. Però nessuna persona nel momento in cui fa una scelta di natura economica (piccola o grande) è al corrente della cascata totale di azioni e "destino" che la sua scelta provocherà nel suo futuro e quello collettivo. Ogni persona ha una visone molto parziale e "pavloviana" delle sue scelte economiche giornaliere, mentre ci sono degli economisti che studiano continuamente come sfruttare "l'effetto gregge" della società, le mode e le pubblicità.  I modi migliori per aiutare la società a sfuggire all'effetto gregge che di fatto rende il cittadino disarmato rispetto all'asimmetria tra la potenza delle multinazionali, delle banche e delle altre potenze economiche sono i seguenti:
  1. la scelta casuale o taoistica;
  2. il boicottaggio;
  3. l'associazione consapevole tra consumatori.
Per i fenomeni che descrivono la scelta numero 1 clikkare sul link: CRISI? (Economica, religioni e ideologie!); Per i fenomeni che descrivono i punti 2 e 3 andare alla fine di questo articolo al paragrafo denaro=donare e al paragrafo anti-sfruttamento.
Alla luce di queste evidenze accennate sopra, la teoria economica neoclassica dominante non appare più adeguata a spiegare la realtà economica del mondo, perciò mettere dei tecnici esperti in tale teoria errata a governare le nazioni in crisi, può addirittura peggiorare la situazione!
Anche le teorie keinesiane risentono dei problemi descritti sopra dovuti all'imprevedibilità dell'azione caotica individuale e collettiva, e alla "trappola della liquidità" descritta più in basso.
La teoria monetaria moderna (MMT) rende autoreferenziale il denaro. Se tutti gli stati applicassero insieme la MMT, prima o poi succederà che l'interesse composto di tutto il denaro del mondo sarà superiore al valore delle merci del mondo prodotte in quell'anno. Giunti a quel punto drammatico, chi ha le merci perché dovrebbe vendere ad uno piuttosto che ad un altro? Allora succederà che si farà una mega asta delle merci con prezzi verso l'infinito. Dato che i soldi non varrebbero più niente, si tornerebbe al baratto! Quindi la MMT, come il discorso fatto sopra per i derivati, non tiene conto del primo principio dell'economia che parla della scarsità delle risorse e delle merci, dovuto al fatto che il pianeta Terra è piccolo (la natura è già in pericolo adesso!). Nei links seguenti vengono dimostrate le cose asserite in questo paragrafo. 
Nell'ultimo link soprascritto ci sono le ricette sotto forma di decalogo per iniziare a risolvere i problemi seriamente.
Anche la democrazia è soggetta alle stesse problematiche dell'economia, infatti non esiste una legge elettorale perfetta, la matematica ha dimostrato che tra le ipotetiche scelte di tutti i cittadini prevarrà quella dell'elettore mediano e per tale motivo esistono i fenomeni della "corsa al centro" dei partiti politici e quello del "saltare sul carro del vincitore" da parte dell'elettore indeciso. Per tale motivo chi detiene il potere della TV e dei sondaggi è in grado di orientare la decisione degli elettori mediante strategie ad hoc e la formazione di partiti populistici qualunquistici "della pagnotta". (Vedere paradosso di Condorcet, teorema di Arrow e teorema dell'elettore mediano).
Gli economisti e matematici indiani Prem Shankar Jha Amartya Kumar Sen e l'americano Herbert Scarf hanno dimostrato in modo incontrovertibile che il “tâtonnement” cioè l’ottenimento dell’equilibrio con una serie di tentativi non è stabile e che il mercato non è in grado di autoregolarsi (negazione dell'ottimo paretiano).
Riprendendo il discorso sull'economia, in un mondo perfetto tutto il valore del denaro del mondo dovrebbe essere garantito da beni reali, ma come abbiamo già visto i meccanismi della speculazione cercano di "pompare" i valori reali nelle mani di poca gente lasciando il denaro, che rappresenta il debito al resto della popolazione mondiale (vedere links):
Quindi la difficoltà dell'economia mondiale è proprio quella di far stare le merci dietro al valore del denaro che aumenta sempre per gli interessi sul capitale e per la speculazione.

Negli ultimi anni è diventata fondamentale la capacità di uno stato di fabbricare prodotti a basso costo, partendo dalle materie prime presenti in natura (vedi Cina).

Gli USA hanno comprato tantissimi prodotti lavorati dall'industria manifatturiera della Cina, che è talmente piena di dollari che non sa cosa farci!
I 2 paesi sono diventati interdipendenti: la Cina non può mettere i dollari sul mercato perchè altrimenti perdono valore per svalutazione, gli USA non possono far svalutare il dollaro più di tanto, perchè i cinesi che ne detengono circa 1200 miliardi di dollari avrebbero una perdita. La Cina è diventata una SUPERBANCA finanziatrice degli USA. Con la perdita di credibilità del dollaro, bisogna sperare che la Cina (x diversificare il rischio) investa un pò del suo surplus valutario anche in BTP italiani e altri titoli di stato europei. Per dar respiro all'economia mondiale l'unica strada praticabile è la rivalutazione della moneta cinese.

E' incredibile come i paesi siano interconnessi dal debito! (da Repubblica del 24/10/11)


Il 21 giugno 2010 la Cina ha accettato di rivalutare lo yuan seppur lentamente. Ad agosto 2011 si sta discutendo per velocizzare la rivalutazione dello yuan per riequilibrare i mercati.

 
Il più grande ammalato di denaro dei fumetti!

 Quindi uno stato ha tanto più prestigio (ed è appetibile come sito produttivo dalle multinazionali) quanto più riesce a fare in modo che i suoi cittadini facciano prodotti a basso costo. Segue che la schiavitù legalizzata sta diventando realtà in quegli stati (Cina, India, Brasile e Messico) che hanno manodopera per un tozzo di pane. Un altro esempio di stortura è il modo in cui la legge italiana tassa il denaro:
le tasse IVA sono intorno al 20%;
le tasse a scaglioni sul lavoro possono arrivare a più del 40%;
le tasse sul capitale sono del 12,5% sugli interessi attivi.

Bisognerebbe tassare di meno i redditi provenienti dal lavoro e tassare di più le rendite capitalistiche. 

 

Qualcuno per provocazione ha riproposto le teorie "eretiche" studiate da Ezra Pound:

  • Teoria di Clifford Douglas: ritenne allora che la differenza fra salario effettivamente elargito e potere d’acquisto dovesse essere colmato direttamente dallo Stato con l’emissione corrispondente in carta moneta di un “Credito Sociale”;
  • Teoria della “moneta prescrivibile” di Silvio Gesell (vedere link per nuova Social Card): mettere una marca da bollo ogni anno sulle banconote per incentivarne la circolazione. Rendendo deperibile anche il denaro viene a cadere il mito del denaro e la sua differenza dalle merci che per lo più sono deperibili. In questo modo il denaro diverrebbe più umano e verrebbe usato per quello che realmente serve (Tra il 1932 e il ’33, riuscì ad emetterla il borgomastro di Wörgl, nel Tirolo, risanando le disastrate finanze del piccolo paese in meno di due anni);
  • Teoria di Auriti: esperimento SIMEC;
  • La teoria della moneta DHANA;
  • Anche la moneta complementare WIR rientra in queste teorie.

 

 La WIR BANK
 
Nel 1934 venne fondato, da un gruppo di 16 imprenditori simpatizzanti del sistema della moneta libera da interesse, il circuito economico WIR, tutt’oggi operativo, con sede a Basilea. WIR, in tedesco è sia l’inizio della parola economia – Wirschaft – sia il pronome della prima persona plurale “noi”.

A quei tempi, il sistema economico soffriva di una crisi di liquidità innescata dalle politiche della Fed. A fronte di questa situazione, questi imprenditori, decisero di fondare una banca “cooperativa” con la quale poter sopperire a queste problematiche. L’idea di fondo era quella di creare economia e circuito basato su una moneta alternativa, denominata Wir, che assolve alla funzione di numerario. Le imprese che partecipavano a questo circuito, erano tutte piccole e medie, e accettavano come pagamento questa moneta. Questa tipologia di imprese è quella che trova maggiori difficoltà a reperire liquidità da parte delle imprese finanziarie, soprattutto in situazioni di crisi.
Il credito viene riconosciuto alle imprese, da parte dell’ufficio centrale a fronte di una ricchezza reale, rappresentata dalla capacità produttiva dei soci, e non era gravato da interesse. Questo credito, veniva fatto circolare all’interno del circuito, e utilizzato come mezzo di pagamento.

Si tratta di una rete di scambio dove tutte la transazioni vengono sia addebitate che accreditate dall’ufficio centrale, e non sono consentiti prelievi di liquidità dai depositi. L’organizzazione è strutturata come una banca, ed è oggi unabanca; ha la sua sede a Basilea e sette uffici regionali sparsi in tutta la Svizzera, con un organico complessivo di 110 dipendenti. I pagamenti vengono effettuati in forme non diverse da quelle di normali assegni bancari, con carte di credito e moduli bancari.
Nel 1990 la banca WIR aveva circa 53.730 membri, 16.788 conti ufficiali e un fatturato semestrale di circa 800 milioni di WIR, appunto il nome della unità di pagamento. Il valore di questa unità è parificato al franco svizzero, quindi 1 WIR = 1 CH.

Ad oggi la banca movimenta circa 3 bilioni di WIR (non convertibili ma equivalenti ai franchi svizzeri) e raggruppa un quarto delle piccole e medie imprese svizzere (circa 82.000 imprese con al massimo 200 dipendenti). E’ diventata una banca in tutto e per tutto, dal 2000 ha aperto i propri battenti anche ai clienti privati, con i quali instaura un rapporto per nulla diverso rispetto alle altre banche commerciali. Per quanto concerne le modalità di finanziamento, la banca WIR reperisce la liquidità necessaria attraverso costi di gestione mensili, trimestrali ed annuali. I costi variano a seconda del tipo di conto aperto presso la stessa. La sua vocazione di banca nata per aiutare e proteggere il circuito economico delle piccole imprese, rimane ancora vivo. Per aiutarle a scambiarsi beni e servizi, viene pubblicato un bollettino mensile e tre cataloghi all’anno ed offre una piattaforma internet dove è possibile mettere in contatto la domanda con l’offerta.

La Banca WIR si è sviluppata, rimanendo fedele a molti dei principi che ne motivarono la nascita il secolo scorso. Oggi la Banca WIR fa pagare interessi molto bassi sui prestiti e non paga alcun interesse sui depositi. Il WIR rimane quindi un sistema per natura non cumulativo e/o speculativo, fondato sulla circolazione del credito. Nonostante sia gravato da interesse, si parla di tassi dall’1 al 4% al massimo, dove in media (per la tipologia di credito concesso), il tasso è all’1.75%. La banca ha come scopo quello di facilitare un circuito di scambi “protetto” con basso costo del capitale.

Spiegazione delle teorie:

  1. Fiscalità Monetaria;
  2. Demurrage.

(per la spiegazione clikkate sopra i titoli blu).

Quello che è interessante di queste teorie è che c'è una convergenza dell'estrema destra con l'estrema sinistra (gli estremi si toccano), con proposte di legge simili negli opposti schieramenti.

Più mediocremente Tremonti ultimamente stava pensando di attuare il "demurrage" aumentando semplicemente l'IVA (p
ortata al 21% con la manovra bis 2011), infatti sembra che sia l'unico tipo di tassa che il governo riesca a riscuotere senza grosse evasioni. Ovviamente la prima IVA raddoppiata è stata quella di SKY.

Se lo Stato fosse un'azienda. Si può notare (dal grafico) che i periodi peggiori sono stati quelli dei governi Berlusconi aventi come Ministro dell'Economia Tremonti.

Nei prossimi 3 link ci sono esempi delle storture del sistema economico vigente:

 

I petrodollari

 

Dall'ultima guerra mondiale in poi si è visto che la "merce" più importante del mondo è l'oro nero.

L'espressione "petrodollaro" è stata coniata nel 1973 dal professor Ibrahim Oweiss, professore di economia alla Georgetown University, per descrivere la situazione che si è venuta a stabilire in quegli anni nei paesi dell'OPEC - quando la bilancia commerciale veniva sostenuta dal ruolo della moneta americana come riserva di valuta.

I paesi produttori di petrolio, a seguito dell'aumento del prezzo di questa materia, si sono trovati a disporre di grandissime risorse finanziarie, i petrodollari appunto perché il greggio veniva pagato utilizzando il dollaro statunitense. Tali risorse sono state reinvestite solo in piccola parte negli stessi Stati produttori. Il resto è stato riversato nel sistema economico e finanziario mondiale, con l'acquisto di valuta e titoli esteri, con effetti destabilizzanti sull'intero sistema.

Il pagamento del petrolio e di altre materie prime in dollari garantisce una domanda di questa valuta, proveniente dall'estero, che serve a sostenere il cambio, in presenza di un saldo negativo della bilancia commerciale, ossia a finanziare il deficit estero degli Stati Uniti. I sostenitori della MMT dicono che negli USA tale teoria sia già in vigore, in realtà senza i petrodollari che obbligano i paesi produttori di petrolio a vendere il petrolio in dollari, e senza la forza militare USA, perché questi paesi dovrebbero accettare dollari se il debito pubblico USA è pari al 140% del PIL?

 


 

 

Il 18 aprile 2011 Standard & Poor's ha confermato il rating di «Tripla A» degli USA, ma ha rivisto l'outlook (le prospettive e medio termine) da «stabile» a «negativo» (il debito pubblico USA è uguale al 140% del PIL), le borse sono crollate del 3% e c'è la minaccia entro 3 anni di abbassare il rating se non verrano effettuate manovre efficaci! Il 2 agosto 2011 il debito ha toccato il tetto di 14300 miliardi di dollari (che è stabilito per legge). Obama avrebbe dovuto convincere i repubblicani ad aumentare le tasse anche ai ricchi e a stringere la cinghia, pena il fallimento! Vedere strepitoso link clock del debito. Obama, lunedì 01/08/11 ha raggiunto un accordo insufficiente con il Tea Party, che serve solo a metterlo al riparo dalla spada di Damocle del debito fino a subito dopo le elezioni presidenziali: spera che potrà aumentare le tasse ai ricchi in una posizione di forza. Le agenzie di rating americane hanno detto che saranno meno indulgenti con gli USA: intanto se la prendono con l'EURO, nonostante i paesi della UE abbiano un debito inferiore a quello USA. L'agenzia cinese Dagong ha declassato gli USA da "A+" ad "A" : è necessario che anche l'Europa si doti di una propria agenzia di rating autorevole! Come risposta al pasticcio del ritardato accordo contro il default, S&P ha abbassato da "AAA" ad "AA+" il rating degli USA: quindi il 6 agosto oltre che per la bomba su Hiroshima andrà ricordato anche per la bomba sul debito USA.
 

Vedere questi links:       

 

1. L’ultimo papa;

2. The oil drum;

3. Aspo Italia;

4. Costi e misfatti del dollaro;

5. Richard Duncan Economics;

6. Disinformazione.it.


Fondi Sovrani 

Sono denominati fondi sovrani alcuni speciali veicoli di investimento pubblici controllati direttamente dai governi dei relativi paesi, che vengono utilizzati per investire in strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, immobili) e altre attività i surplus fiscali o le riserve di valuta estera.
I fondi sovrani sono nati soprattutto nei paesi esportatori di petrolio: Emirati Arabi Uniti, Qatar, Norvegia, ma anche Singapore, dove, grazie al rilevante surplus fiscale, il governo ha costituito il fondo Temasek, uno dei primi nati e uno dei più attivi, soprattutto nelle imprese del Sud-Est asiatico. Molto attivi sono anche i fondi sovrani di Abu Dhabi e quello di Dubai, che detiene una quota del 5% nella Ferrari.
La Cina dispone di ingenti riserve di valuta estera, grazie al suo notevole surplus commerciale; tali riserve sono in gran parte investite in titoli di Stato statunitensi. Nel 2007 è stato costituito il China Investment Corporation, un fondo d'investimento con una dotazione di 200 miliardi di dollari attivo sul mercato azionario; il primo investimento del neonato fondo è stato l'acquisto di una quota pari a circa il 10% del gestore di private equity Blackstone, cui ha fatto seguito l'investimento da 5 miliardi di dollari nella banca Morgan Stanley.
La crisi dei mutui subprime che ha messo in difficoltà molte banche statunitensi ha fatto emergere il peso crescente dei fondi sovrani, intervenuti con i loro capitali in istituti come Citigroup, UBS, Merrill Lynch e Barclays. La nascita di un fondo sovrano cinese, l'accresciuta importanza di quelli arabi ed i possibili investimenti da parte di fondi russi ha destato preoccupazioni in Europa e negli USA per le possibili interferenze da parte di governi stranieri (non sempre democratici) nella gestione delle imprese in cui questi investono. La Commissione Europea ha chiesto ai governi nazionali di evitare l'adozione di misure protezionistiche nei confronti degli investimenti dei Fondi Sovrani, richiamando l'attezione degli Stati Membri sul fatto che eventuali restrizioni agli investimenti dei Fondi Sovrani dovranno risultare compatibili con i principi stabiliti dal Trattato CE, in particolare quelli in materia di libera circolazione di capitali.

In parole povere questo capitolo ha il significato che i paesi più ricchi del mondo sono quelli che hanno il petrolio e/o la manodopera a basso costo: i Fondi Sovrani di questi paesi che per la maggioranza non sono democratici, ormai decidono l'andamento delle borse di tutto il mondo.
Quindi gli USA, l'Europa e il Giappone hanno una sovranità molto limitata sull'economia e sul mondo, perchè dal 1970 devono fare i conti con i Fondi Sovrani e con le multinazionali.

Le multinazionali e la globalizzazione 
Le aziende multinazionali possono essere divise in tre gruppi principali, in base al tipo di caratteristiche produttive:
Le aziende multinazionali orizzontali gestiscono stabilimenti produttivi, situati in diversi paesi, con lo scopo di produrre merci simili o uguali. (esempio: McDonalds - 
addirittura questa multinazionale è diffusa in maniera così capillare che sugli hamburger si è fatto un indice economico.)
Le aziende multinazionali verticali gestiscono stabilimenti produttivi in diversi paesi, con lo scopo di produrre merci che servono come materie prime per altri stabilimenti in altri paesi. (esempio: Adidas)
Le aziende multinazionali diversificate gestiscono, in diversi paesi, stabilimenti produttivi che non sono né orizzontalmente, né verticalmente, né direttamente o non direttamente collegati tra loro. (esempio: Microsoft).
Alcune persone sostengono che una delle caratteristiche fondamentali delle aziende multinazionali sia quella di dotare di funzioni direttive e organizzative autonome (es. forniture, materie prime, aspetti finanziari e risorse umane ed animali) ogni stabilimento in cui operano nei diversi paesi, creando così una piccola versione di sé in ogni luogo in cui si trovano. Le imprese a livello mondiale, che alcuni ritengono essere il prossimo gradino nello sviluppo delle aziende multinazionali, condividono questa stessa caratteristica.

Le multinazionali si spostano nel mondo alla continua ricerca di manodopera e materie prime a basso costo, mantenendo solo le sedi direttive nei paesi occidentali, mentre le sedi produttive sono situate dove si può sfruttare la gente. 

Signoraggio 
Produrre fisicamente il denaro ha un costo e gli stati "ci fanno la cresta" affidando a dei privati il compito di stampare cartamoneta e coniare le monete. I cittadini dovrebbero essere i proprietari delle aziende che stampano il denaro, ma non si sa perchè, questa linea non è stata mai seguita nella storia, anzi il cittadino con le tasse paga anche il costo del signoraggio.
(http://epistemes.org/2007/12/27/signoraggio-tra-mito-e-realta/)
La Zecca Italiana è una S.p.A in mano dello Stato, ma il costo del conio lo paghiamo noi (circa 100 milioni di euro all'anno).
Ma il denaro fisico che gira è solo una minima parte: circa il 5%.
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Produzione della maggior parte del denaro (quello che circola nelle banche 95%).

Se il sistema ha bisogno di liquidità, lo Stato produce un Titolo di debito pubblico (BOT-CCT-BTP ecc.) corrispondente alla somma (cifre grosse da miliardi di euro), e non c'è nemmeno bisogno di convertirlo in denaro contante: ormai si fa tutto elettronicamente. Da quando l'Italia è nella zona Euro la BCE controlla queste attività.
La cifra viene trasferita alla Banca d'Italia che la immette nel circuito delle banche: come vedremo esse sono in grado di raddoppiarla o moltiplicarla ulteriormente a seconda dei criteri di garanzia richiesti per i prestiti pagando solo un piccolo interesse che è il tasso di sconto che
alla fine pagano i cittadini. 

La prima leva sulla liquidità è fatta aumentando o diminuendo il tasso di sconto.

(leva inversa: se aumenta il tasso diminuisce la liquidità e viceversa).
Da sempre viene criticato questo sistema che è in uso in tutti i paesi del mondo per questi 2 motivi:

1) aumentando il debito pubblico si fa una tassa automatica per i cittadini, perchè essi dovranno ripagarne la somma (che adesso in Italia corrisponde a 32.000 euro pro-capite) con gli interessi;

2) immettendo liquidità nel sistema si aumenta l'inflazione che è una tassa occulta per i cittadini, in quanto gli stipendi e i contratti di lavoro rimangono sempre un pò indietro rispetto al costo della vita. 
Per evitare questa tassa occulta l'inflazione dovrebbe essere pari a zero.
Negli anni '70 il fenomeno era così grave (inflazione a 2 cifre) che era stato inventato un sistema di aumento degli stipendi in tempo reale monitorato dall'Istat e svincolato dai contratti: la SCALA MOBILE. 


Immagine presa dal seguente link

Debito pubblico italiano dal 1861, fonte Banca d'Italia  (il link è un file PDF).


Craxi è stato molto criticato, perchè il suo governo ha fatto raddoppiare il debito pubblico da 234 a 522 miliardi di euro (dati valuta 2006) e il rapporto fra debito pubblico e PIL passò dal 70% al 90%.
In più ha sostenuto il referendum che ha fatto abolire la scala mobile: i critici dicono che come economista socialista abbia fatto ricadere sui cittadini il costo del suo governo, quindi i fatti ci dicono che in realtà non era un bravo economista, e neppure un vero socialista!

La nostra moneta: per un periodo qualcuno voleva al suo posto la banconota per dare più consapevolezza al consumatore: con scritto vale 1936,27 lire.

Sempre a proposito di inflazione occulta va segnalata la truffa dell'Euro che ha dimezzato il potere di acquisto dei cittadini nel giro di 5 anni. Si era fatta una gran pubblicità con la vecchietta che andava a fare spesa: "niente paura quello che adesso compri con 1936,27 lire, domani lo comprerai con un euro": Filmato1 & Filmato2.
I commercianti più disonesti vendevano i prodotti a mille lire = un euro già il giorno dopo!
Molti si sono arricchiti, poi i consumatori hanno preso coscienza e c'è stata una chiusura in massa dei piccoli negozi in favore dei grandi centri commerciali.
I commercianti hanno fatto la fine del topo che entra attraverso un piccolo buco per mangiare il formaggio, ma ingrassa talmente tanto da rimanere intrappolato. Tutto questo mentre il "governo" stava a guardare.

Dato che alla fine i costi dei prestiti degli imprenditori ricadono sul consumatore finale che è il cittadino, si calcola che in Italia la variazione del tasso di sconto costi 1000 euro all'anno per famiglia. Per mettersi al riparo da questa tassa nascosta bisognerebbe avere depositati almeno 100.000 euro in un conto corrente (la banca dovrebbe dare almeno un punto percentuale di interesse sul conto corrente per ogni punto del tasso di sconto).
Gli interessi sul debito pubblico sono più di 70 miliardi di euro all'anno che vengono sottratti ai cittadini e allo sviluppo del paese.
Per salvarsi dalle tasse occulte dovute al tasso di sconto, al debito pubblico e all'inflazione ogni famiglia dovrebbe avere depositati almeno 200.000 euro!

 

Da: http://www.aeeeitalia.it/documenti/EurispesStudiosalari.pdf, bisogna dire che il disagio percepito dai consumatori è stato superiore al 5% dell'area rossa evidenziata, in quanto le rilevazioni ISTAT sono fatte con un paniere fisso su prodotti a basso costo: ciò significa che una famiglia a basso reddito può percepire una diminuzione del potere di acquisto molto maggiore.

Il sistema bancario, quindi penalizza anche chi non ha depositati soldi con tasse occulte che alla fine il cittadino paga con i consumi.
Ma anche chi ha denaro depositato in conto corrente riceve un interesse bassissimo che non copre nemmeno le spese del conto.

C'è una forbice tra interesse passivo e attivo anche di 10 punti! Le banche, abolita per legge la commissione trimestrale di massimo scoperto, ne hanno inventata un’altra più gravosa della precedente, applicata sul fido e non sull’utilizzo (commissione sul fido accordato o corrispettivo sull'accordato). Il 26.3.2010 la Cassazione ha stabilito che la commissione di massimo scoperto deve rientrare nei calcoli per la determinazione del tasso usuraio o tasso soglia, dal 2005 al 2009 le banche hanno guadagnato circa 35 miliardi di euro l’anno con questa commissione. Attenzione se avete un fido con la banca vi fanno pagare fino al 2% (0,5 max. a trimestre) circa di interesse annuo anche se non lo utilizzate!!!!!!!!!!! (Quindi con un fido di 10.000 euro vi costa 200 euro all'anno anche se lo lasciate lì, un fido di 100.000 euro costa 2000 euro all'anno anche senza usarlo!).

Ricapitolando: il sistema premia solo i ricchi che con grandi somme possono investire nei titoli a lunga scadenza tipo BTP, perchè la tassa è solo del 12,50% sugli interessi attivi.
 

 
Le vecchie mille lire con scritto: Banca d'Italia e "pagabili a vista al portatore".


Circolano delle teorie in cui lo Stato dovrebbe svincolarsi dal sistema bancario e immettere banconote della Repubblica Italiana in modo da far risparmiare ai cittadini il tasso di sconto e l'interesse sul debito pubblico (Questo discorso vale per tutti gli stati che sono nella zona Euro). Però il denaro fisico è pochissimo (5%), quindi bisognerebbe trovare un modo efficace per sostituire tutto il denaro (anche quello scritturale delle banche), ma sembra impossibile.
Questa cosa è successa in maniera marginale solo una volta con le banconote da 500 lire.
 

 

Come si vede dalla foto, su queste banconote non c'è scritto Banca d'Italia, ma sono biglietti garantiti direttamente dallo Stato Italiano.
 

In alto si legge Federal Reserve Note = banconota della Banca Federal Reserve.

In alto si legge United States Note = banconota degli USA.


Anche gli USA per un periodo hanno emesso banconote garantite dall'argento che non erano della Federal Reserve (http://en.wikipedia.org/wiki/United_States_Note) e circolavano insieme. La Banca d'Italia ha nei suoi forzieri 79 milioni di once di oro del valore di circa 100 miliardi di euro che appartengono ai cittadini italiani. Praticamente potrebbe essere dato ai cittadini italiani un "credito sociale" una tantum di 1600 euro ciascuno garantito dall'oro (5000 euro a famiglia). Se dato solo alle famiglie bisognose tale cifra potrebbe anche raddoppiare. Dato che le famiglie bisognose rimetterebbero subito in circolo questo denaro, si avrebbe un beneficio istantaneo dell'economia con un suo rilancio. Oppure l'oro potrebbe essere venduto, riportando il debito pubblico a dimensioni più umane intorno ai 1800 miliardi di euro.
Altre teorie economiche criticano il fatto che tutte le banche centrali sono in mano privata, essendo privata tutta la cordata delle banche che le sostengono. Con l'ingresso nella zona Euro, anche la BCE è sotto il controllo delle banche centrali.

Vedere http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_centrale_europea: viene criticato l'enorme apparato burocratico della BCE, aderendo al quale le nazioni hanno perso parte della loro sovranità monetaria (di produrre a proprio piacimento nuovo denaro col debito pubblico). Ciò si è evidenziato con l'attuale crisi, si è dovuto organizzare il vertice europeo dell'Immacolata del 08/12/2011, dove finalmente la Gran Bretagna ha deciso di rimanere fuori: l'autoesclusione della Gran Bretagna (UK) è sacrosanta, in quanto la presenza degli inglesi era parassitaria e controproducente per l'euro. 

Quindi i paesi facenti parte dell'euro saranno:

·        17 che erano già dentro la BCE (Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna);
·        6 che vi entreranno (Bulgaria, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania);
·        2 (Svezia e Ungheria) che hanno chiesto il permesso ai rispettivi parlamenti).
La firma dell’accordo definito "Fiscal Compact", del 3 marzo 2012, vede quindi in totale 25 aderenti. Gran Bretagna e repubblica Ceca hanno deciso di rimanere fuori, l'Irlanda pur essendo già nell'euro deve aspettare il referendum nazionale per aderire al "Fiscal Compact". Chi non aderisce non potrà essere aiutato dall'accordo (che sembra più rigido di Maastricht, in quanto si deve rientrare di 1/20° all'anno nel rapporto debito/Pil del 60%) mediante il fondo di salvataggio "ESM".

La Germania esce vincitrice dal vertice ottenendo queste misure che sono la "conditio sine qua non" per incominciare a prendere in considerazione l'idea degli EUROBOND. Essi potranno essere approvati soltanto dopo la tornata elettorale del prossimo anno che riguarderà Francia e Germania.

Per ovviare al problema degli Eurobond e all'impossibilità di produrre nuovo denaro, Draghi con un escamotage ha potenziato la possibilità della banche di rifinanziarsi in modo illimitato presso la BCE con un costo dell'1% dietro la presentazione di titoli in garanzia. Per i cittadini europei ciò rappresenta una tassa, perché le banche con questi soldi stanno acquistando titoli di stato al 5-6%, guadagnandoci la differenza con l'1%. Il 4-5% di differenza lo paghiamo noi con le tasse e gli interessi sul debito pubblico degli stati nazionali: le banche si stanno arricchendo a spese dei cittadini!

vedere links:

 

 

Se proprio doveva salvare le banche con questo sistema opinabile, per correttezza in contropartita Draghi avrebbe dovuto imporre un tetto agli stipendi dei managers delle banche stesse, perché sarei capace anch'io a fare il manager senza alcun rischio in questo modo, sottraendo i soldi ai cittadini in maniera indiretta!

 

Creazione della moneta bancaria o "signoraggio delle banche" 

La prerogativa di creare moneta non è affidata unicamente alle Banche Centrali Nazionali, e non avviene quindi unicamente a fronte di un debito nazionale contratto mediante obbligazioni statali. La maggior parte della moneta esistente attualmente, infatti, è moneta bancaria scritturale. 
Le banche commerciali creano continuamente nuova moneta detta "scritturale", seguendo regolamenti dettati da particolari documenti come quello della Federal Reserve Bank, il 
Modern Money Mechanics pubblicato per la prima volta nel 1961 di cui l'ultima revisione risale al giugno 1992. Nel documento viene descritto come mediante il sistema di riserva frazionaria e del moltiplicatore dei depositi, ogni banca commerciale è in grado di creare a fronte di un prestito, una quantità di moneta scritturale pari ad una percentuale fissata (ad esempio il 90%) di ciò che la banca ha in deposito. Viene anche spiegato come anche questa quantità di denaro creata dalla banca possa essere considerata a sua volta come un nuovo deposito all'interno del sistema bancario, così da poter far fronte ricorsivamente alla creazione di nuova moneta mediante lo stesso sistema di moltiplicazione dei depositi. Periodicamente i più importanti banchieri del mondo si incontrano a Basilea per aggiustare le regole del fare banca.

La seconda leva sulla liquidità è fatta aumentando o diminuendo la riserva obbligatoria.

(leva inversa: se aumenta la riserva diminuisce la liquidità e viceversa).

Anche questa moneta è chiamata Fiat Money, o moneta fiduciaria, perché non è più emessa in contropartita a nessun metallo prezioso, ma con l'unico vincolo della riserva obbligatoria, e quindi si basa sulla promessa di pagamento da parte di chi contrae il debito (http://it.wikipedia.org/wiki/Basilea_II).
Questo tipo di signoraggio dà alla banca un potere enorme: infatti per ogni 100 euro di deposito una banca può prestarne 90 euro. Gli accordi  dicono infatti che la banca deve tenere addirittura meno del 10% in garanzia. Con Basilea3 si sta andando verso un aumento della garanzia minima (con una strana coincidenza a 9 anni esatti dall'11 settembre 2001 i 27 banchieri centrali del mondo più importanti si sono accordati per aumentare la riserva obbligatoria di garanzia con un sistema di buffer e cuscinetti).  
Le banche erogando il credito producono una moltiplicazione virtuale (ex nihilo) dei soldi mediante lo scostamento temporale tra soldi depositati dai correntisti e quelli prestati agli imprenditori.
Segue che, in tempi di floridità e crescita economica, più dei 3/4 dei soldi (reali o elettronici) che circolano sono virtuali e rappresentano una promessa che il debitore ha fatto alla banca (
http://it.wikipedia.org/wiki/Moltiplicatore_monetario).

 

Modern Money Mechanics: il testo ufficiale del banchiere. Il grafico mostra come con una riserva frazionaria del 10%, in teoria si possa arrivare a moltiplicare la somma prestata fino a 9 volte, con successivi ri-depositi e ri-prestiti.


La terza leva sulla liquidità è data dalla verifica delle garanzie sufficienti.

Questo spiega, perché quando ci sono le crisi, tutti si precipitano a ritirare i soldi dalla banca prima che fallisca e perché durante le crisi si brucino un sacco di soldi: in realtà vengono bruciati i soldi virtuali delle promesse dei debitori (tutti i conti di deposito di banche operanti sul territorio italiano e aderenti al FITD godono della tutela dello Stato sino a 103 mila euro: quindi non depositate di più! Se il conto è cointestato la cifra raddoppia).
La responsabilità dei fallimenti è però della banca, perché al momento del prestito non ha chiesto sufficienti garanzie (Esempio: fino a 10 anni fa per comprare una casa bisognava avere almeno la metà dei soldi, poco prima della crisi si era arrivati a dare mutui 30ennali che coprivano l'intero costo dell'immobile).

Oppure c'è il pessimo vizio di prestare soldi a lungo termine per depositi a breve o medio termine. I soldi andrebbero prestati con un rapporto temporale corrispondente alle necessità di coloro che li hanno depositati. 
Comunque, grazie a questa crisi, si è visto che in Italia le banche non possono fallire per 2 motivi:

1) sono arretrate e ancorate a principi medievali che le rendono intrinsecamente sicure (le banche italiane prestano i soldi solo a chi può dimostrare di non averne bisogno);

2) lo Stato e la Banca d'Italia intervengono sempre in salvataggio.

Ma se le banche non possono fallire, allora non c'è il rischio d'impresa e molti si chiedono a quale titolo esigano un interesse sui prestiti, 

considerato che quando lo stato salva le banche lo fa con i soldi delle tasse dei cittadini, che non necessariamente hanno un conto in banca!

Invece le banche estere (specialmente negli USA) fidandosi di una formula, hanno incominciato a impacchettare i debiti, e i titoli così creati sono stati chiamati "derivati". Bisogna dire infatti che nei paesi anglosassoni sono previste anche le banche d'affari che trattano azioni e obbligazioni. Vedere i seguenti link:

Il 16/04/2010 Goldman Sachs è stata, abbastanza inaspettatamente, incriminata per frode dalla SEC, l'ente governativo USA preposto alla vigilanza della borsa valori. Al centro dello scandalo vi sarebbe il titolo Abacus 2007-AC1, un complesso sistema, attraverso il quale la banca d'affari avrebbe truffato i propri clienti, tra i quali figurano anche grandi istituzioni finanziarie internazionali. L'apertura di questo prodedimento giudiziario ha portato giù molti titoli bancari nelle borse europee e USA. Alla fine (news del 16/07/2010) la Goldman Sachs si è accordata con la Sec (Security Exchange Council, l'organo statunitense equivalente alla Consob italiana) per pagare una multa molto elevata: 550 milioni di dollari, per chiudere l'inchiesta che la Sec aveva avviato sul comportamento della banca d'affari, in relazione ai mutui subprime. Infatti l'accusa era quella di avere ingannato i risparmiatori, non spiegando loro i pericoli insiti nell'accettare i mutui subprime. Robert Khuzami, direttore della direzione esecutiva della Sec, ha spiegato che "Goldman ha ammesso pubblicamente la sostanza delle accuse e di avere dato informazioni incomplete", ma la Sec si è riservata il diritto di riaprire il contenzioso qualora uscissero nuovi dati che aggravino la posizione della Goldman Sachs.
E' la prima volte negli Usa che per le vicende legate ai mutui subprime si prendono provvedimenti del genere. Segno che le banche hanno superato la crisi; in caso contrario una misura del genere le porterebbe al fallimento.


Azioni e obbligazioni 

Altro modo che hanno gli imprenditori di chiedere prestiti è quello delle azioni e delle obbligazioni.
Se uno rinuncia ad un pò di sovranità sulla propria azienda, creando un consiglio di amministrazione e quotandola in borsa, può dividerne il valore in azioni e può trovare anche qualcuno che le compra: le azioni sono un debito, chi le compra finanzia un'azienda possedendone un pezzettino! Le obbligazioni invece sono un "mega-titolo di debito" che gli imprenditori piazzano alle banche e che esse più o meno furbamente spezzettano e vendono agli investitori. L'unica differenza è che in teoria le obbligazioni sono più garantite delle azioni (però basta guardare a quello che è successo con Cirio e Parmalat che ci si fa un'idea veritiera di come funziona il sistema in Italia e ancora non è stata fatta nessuna legge vera a tutela dei risparmiatori!). Per rendere più credibile il sistema ci dovrebbero essere delle pene severe per chi fa bancarotta e falso in bilancio: in USA c'è fino all'ergastolo, in Italia non si va più nemmeno in galera! 

 

Da http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=295: il peso della truffa Cirio, Parmalat e Argentina è stata pari all' 1,2% del PIL  italiano del 2002!

 

Gli hedge fund gestiti dall'ex capo del Nasdaq, Bernard Madoff hanno lasciato un buco da 50 miliardi di dollari, superiore al crac della Lehman Brothers. Madoff aveva copiato il meccanismo della truffa al famoso italiano Ponzi. Il meccanismo funziona come (http://it.wikipedia.org/wiki/Schema_Ponzi), una catena di S. Antonio per clienti facoltosi a interessi alti rispetto al mercato. Però gli USA hanno fatto giustizia subito: il 29/06/2009 Madoff è stato condannato a 150 anni di carcere per i reati commessi.

La fine del capitalismo arriverà quando esso non sarà più in grado di saper conservare i risparmi dei cittadini: perché un cittadino dovrebbe lavorare più del necessario se lo Stato non è in grado di tutelare questo suo sforzo maggiore?

Con queste nostre leggi è un suicidio comprare azioni e obbligazioni, l'unica cosa sensata è acquistare Titoli di Stato e/o ORO!


 

Quotazioni dell'oro dal medioevo ad oggi in giallo fino al 1970, in verde dal 1970 al 2011 in dollari/oncia. Da http://www.fibonacci.it/MERCATI/grafico-oro-storico-650-anni.htm modificato (depurato da inflazione). In basso ultimi 40 anni.

  

Ultimamente anche le obbligazioni  dei titoli di stato italiani sono al centro di una speculazione internazionale (ne viene spiegato il motivo nel prossimo capitolo sui derivati). L'investimento immobiliare può convenire a chi ancora non ha la casa di proprietà, in quanto in Italia ci sono più di 8 milioni di case vuote e sfitte: vedere link. Oltre alla motivazione della casa di proprietà il mercato immobiliare può essere un investimento valido  per palazzi di prestigio, in zone turisticamente valide o in centri storici di alto valore artistico di grandi città. Vedere link. (valutare la possibilità che il governo reintroduca tasse tipo ICI o simili).

 

Immagine presa da: http://www.fiscooggi.it/files/u27/rassegnastampa/28.02.2011_03.pdf

Come si vede dal grafico soprascritto negli investimenti bisogna anche avere la fortuna di indovinare il periodo giusto. Il valore degli immobili risente di molti fattori: grandi e piccole città, le spese per le ristrutturazioni e per le tasse ecc. ecc. Quindi nel confronto con gli altri investimenti è sempre meglio considerare l'ipotesi peggiore. Il rendimento del 3,6% nelle piccole città è ipotetico (e molto difficile da realizzare) al netto delle spese.

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Per capire il prossimo capitolo sulla crisi bisogna prima leggere i seguenti link:

  

  

L'economia del debito e la crisi 

I derivati sono strumenti finanziari il cui valore dipende da quello di altre variabili sottostanti. Negli anni recenti, i derivati sono diventati sempre più importanti nel mondo della finanza. I future e le opzioni vengono ora negoziati in molte borse. I contratti forward, gli swap e diversi tipi di opzione vengono regolarmente trattati fuori borsa da istituzioni finanziarie, gestori di fondi e società, nei cosiddetti mercati Over The Counter. Spesso i derivati vengono incorporati in emissioni azionarie e obbligazionarie. I principali strumenti derivati sono: i contratti forward, i contratti future, i contratti d'opzione, gli swap, i warrant e i covered warrant.

 All' inizio i derivati venivano usati come una specie di assicurazione per garantirsi almeno in parte da operazioni in cui il debitore risultasse inadempiente. Via, via con il tempo sono diventati una leva finanziaria formidabile, con la quale si possono compiere operazioni finanziarie spericolate. Paradossalmente, a causare il crollo delle borse è stato però il loro impiego tradizionale: erano usati come una specie di assicurazione per gli immobili che venivano venduti negli USA. Tale assicurazione rendeva sicura la vendita degli immobili senza tanto curarsi delle garanzie, la bolla speculativa fece raddoppiare il prezzo delle case e quando le famiglie non ce la fecero più a pagarle, le restituirono in massa alle banche smettendo di pagare (in USA la legge lo consente). Il prezzo degli immobili precipitò e tutte le obbligazioni e i fondi che contenevano i derivati degli immobili USA crollarono.

P = F (A,B,Y): La formula del crac.

"I mercati Cds e Cdo crescevano assieme, alimentandosi a vicenda. Alla fine del 2001, c'erano 920 miliardi di Credit default swap non evasi. Alla fine del 2007, quel numero superava i 62mila miliardi; il mercato dei Cdo, che nel 2000 era fermo a 275 miliardi, nel 2006 raggiunse i 4700 miliardi."
Praticamente la crisi significa questo: l'entità delle obbligazioni di debito non evase alla fine del 2007 era pari ad un terzo della ricchezza del mondo! Quando esplose la bolla speculativa di questi "derivati", le borse del mondo persero più di un terzo del valore nel giro di un anno. Adesso è in atto un processo di "purificazione" dai derivati dei titoli esistenti.

Qualcuno è convinto che una fantomatica organizzazione abbia rastrellato i CDS del debito greco e stia spingendo la Grecia verso il default per presentarsi all'incasso presso le banche garanti (tedesche e francesi). Perciò il duo Merkozy ha deciso di svuotare di senso i CDS, stabilendo che la ristrutturazione del debito greco non è un default. In tal modo hanno salvato le banche francesi e tedesche, ma hanno messo in difficoltà l'Italia, perchè tali banche sapendo che non erano più garantite dai CDS hanno incominciato a vendere i titoli italiani, determinando un innalzamento dello spread degli stessi. Dato che l'innalzamento dello spread obbliga l'Italia a remunerare i Btp fino al 7,30%, e la BCE li sta rastrellando, ciò si tradurrà in una ulteriore tassa per gli italiani, che sottraendo risorse all'Italia, paradossalmente finanzierà gli stati più virtuosi (che hanno spread più bassi): Germania, Francia, Austria ecc. ecc. Per tale motivo sembrano sensati l'appello di Melani agli italiani e il BTP day di acquistare i propri titoli di stato, in modo che gli interessi rimangano all'interno del paese (come fanno i giapponesi). Differenza "spread" Ita-Ger. tra gli interessi per titoli di stato tedeschi e italiani: vedere link in tempo reale.

Andrebbe adeguata una legge già esistente per le assicurazioni (sovrassicurazione), che impedisca al valore nominale dei derivati del mondo di essere maggiore della ricchezza del mondo: invece è difficile crederci, ma siamo arrivati a 3 volte la ricchezza del mondo!

Alcuni sostengono che la causa delle rivoluzioni del Maghreb e dell'Egitto sia dovuta all'impiego dei derivati anche per la speculazione sulle merci alimentari (oltre che al fenomeno demografico come spiegato qui da me e Emmanuel Todd).

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Anche gli ENTI LOCALI ITALIANI sono indebitati mediante strumenti derivati per una cifra pari a 35,6 miliardi di euro del 2008 (2% del PIL nazionale). Nel 2011 tale debito è arrivato a 114 miliardi!

Subito dopo il fallimento della Lehman Brothers il PIL italiano è sceso del 4,4%

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001130.html.

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Costo sostenuto-percepito dagli italiani in % sul PIL dopo questi accadimenti finanziari:

 

Da questa tabella si capisce come dal 2000, in concorso con questi avvenimenti, il PIL italiano sia cresciuto in meno rispetto alla media degli altri paesi (Vedere grafico). L'impossibilità di fare inflazione della Lira a piacimento sommata agli altri accadimenti ha di fatto obbligato l'economia italiana ad una crescita quasi a zero. Si è già detto (http://fabiomarinelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2466491) che comunque il boom italiano del dopoguerra va ridimensionato in quanto drogato dal debito pubblico e dall'inflazione che esponeva l'Italia ad ogni tempesta monetaria (la presunta crescita era in parte a carico dei cittadini che venivano tassati senza accorgersene con il debito pubblico e l'inflazione).

 

Da: http://www.istat.it/grafici_ra/crisi/pilue.html modificato. Nella tabella sottostante si possono vedere gli stessi dati di "crescita" depurati dall'inflazione.

Da "L'Espresso" 19 maggio 2011 - "Il passo del gambero". Se si depurano i dati dall'inflazione l'Italia dal 2000 è l'unica nazione dei paesi industrializzati che ha una crescita negativa del 3%. Di questi 11 anni di governo con bilancio fallimentare, 9 sono a carico dei governi Berlusconi e 2 di Prodi (che però ha chiuso con avanzo primario positivo).

La decrescita dell'Italia è incominciata dall'inizio degli anni '70 per la fuga delle multinazionali.

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In seguito all'ultima crisi mondiale delle borse si è visto che è impensabile reintrodurre delle forme di protezionismo, in quanto ormai l'economia è talmente globalizzata e interdipendente, che tale tattica non avrebbe senso. Si è preferito coinvolgere tutti gli stati nazionali per dare un sostegno all'economia aumentando il debito pubblico (uno sforzo mondiale di 15.000 miliardi di dollari).

Se tale strategia ha impedito crisi politiche che alla fine degli anni '30 del 1900 portarono alla guerra mondiale, bisogna dire che ha però introdotto nuovi problemi: l'aumento del debito pubblico (
http://fabiomarinelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2474349) mina la credibilità degli stati e il loro rating internazionale, facendo perdere valore (credibilità) alla loro moneta.

 I 3 fondamentali grafici che seguono sono presi da http://stlouisfed.org/: il sito della Federal Reserve Bank of St. Louis.

 

 
Grafico dei miliardi di dollari immessi nel sistema negli USA x fronteggiare la crisi! Da 800 miliardi di dollari circolanti nel 2007 si è passati ai 2800 attuali (Base monetaria circolante solo negli USA).
 
 
Quando c'è una crisi le banche riducono i prestiti.
A confronto nei gradini del grafico le crisi del 73-75, 92-93, 2001(Torri gemelle) e 2008. L'ultima crisi è la peggiore. Evidente anche il drammatico-esponenziale aumento del debito: le crisi misurano l'affanno dell'economia reale che ogni tanto sembra voler prendere una boccata d'aria, anche consumando enormi risorse della natura essa non ce la fa più a stare dietro al debito: dato che non c'è più l'effetto "reset" delle guerre, prima o poi ci sarà un default generale dovuto alla fine della prima risorsa naturale: il petrolio (prevedibile per il 2030).

Rapporto tra M1(moltiplicatore monetario)/Base Monetaria: si vede che la tecnica per superare la crisi (barre grigie) è quella di immettere grandi quantità di dollari nel sistema aumentando la base monetaria. Siccome la B.M. sta al denominatore del rapporto (ved. grafico), in ogni crisi c'è un gradino verso il basso. Questa volta lo scalino è il più alto!

 

Quando diminuisce la M1, diminuisce anche la produzione industriale: ciò significa che le imprese senza prestiti producono di meno. La massa monetaria M1 dipende dai prestiti effettuati dalle banche: sono loro che decidono quanti soldi far circolare e a chi darli e in fin dei conti regolano anche la produzione industriale (da www.economagic.com).

 

Disaccoppiamento temporale tra M1 e produzione industriale negli USA. Come si vede ad ogni picco di M1 c'è un picco di produzione industriale dopo 5 anni: quindi se il modello funziona nel 2016 ci dovrebbe il nuovo massimo di produzione industriale (punto di domanda rosso nel grafico). Nonostante l'enorme massa di denaro immessa nel sistema (2000 miliardi di dollari), nel 2016 la produzione industriale dovrebbe superare di poco quella del 2007, a scapito del debito pro-capite che dovrebbe arrivare a 75.000$.

 

La sovranità monetaria del dollaro, i petrodollari e il prestigio strategico militare hanno consentito agli USA di inondare il mondo di dollari. Si indebitano massicciamente a tasso zero verso l’estero e investono il ricavato in attività produttive in giro per il mondo con un ritorno elevato. Fondamentale questo link: http://www.usdebtclock.org/  sul debito pubblico ed altri debiti. Si vede che ogni cittadino americano è indebitato per 48.000 dollari contro i nostri 32.000 euro pro-capite. Con gli attuali tassi di aumento, il debito USA del 2015 supererà i 70.000 $ per cittadino, a quel punto la bancarotta del dollaro sarà molto vicina! Per tale motivo una commissione speciale nominata da Obama doveva stabilire che gli USA devono fare un piano di austerità di 1200 miliardi in 10 anni, pena il default. Tale commissione bipartisan ha fallito l'accordo per motivi elettorali (21/11/11): per tale motivo si profila un nuovo downgrade del debito USA.

La trappola della liquidità
La trappola della liquidità (Liquidity trap in inglese) è il termine coniato negli anni ’30 dal famoso economista John Maynard Keynes. La trappola illustra una situazione economica in cui la politica monetaria non riesce più ad esercitare alcuna influenza sull’economia.
In condizioni normali, la politica monetaria ha infatti la possibilità di agevolare la crescita economica aumentando l’offerta di moneta in circolazione e abbassando di conseguenza i tassi di interesse. Da questa operazione ne consegue che le imprese sono incentivate ad indebitarsi e quindi ad investire e, nel contempo, riducono la propensione delle famiglie a risparmiare, aumentandone i consumi.
Come si cade nella trappola.
Quando i tassi d’interesse nominali sono ormai arrivati a zero, le banche centrali non possono farli scendere ulteriormente, quindi gli strumenti a disposizione della politica monetaria si esauriscono. Il vero motore dei consumi infatti risiede, come aveva intuito Keynes, prima ancora che nei tassi, nella fiducia. Se la fiducia viene meno, nemmeno tassi di interesse nulli possono farli ripartire.
La “trappola della liquidità” scatta proprio perché i comportamenti degli operatori economici sono dominati dall’incertezza e dalla paura del futuro. Quando queste paure si diffondono all’intera economia, esse tendono anche ad autoalimentarsi in un circolo vizioso. Accumulando liquidità anziché spendere, gli operatori economici inconsapevolmente realizzano le loro peggiori aspettative: senza domanda di beni, la crescita economica si trasforma in recessione, la recessione in disoccupazione e la disoccupazione in minori redditi, i minori redditi in minori consumi e investimenti e così via.
La dimostrazione che il sistema non funziona la si ha quando tutte le leve economiche vengono a fallire: per la crisi di Spagna, Portogallo e Grecia non si può aumentare l'inflazione perchè si è dentro l'euro, le banche non possono diminuire la riserva perchè sono già al minimo e le garanzie non sono più sufficienti e allora indovinate qual è la soluzione proposta?: diminuire gli stipendi. Vedere anche questo filmato su Youtube. I sacrifici devono farli sempre i più poveri e si fa l'esatto contrario di quello che il buon senso suggerirebbe: aumentare il giro di soldi anche con aumenti di stipendi. Malthus aveva offerto in materia una lucida analisi di quelli che egli chiamava gli "ingorghi" causati da politiche fiscali inclini a lasciare piena libertà alla cosiddetta "mano invisibile" del mercato (l'illusione di Adam Smith). In particolare, denunciando come lo specifico ingorgo dell'accumulazione elitaria sia un fattore prepotente di caduta della domanda e perciò causa inesorabile di recessione. A sostegno va fatto notare l'elementare ma solido argomento secondo cui una moneta in più nelle tasche del ricco resta facilmente ferma, mentre nelle mani del povero diventa immediato strumento di spesa a beneficio della domanda e per questa via della produzione.
Keynes, durante la crisi più acuta del novecento, scrisse che il mondo intero si sarebbe risparmiato un sacco di guai se il pensiero economico e l'azione politica dei governi non avessero disatteso la lezione malthusiana. Parole che nella declinante Italia di oggi suonano di particolare attualità dinanzi a una prolungata frenata dei consumi che ha come interfaccia proprio una deviante distribuzione della ricchezza.

I P.I.G.S.

All'inizio con l'espressione pigs = maiali in inglese si descrivevano le nazioni più deboli della zona euro: Portogallo, Italia, Grecia e Spagna. Adesso dopo gli ultimi avvenimenti la "I" potrebbe rappresentare l'Irlanda. La Gran Bretagna non ha ancora adottato l'euro, però anche essa è in concorrenza con la Grecia per la lettera "G".

 

I B.R.I.C.s

Con questo acronimo si elencano i paesi Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, caratterizzati dall'avere un basso debito pubblico, grandi risorse minerarie e di materie prime. Questi paesi potrebbero essere interessati a sostenere il debito pubblico delle nazioni occidentali più indebitate, per uno scambio di Know-How che sarebbe utile per la loro crescita economica.

 

Breve diario degli avvenimenti finanziari da maggio 2010 ad oggi:

I governi europei, per tamponare il buco dell'economia greca a metà maggio 2010, hanno dovuto fare un accordo di 750 miliardi di euro, per il "pronto soccorso" dei paesi vittime della speculazione finanziaria.

La Francia e la Germania hanno aiutato la Grecia, non per spirito europeo, ma perché le loro banche erano pesantemente coinvolte col debito greco. Per la fine del mese di maggio 2010 tutti i governi si sono impegnati in una ulteriore manovra economica, che per l'Italia era dell'ordine di grandezza di 30 miliardi di euro in 2 anni.

Tale manovra è stata poi portata a 80 miliardi in 3 anni il 16 luglio 2011, con un tour de force parlamentare per  approvarla in tutta fretta (con l'intervento di Napolitano) per accontentare i mercati (lo spread dei BTP era arrivato a 333 punti coi titoli tedeschi!).

Ai primi di agosto 2011, il mancato default degli USA ha impaurito i mercati, per colpa delle agenzie di rating USA (S&P ha declassato da AAA ad AA+ gli USA), i quali mercati, come al solito se la sono presa con Spagna e Italia (spread BTP a più di 400).

Berlusconi prima di andare in vacanza è stato costretto a fare un doppio discorso alle camere per tranquillizzare i mercati (suscitando l'ira e l'ironia delle opposizioni). Tale discorso insieme a quello demenziale di Alfano (che ha sfidato i mercati): "Da quando sono i mercati a stabilire che un governo vada a casa?", ha provocato un crollo della borsa e dei titoli di stato del 10% circa (vedere link e grafico della borsa italiana a fondo pagina).

La BCE è dovuta intervenire per acquistare i BTP italiani in cambio di un'altra manovra di 45 miliardi a Ferragosto! Berlusconi e Alfano hanno fatto la solita scena dicendo: "il mio cuore gronda sangue!". Bossi, tra Pontida e Ponte di Legno (vedere link) si è esibito in uno show neuropsichiatrico invocando secessioni e amenità demagogiche varie, con turpiloqui e gestualità che vanno da pernacchie a gesti dell'ombrello, insultando i nani e le marionette del circo del governo (vedere link). Anche questa volta nessun medico psichiatra ha avuto il coraggio di proporre un Trattamento Sanitario Obbligatorio ai 2 sciagurati. La "questione settentrionale" e la "questione meridionale" devono lasciare il posto alla "questione Italia" in preda ad una crisi dovuta agli egoismi di classi privilegiate, un non-paese mal rappresentato da politici inadeguati sul viale del tramonto. L'unica consolazione è che la casta dei parassiti ha dovuto rimandare le vacanze. Per approvare il "decreto di ferragosto" è stato necessario mettere la fiducia, così i parlamentari si sono mantenuti alcuni privilegi, rimandando i tagli più importanti: le classi privilegiate sono state salvate ancora una volta, aumentando l'IVA al 21%, facendo così pagare ai più poveri la manovra. Disgustato, il burocrate tedesco della BCE Stark, per protesta ha dato le dimissioni, provocando un altro crollo delle borse del 5%.

 

A fine novembre 2010 era stato necessario stanziare aiuti anche per l'Irlanda, per una cifra vicina agli 80 miliardi di euro per evitare il collasso della zona euro.

Queste cifre sono ben poca cosa di fronte alla speculazione che si serve di leve finanziarie che muovono cifre 100 volte maggiori (http://it.wikipedia.org/wiki/Strumento_derivato), però la Germania ha deciso di ridurre l'operatività delle leve in alcuni mercati, gli inglesi si sono opposti perchè dicono che i derivati aumentano la liquidità del mercato.

La maggior parte delle borse ha sospeso le vendite allo scoperto fino a settembre 2011, ma ormai i buoi sono fuggiti (loro dicono che le vendite allo scoperto servono per assicurare parte degli investimenti contro le perdite): la CONSOB sta con gli speculatori? 

I risparmiatori stanno perdendo talmente tanto che per almeno 3 generazioni gli "imprenditori" italiani non vedranno più un euro dagli italiani. 

Il "governo" di Berlusconi, che è anche sardonico, ha portato al 20% la tassa sui "guadagni" della borsa (ma non dei titoli di stato che rimane al 12,5%). La pagheranno solo gli speculatori, tutti gli altri stanno perdendo dal 30% al 50% (le virgolette usate sopra hanno una funzione meritatamente delegittimatoria)!

 

Le due nazioni maggiormente responsabili  del mancato decollo dell'euro sono la Germania e la Gran Bretagna: la Germania non vuole convincersi a fare gli EUROBOND, i titoli di stato europei che porrebbero fine alla speculazione sui titoli di stato di Spagna, Grecia e Italia; la Gran Bretagna non lascia la sterlina per abbracciare l'euro. Ancora una volta la responsabilità storica della debolezza politica dell'Europa è da ascriversi a queste 2 nazioni che, non paghe delle 2 guerre mondiali fratricide che hanno fatto perdere di importanza l'Europa nel XX secolo, adesso continuano con i loro meschini interessi a rovinare il continente anche nel XXI secolo. L'unico modo che avrebbero le restanti nazioni del mercato europeo per fargliela pagare sarebbe quella di non comprare più i loro prodotti: infatti gli italiani sono i migliori acquirenti di Audi, Mercedes, Bmw e Porsche; ogni estate fanno a gara per andare a fare shopping a Londra con voli low cost!

L'incontro di Ferragosto 2011 tra Merkel e Sarkozy ha sancito l'impossibilità dei tedeschi di mischiare la loro economia con gli altri paesi, negando definitivamente gli EUROBOND, i francesi hanno ottenuto di poter uniformare i loro indicatori economici a quelli tedeschi per prepararsi alla ripresa. La UE non ha ottenuto niente specialmente dal punto di vista politico: l'Unione Europea si conferma sempre più solo l'unione delle banche: la parte peggiore dell'Europa. E' stata proposta un'eurotassa "Tobin" che servirebbe ai governi per recuperare un pò di soldi dei cittadini prestati all'economia. 

La filosofia della crisi sta proprio qui: si passa freneticamente a proporre tasse "Tobin" & "Robin Hood" consapevoli che per un lungo periodo e forse tuttora a regolare l'economia era: "Dooh Nibor".

 

Addirittura Montezemolo e Warren Buffet insieme ad altri miliardari del mondo hanno chiesto spontaneamente di pagare più tasse (vedere link).

 

Ormai la crisi del sistema è evidente a tutti: nella zona euro non si può aumentare l'inflazione e l'economia è ingessata per mancanza di nuova moneta stampata, che può servire per pagare i debiti (cosa che invece gli USA possono fare, anche se il 1° agosto 2011 è stato difficile anche per loro decidere di mandare avanti le stampanti ad oltranza per legge - S&P ha declassato gli USA da AAA a AA+).

Una soluzione potrebbe essere l'emissione di una valuta provvisoria-accessoria garantita dall'oro e dall'argento: in questo modo non ci sarebbe inflazione e si darebbe un pò di respiro all'economia (Gli USA ci avevano già provato). Vedere anche le teorie di Gesell.

La X della svalutazione:
In blu la perdita del valore d'acquisto del dollaro, in rosso l'immissione dei dollari nel sistema. Più dollari ci sono in circolazione meno valgono.

Comunque nonostante la crisi, continuano a girare per il mondo attraverso la rete interbancaria mondiale fiumi di denaro, del quale non si sa esattamente il valore, tale massa di denaro è completamente separata dalla natura e dal concetto di economia sostenibile: http://it.wikipedia.org/wiki/Sviluppo_sostenibile.

Denaro -----------> Donare

L'anagramma del "denaro" in "donare" è valido solo per la lingua italiana, però è abbastanza per capire che la filosofia del sistema va cambiata. Nei links che seguono sono riportate le teorie dei filosofi moderni sull'incapacità del mercato di autoregolarsi, della filosofia del dono e della condivisione, della reciprocità del dono e redistribuzione:

 

·         Il dono del sangue
·         Dono, hau e reciprocità

Non conoscere le idee di questi filosofi soprascritti, rende impossibile la comprensione del "paragrafo antisfruttamento" che segue dopo.


 Le 3 tasse occulte: 
1) debito pubblico;
2) inflazione;
3) l'interesse del prestito (sia pubblico che privato), stanno producendo danni incalcolabili al mondo:

 Fumetto dei naufraghi

Esse infatti sono come un cane che si mangia la coda (è evidente la difficoltà di liquidità dei paesi dell'Europa meridionale che non possono pagare gli interessi dei debiti, perchè essendo nell'Euro non possono aumentare liberamente l'inflazione).

 

 

L'interesse applicato al prestito è denaro che non c'è, che per essere restituito va creato con l'inflazione. 
Le periodiche crisi dell'economia servono a concentrare ricchezza vera (in beni materiali) in poche mani, in cambio di ricchezza finta (debito) sotto forma di denaro.
L'attuale sistema è una zanzara gigantesca che succhia sangue al mondo, pompando la sua saliva infetta.

 



Da questa nota si vede come il sistema non funzioni: l'Italia in 60 anni ha lavorato tanto ma raccolto poco: 
http://fabiomarinelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2466491.


La riforma del sistema passa attraverso la riappropriazione del denaro da parte dei cittadini, la riduzione dell'interesse al necessario per il pagamento delle spese vive delle banche, fino al loro progressivo ridimensionamento (soprattutto come centro di potere). Il denaro deve ritornare ad essere l'unità di misura del valore del lavoro e delle merci.

In data 17/06/2010 Il Consiglio Europeo ha deciso di consultare il G8 e il G20, per fare una tassa sulle banche e sugli operatori finanziari rei di aver causato la crisi. Il 27 giugno alla fine del G20, si è deciso con un compromesso di dimezzare il deficit di bilancio pubblico in 2 anni, le banche e gli operatori finanziari l'hanno fatta franca anche questa volta!

DIL), tra i parametri della salute economica di un paese.

Come si vede dal grafico sottostante la situazione è drammatica, si va dalle 3 alle 5 volte il PIL, ciò significa che in stati come il Giappone, i cittadini dovrebbero lavorare per 5 anni di fila impiegando tutto il fatturato nazionale solo per ripianare i debiti!

 

 

 Debito aggregato del 2008 dei principali paesi (Dal Messaggero del 8/6/10).

vedere link sul DIL: http://fabiomarinelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2502879.

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 Paragrafo antisfruttamento:

Va abbandonata la filosofia dello sfruttamento, per incominciare una filosofia del donare. Le catene della schiavitù devono essere spezzate, bisogna andare verso una vera solidarietà con i più poveri.

In seguito vengono descritti i primi passi da fare:


--> Microcredito: 
http://fabiomarinelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2474349. Vedere link.
--> Commercio equo e solidale: 
http://it.wikipedia.org/wiki/Commercio_equo_e_solidale.
--> Sviluppo sostenibile: 
http://it.wikipedia.org/wiki/Sviluppo_sostenibile.

Con commercio equo e solidale o semplicemente commercio equo (fair trade in inglese) si intende quella forma di attività commerciale, nella quale l'obiettivo primario non è soltanto la massimizzazione del profitto, ma anche la lotta allo sfruttamento e alla povertà legate a cause economiche, politiche o sociali.
È, dunque, una forma di commercio internazionale nella quale si cerca far crescere aziende economicamente sane e di garantire ai produttori ed ai lavoratori dei paesi in via di sviluppo un trattamento economico e sociale equo e rispettoso; in questo senso si contrappone alle pratiche di commercio basate sullo sfruttamento che si ritiene spesso applicate dalle aziende multinazionali che agiscono esclusivamente in ottica della massimizzazione del profitto.

Bisogna costituire un Ente Internazionale per il controllo del Lavoro che si faccia rispettare veramente da tutti i paesi del mondo, l'ILO non è ancora capace di garantire le tutele fondamentali sottoelencate. 
Tale Ente dovrebbe certificare le seguenti proprietà dei prodotti da importare:

  1. non devono essere sfruttati minorenni (<14 anni: tra 14 e 18 solo x apprendistato) per fare manufatti;
  2. deve esserci un'assicurazione sugli infortuni professionali;
  3. deve esserci un'assicurazione sulla malattia;
  4. deve esserci un'assicurazione per la pensione;
  5. non si devono superare le 170 ore mensili di lavoro pro-capite;
  6. il lavoratore ha diritto ad un mese di ferie;
  7. i prodotti devono soddisfare il marchio CE senza contraffazioni;
  8. il lavoratore ha diritto a stare in un ambiente di lavoro salubre e privo di pericoli;
  9. diritto di sciopero;
  10. diritto di avere rappresentanti sindacali e di non essere selezionati in base a pregiudizi di razza, sesso, religione, idee politiche, ecc. ecc.

 

Senza tale indispensabile certificazione il prodotto va considerato frutto di 
concorrenza sleale e sfruttamento. Perciò andrebbe bandito!
L'economicità dei prodotti cinesi o di altri paesi, oltre che per la bassa qualità, è dovuta ad una o più mancanze della lista soprascritta. Invece di spingere politicamente affinchè ci sia un adeguamento mondiale agli statuti dei lavoratori evoluti, succede il contrario: multinazionali come la FIAT minacciano di portare la produzione all'estero se i lavoratori non accettano diritti inferiori rispetto al passato. La FIAT, che ha sempre diviso tra i cittadini le perdite e incassato i guadagni, dopo aver avuto la fortuna di trovarsi in una situazione di liquidità per acquistare la Chrysler, nonostante avesse già deciso di chiudere baracca, ha il coraggio di imporre out out. La FIAT non è mai stata capace di fare un'imprenditoria senza aiuti statali, appena l'Italia ha smesso si è precipitata negli USA, perchè Obama gli ha fatto ponti d'oro. Va ridimensionata l'abilità manageriale di Marchionne e qualsiasi altro manager, nella misura in cui l'azienda riceve aiuti statali (a questo punto non si spiegano i suoi compensi principeschi pari a 1000 volte un operaio). Quello che sta succedendo in Italia con la Fiat dimostra che il capitalismo è in profonda crisi e che può sopravvivere solo fino a quando ci saranno persone da sfruttare (nella veste di operai o cittadini contribuenti). Sono capaci tutti a far impresa così. Come già detto per le banche, anche in questo caso non c'è il rischio di impresa, perchè quando l'impresa è troppo grossa intervengono sempre gli stati a salvarla! Il male maggiore è che ancora l'economia malata spinge a produrre automobili che sono la causa principale dell'inquinamento del mondo. I governi mondiali hanno utilizzato 15.000 miliardi di dollari che appartengono ai cittadini per salvare le banche e le grosse imprese (troppo grosse per fallire), ma non sono stati in grado, come contropartita, di imporre regole comuni in tutto il mondo:
 

-      statuti dei lavoratori uguali in tutto il mondo pena dazi da pagare;
-      abolizione della speculazione fine a se stessa (che usa strumenti derivati e/o vendite al ribasso);
-      regole del fare banca e degli investimenti uguali;
-      pene detentive per falso in bilancio e bancarotta uguali in tutto il mondo.

I soldi dei risparmiatori girano liberamente nel mondo, ma le regole sono diverse! A questo punto c'è da aspettarsi una fuga in massa dei risparmiatori dalle borse, se fosse possibile la gente investirebbe solo in oro, immobili e terreni anche agricoli. Addirittura per non dare soddisfazione alle banche e alle grosse imprese che continuano a pagare i loro manager con milioni di euro, solo una profonda (e mal riposta) fede nel sistema dissuade dal prelevare gli ultimi risparmi rimasti nelle banche, visto che ormai l'interesse dei conti correnti, considerate le spese e le tasse è negativo. Se queste cose che ho scritto sono vere, almeno per l'Italia, è naturale il crollo dei titoli in borsa delle "imprese" più aiutate dal governo: la Fiat e le banche!

Statuto dei lavoratori italiano.

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Associazioni di cittadini già operative

La cosa più eversiva che potrebbe fare il cittadino per vincere questo sistema perverso che tende a impoverirlo, favorendo invece i più ricchi, è: rinunciare alle attuali forme di denaro e al consumismo!
 

La rinuncia al denaro è una filosofia di vita, che ben si armonizza con i concetti di boicottaggio, microcredito, sviluppo sostenibile e commercio equo e solidale.

Un altro mondo è possibile, vedere filmato di Report.

La fine del possesso e la nuova era della condivisione (sharing)

La moda iniziata in internet con lo sharing dei files (P2P) si sta ormai diffondendo anche con gli oggetti reali: bike sharing, car sharing, Couchsurfing (condividere il divano di casa), car pool ecc. ecc.

La tendenza è ormai quella della Pop Economy: un'economia partecipativa. Dato che i beni sono distribuiti in una rete condivisa, occorre un controllo della rete per vigilare sulla manutenzione e il buon uso degli stessi: i posti di lavoro persi per la diminuizione della vendita dei beni sono compensati dalle assunzioni nelle rete di controllo degli stessi.

Il vantaggio finale è quello ambientale: produrre meno beni inquina di meno.

Migliore utilizzazione dei manufatti

  • Invece di avere una durata limitata programmata i prodotti dovranno essere costruiti per durare più a lungo possibile;
  • Per limitare l'obsolescenza programmata i prodotti dovranno essere facilmente aggiornabili;
  • I prodotti devono essere già progettati per il riciclo.

Facendo rimanere il più a lungo possibile in funzione i prodotti e condividendoli se ne diminuisce il numero inquinando di meno.

Diminuzione del peso dei prodotti

Il progresso scientifico e tecnologico e lo sviluppo del terziario ha causato una drastica diminuzione del peso dei manufatti. Le automobili e gli oggetti della casa hanno molte componenti in plastica. Gli stessi televisori e gli stereo Hi-Fi pesano un decimo rispetto a 40 anni fa. Addirittura i libri e i dischi avranno un supporto informatico senza peso e sono già scambiati via internet. Il consolidamento di questo progresso porterà ad un'ulteriore diminuzione dell'inquinamento.

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Progetto Venus o Progetto Venere:  appoggia esageratamente "le teorie complottiste" e dissacra le religioni!

Nei link successivi si può consultare il Progetto Venus: anche se bisogna dire che i 3 films Zeitgeist che ha distribuito gratuitamente nella rete appoggiano in modo esagerato le teorie complottiste:

  1. Zeitgeist the Movie;
  2. Zeitgeist addendum;
  3. Zeitgeist Moving Forward.   -   Wiki INGLESE.

Guardate i 3 films, ma fidatevi solo della bibliografia ufficiale neutrale che riuscite a trovare sugli argomenti.
La critica maggiore che faccio sempre al Progetto Venus è che non tiene conto dell'aumento demografico incontrollato che è la prima fonte di inquinamento, caos e scarsità. L'altra critica è quella di voler dissacrare troppo le religioni: non esiste la prova dell'esistenza di Dio, ma non si può provare nemmeno il contrario!
Se si vuole abolire la scarsità bisogna dividere le risorse per un minor numero di persone, e non aumentare la produzione (come dicono loro anche mediante le macchine).
Si è visto infatti che dal 1988 circa abbiamo già superato la produzione massima di risorse che il pianeta Terra può dare (
http://fabiomarinelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2466477 -
Rapporto sui limiti dello sviluppo).

I no-global 
La critica principale del movimento è volta verso le multinazionali: secondo gli aderenti, il loro potere è così forte da condizionare le scelte dei singoli governi verso politiche non sostenibili da un punto di vista ambientale ed energetico, imperialiste, non rispettose delle peculiarità locali e dannose per le condizioni dei lavoratori.

Nella figura sono elencate le prime 50 multinazionali con i coefficienti di condizionamento nei riguardi delle scelte politiche degli stati nazionali (dati risalenti al 2008).

Come già detto in questa
nota dal 1988 circa l'economia e lo sviluppo umano hanno superato i limiti della natura, e consumano le risorse in maniera irreversibile: se tale situazione non cambierà andremo incontro a molte crisi economiche e poi alla fine.
La legislazione italiana è molto sensibile allo sviluppo sostenibile.

(http://it.wikiquote.org/wiki/Barry_Commoner).

Riforma del sistema

L'attuale sistema finanziario, in vigore dai primi anni del 1900, si basa sulla crescita. Ai primi del 1900 si pensava che le risorse del pianeta fossero quasi infinite. Purtroppo il petrolio, la merce principale su cui si basa il sistema, è arrivato al picco, ciò significa che se in 70 anni siamo arrivati alla metà del petrolio esistente, con l'attuale consumo in circa 20 anni arriveremo a raschiare il fondo del barile. Già fra 15 anni il prezzo del greggio aumenterà in maniera esponenziale per le leggi di mercato. Quindi entro il 2025 dovrà essere operativa a pieno regime una nuova fonte energetica che non può essere il nucleare a fissione, in quanto anche l'uranio si sta esaurendo. Ma il petrolio è solo una delle merci su cui si basa la vita: 7 miliardi di esseri umani hanno bisogno di acqua potabile, cibo, vestiti ecc. ecc. La natura del pianeta non è in grado di riciclare queste merci fondamentali in maniera così rapida come vorrebbe la crescita della popolazione. Bisogna inventare un nuovo sistema economico che non si basi sulla crescita. La popolazione andrebbe riportata gradualmente a circa 4 miliardi entro il 2050-60. Una volta raggiunta una popolazione in equilibrio con la natura, non avrà più senso il perdurare di meccanismi come il moltiplicatore monetario.  La parola d'ordine non sarà più crescita ma equilibrio!  (vedere Serge Latouche e la decrescita).

 

Controllo demografico e sviluppo graduale 

Ormai da tempo faccio questi discorsi di allarme, non perchè sono contrario allo sviluppo dell'umanità, ma perchè credo che questo sviluppo vada diluito nel tempo senza intaccare in modo irreversibile le risorse naturali del pianeta. In teoria la Terra come pianeta cesserà di esistere tra 5 miliardi di anni, quando il Sole diventerà una gigante rossa. Se sapremo centellinare le risorse della natura, nulla vieta che l'umanità possa (r)esistere x almeno un milione di anni (tenuto conto che i nostri progenitori sono comparsi sulla Terra 5 milioni di anni fa). Tutti gli scienziati, i religiosi e i politici dovrebbero concorrere allo stesso fine che è far vivere nel mondo (per il tempo che resta all'umanità) più persone possibili. Paradossalmente l'unico modo per ottenere questo obiettivo è lottare subito contro l'aumento demografico e lo sfruttamento selvaggio della natura.

Fabio Marinelli - 2009-2012: se si copia uno degli articoli si prega di farlo integralmente (per non stravolgere il significato fuori dal contesto), citando il rispettivo autore. Dato che è un libro aperto si prega di segnalare errori e commentare. Grazie.

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La malattia del denaro: articolo proveniente da Facebook scritto da Fabio Marinelli.

 

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Laureato a Bologna. Mi affascina occuparmi come hobby della sociologia e filosofia, tenendo ben presenti i problemi della natura, che soffre oltremodo per la presenza asfissiante dell'uomo. Il mio ideale è trovare una forma di convivenza degli uomini che: 1) abolisca le guerre; 2) promuova uno sviluppo sostenibile; 3) trovi un equilibrio permanente con la natura del pianeta Terra; 4) ridistribuisca le risorse tra tutti gli abitanti del pianeta; 5) aumenti le risorse relative su scala mondiale, mediante diminuzione della popolazione con un rientro morbido sotto i 4 miliardi, prima della fine del petrolio. "Imagine there's no countries It isn't hard to do, Nothing to kill or die for And no religion too. Imagine all the people Living life in peace... You may say I'm a dreamer But I'm not the only one. I hope someday you'll join us And the world will be as one. Imagine no possessions, I wonder if you can, No need for greed or hunger A brotherhood of man. Imagine all the people Sharing all the world..." Imagine di John Lennon
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