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L’approccio taoistico o pseudocasuale alle scelte incessanti giornaliere
post pubblicato in filosofia, il 21 dicembre 2012


intelligènte: agg. [dal lat. intelligens -entis, part. pres. di intelligere «intendere», comp. di inter «tra» e legere «scegliere»]

Considerazioni iniziali:

Vivere una vita di homo sapiens sapiens  significa scegliere!
L'unico filosofo che ha praticato una filosofia autobiografica sulla difficoltà di scegliere è stato Kierkegaard (che amo molto).
Ma come si può mettere a frutto la nostra capacità nelle scelte quotidiane della vita?
Molte volte i nostri progetti subiscono una deviazione dovuta al caso e di questo fenomeno si era già accorto Epicuro (http://it.wikipedia.org/wiki/Clinamen).
Inizio articolo:
Ho sperimentato queste importanti linee guida per essere vincenti per sé e per gli altri (in maniera individuale e collettiva) e le scrivo nel mio blog come regalo di Natale a coloro che avranno il coraggio di leggerle:
1)  Divisione a priori delle cose più importanti da quelle meno importanti nel momento di fare la programmazione delle scelte;
2)    Impegnarsi in maniera maniacale solo per le cose più importanti;
3)   Per le cose meno importanti bisogna avere la capacità di essere malleabili ed assorbire a proprio vantaggio l’urto casuale. Infatti se ci figuriamo (per semplificare) un piano tipo biliardo, quando uno dà il via alla partita con un colpo alle sfere messe a triangolo non può prevedere tutti i rimbalzi delle stesse contro le sponde e con le altre. Se ci figuriamo dentro la palla di biliardo possiamo cercare di assorbire l’urto e sfruttare la spinta a nostro vantaggio concentrandoci sulla successiva collisione;
4)    Capacità di lettura dello scenario in continuo cambiamento: bisogna essere abili ad essere dentro la palla di biliardo e contemporaneamente ad avere una visuale da sopra il biliardo, per avere una visione d’insieme;
5)    Sistemi per incrementare la casualità delle scelte non importanti: ci sono molti sistemi tipo I-Ching o lancio dei dadi che consentono di aumentare la variabilità delle possibilità con il seguente significato: a) saturazione di tutte le nicchie di opportunità residue; b) imprevedibilità delle nostre azioni che ci lascia vincenti nel rimbalzo contro le altre sfere (Jung definiva tale fenomeno sincronicità);
dadi 21
6)   Non validità del “Rasoio di Occam” (http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam): specialmente i matematici ma in generale tutti pensano che la soluzione più semplice ed elegante sia la migliore da seguire. Seguire questa strada è contro natura perché basta vedere come è composta una nicchia ecologica e si capisce dalla variabilità delle specie che la natura adotta sempre moltissime soluzioni per lo stesso problema. Banalmente si definisce il rischio della decisione migliore come suscettibile alla legge di Murphy. Anche se io non credo che tale legge sia valida, comunque ragionandoci sopra si capisce perché le decisioni migliori ma uniche siano sottoposte al rischio del fallimento (http://it.wikipedia.org/wiki/Nicchia_ecologica);
7)    Fenomeno della “chiusura lampo”: se consideriamo i fatti che avvengono nella nostra vita, non tutti si chiudono istantaneamente. Se scartiamo gli incidenti stradali e i fatti violenti, molte altre situazioni richiedono dei periodi varabili da alcuni minuti ad alcuni giorni per chiudersi (pratiche burocratiche, esami, partite di calcio o basket, investimenti finanziari ecc. ecc.). Se consideriamo la vita una lunga cerniera lampo che può chiudersi una sola volta, possiamo dividere in 3 parti la sua azione: a) maglie della cerniera già chiuse irreversibilmente, b) maglie che si stanno chiudendo e c) maglie che si chiuderanno. Il periodo più interessante per questa trattazione è quello b. La grandezza del bulbo della cerniera lampo rappresenta il lasso di tempo utile per chiudere gli avvenimenti in maniera ottimale prima che diventino immodificabili in maniera irreversibile.
 
 
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"C'è un quadro di Klee che s'intitola 'Angelus Novus'. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, al bocca aperta, le ali distese. L'angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l'infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta. "
Angel Novus & Walter Benjamin

Appendice fondamentale su Ordine, Disordine e Caos.
Secondo me l'ordine e il disordine sono misurati dall'entropia.
La vita è un mistero perché sembrerebbe apparentemente andare contro l'entropia, in realtà si costruisce un'enclave al cui interno aumenta l'ordine, a spese di un maggior disordine all'esterno.
L'universo andrebbe diviso in microcosmo e macrocosmo.
Nel microcosmo il caso è preponderante a causa delle leggi fisiche descritte dalla meccanica quantistica.
Invece nel macrocosmo c'è un relativo maggiore ordine, anche se bisogna ricordarsi che comunque la casualità del microcosmo influenza anche il macrocosmo.
Il triangolo di Sierpinski è l'esempio di come il caso possa costruire una figura che sembra regolare.
Il triangolo di Sierpinski è un mistero: infatti può essere costruito in 2 modi, in uno di questi viene costruito da una pallina che si muove in maniera casuale.
Il caso non è la stessa cosa del caos, perché sul caos è stato possibile fare una teoria che descrive i fenomeni più importanti che avvengono in metereologia, finanza ecc. ecc.
Anche i frattali non sono sinonimi del caos, perché derivano da equazioni matematiche che il più delle volte hanno numeri complessi all'interno.
Quello che è strano è che queste equazioni producono figure frattali costruite al computer che assomigliano a fenomeni naturali caotici, ma anche a piante o altri esseri viventi. Ciò succede anche per i numeri di Fibonacci anche se non hanno niente a che vedere con i frattali.
La cosa inspiegabile e non banale che mi ha sempre colpito in tutti i miei studi, è come sia possibile che il caso, il caos, i frattali e i numeri di Fibonacci comunque abbiano qualcosa in comune nel descrivere fenomeni naturali e attività dell'umanità tipo la borsa.
Per descrivere il caso partirei dal moto browniano, perché anche la carriera di Einstein è partita da lì.
Cosa c'è di più casuale del moto di una particella dentro un fluido che rimbalza per l'agitazione termica contro tutte le altre particelle che si muovono anch'esse a caso?
Ebbene anche su questo fenomeno sono state fatte delle equazioni:

 

 
Altro caso più semplice è quello del "testa o croce" o "martingala", non ci crederai ma anche su di esso ci sono numerosi studi:

 

 
 

 

 
La cosa più incredibile e da pazzi è che lo strumento finanziario dei derivati si basa sul moto browniano e sul testa o croce. I nostri soldi e le nostre vite sono alla mercé di pazzi che scommettono come al casinò sui nostri risparmi accumulati con una vita di lavoro.

 

 
Il caos deriva da fenomeni casuali, però su di esso è possibile costruirci delle teorie che delimitano i fenomeni in modo da controllarli il più possibile. Anche se, come è successo con l'uragano che ha colpito New York, non sempre i morti si possono evitare purtroppo.
Ingredienti della vita:
1)    Un contenitore che può essere l’universo;
2)    La materia che deriva tutta dall’idrogeno e si forma nelle fornaci stellari;
3)    La gravità che serve a tenere insieme le fornaci stellari senza che esplodano prima di creare tutti gli elementi chimici;
4)    Le leggi universali e le costanti che possono essere sintetizzate nella costante di struttura fine.
Poi non va sottovalutato il tempo
Affinché si formi la vita serve abbastanza tempo.
Ma cos'è il tempo? Secondo me anche per il tempo bisogna ricorrere all'ordine e al disordine. Pensate ad un bicchiere che cade dal tavolo e si rompe in mille pezzi. Se voi lo riprendete con la telecamera, è facile con un semplice effetto speciale di play al contrario far tornare integro il bicchiere.
Perché nella realtà è impossibile? Perché il tempo rappresenta il verso delle reazioni chimico-fisiche naturali, che vanno sempre verso un maggior disordine, cioè verso una maggiore entropia.
Quindi la definizione migliore di tempo è che “il tempo rappresenta la freccia che indica il passaggio da uno stato di minore entropia ad uno di maggiore entropia”

 

Cos’è dunque il tempo
Il concetto di spazio tempo nella metrica di Minkowski.
 
Einstein ha poi scoperto che la velocità dello scorrimento del tempo non è assoluta ed uguale in tutto l'universo, ma cambia in relazione alla vicinanza ad un forte campo gravitazionale, oppure alla velocità dell'osservatore (paradosso dei 2 gemelli).

 

 
Ho messo tra gli "ingredienti della vita" il concetto del tempo cronologico, ma è un ingrediente non obbligatorio se ci atteniamo al concetto della "freccia del tempo" dell'entropia.
In questo concetto l'entropia stessa genera la sensazione del tempo per noi osservatori. Il tempo non è assoluto e il suo scorrere può variare se ci si trova in un forte campo gravitazionale o in velocità vicine a quelle della luce (paradosso dei 2 gemelli). Quindi secondo me non sarebbe sbagliato sostituire quell' "abbastanza tempo" che avevo messo tra gli ingredienti della vita con l'entropia.
“Se consideriamo l'entropia come tendenza al disordine e il disordine come l'opposto della vita, questo ragionamento ci mette di fronte ad un paradosso: il disordine che è il "nemico" della vita genera il tempo che è amico della vita!”
Infatti senza tempo non ci sarebbe la vita, la quale (quella che conosciamo) per originarsi ha necessitato di più di 10 miliardi di anni dal Big Bang, quindi molto tempo. Senza tempo non ci sarebbe il principio di causa ed effetto ecc. ecc.
“Il tempo è amico della vita oggettiva, ma nemico della vita soggettiva dell'essere umano, perché dopo un dato tempo si muore.”
Ma qual è la misura dell’ordine?
Come abbiamo visto, l'ordine ha a che fare con la vita, quindi siamo legittimati a pensare sotto forma di un "principio antropico" (http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_antropico), che le costanti fisiche universali consentendo la vita dell'essere vivente più intelligente conosciuto, esse stesse siano la misura dell'ordine
Dato che i fisici hanno misurato tutte le costanti universali naturali, sintetizzandole in una sola che si chiama costante di struttura fine, si può dire che l'ordine che consente la vita è uguale a 1/137.
Per fare un esempio scherzoso attinente (da non prendere sul serio), se avete visto il film "Guida galattica per autostoppisti" in esso si faceva la domanda sul significato della vita al computer più perfezionato esistente, e dopo averci "pensato" un bel pò, esso sentenziò: "42". Tanto che se chiedete a Google "Answer to Life, the Universe, and Everything", verrà fuori "42". Lo stesso sembra che avvenga anche in Siri e Wolfram Alpha.
 Io penso che alla domanda: "Qual è il numero dell'ordine che consente la vita?", risponderei:
"1/137".
Il filmato che segue è obbligatorio!   http://brijux.com/2010/10/05/nature-by-numbers-video/

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Blook: The future of Homo Sapiens (Sapiens?) by Fabio Marinelli - Italia - MRNFBA6.. is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
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Biografia e ideali:
Laureato a Bologna. Mi affascina occuparmi come hobby della sociologia e filosofia, tenendo ben presenti i problemi della natura, che soffre oltremodo per la presenza asfissiante dell'uomo. Il mio ideale è trovare una forma di convivenza degli uomini che: 1) abolisca le guerre; 2) promuova uno sviluppo sostenibile; 3) trovi un equilibrio permanente con la natura del pianeta Terra; 4) ridistribuisca le risorse tra tutti gli abitanti del pianeta; 5) aumenti le risorse relative su scala mondiale, mediante diminuzione della popolazione con un rientro morbido sotto i 4 miliardi, prima della fine del petrolio. "Imagine there's no countries It isn't hard to do, Nothing to kill or die for And no religion too. Imagine all the people Living life in peace... You may say I'm a dreamer But I'm not the only one. I hope someday you'll join us And the world will be as one. Imagine no possessions, I wonder if you can, No need for greed or hunger A brotherhood of man. Imagine all the people Sharing all the world..." Imagine di John Lennon
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