.
Annunci online

 
Podestà forestiero o Cincinnato?
post pubblicato in diario, il 17 novembre 2011


Introduzione di Fabio Marinelli

Questo post rappresenta una collezione degli ultimi articoli di Mario Monti per conoscere meglio il suo pensiero.  Ho selezionato il profetico articolo del 7 agosto 2011. Nella tabella sottostante clikkando sui titoli si ha accesso agli articoli per il CorSera dal 2008 ad oggi. In basso è presente anche un'intervista a Bertinotti che parla dello stesso argomento.

Tutti coloro che hanno studiato storia sanno che il podestà straniero serviva ai tempi medievali dei comuni quando essi non riuscivano a mettere d'accordo le fazioni (http://it.wikipedia.org/wiki/Podest%C3%A0). 

Sono più propenso a credere invece che ci siamo affidati nelle mani di una figura che non è straniera, ma tiene molto a questo suo Paese. Era in uso infatti presso gli antichi romani di eleggere un dittatore nei momenti di difficoltà per salvare Roma, il più famoso dei quali è Cincinnato (http://it.wikipedia.org/wiki/Cincinnato).  Penso che non si possa fare un paragone con il termine "dictator" romano, perché comunque da noi c'è un equilibrio dei poteri che dà prevalenza al parlamento, ma bisogna considerare anche il Presidente della Repubblica. Comunque i 2 maggiori partiti PD e PDL sono ben contenti di affidare le riforme nelle mani di Monti, perché in questo momento potrebbero essere impopolari in quanto verranno richiesti sacrifici.

 

 

07 agosto 2011

 

I mercati, l'Europa. Quanti strali sono stati scagliati contro i mercati e contro l'Europa da membri del governo e della classe politica italiana! «Europeista» è un aggettivo usato sempre meno. «Mercatista», brillante neologismo, ha una connotazione spregiativa. Eppure dobbiamo ai mercati, con tutti i loro eccessi distorsivi, e soprattutto all'Europa, con tutte le sue debolezze, se il governo ha finalmente aperto gli occhi e deciso almeno alcune delle misure necessarie.
La sequenza iniziata ai primi di luglio con l'allarme delle agenzie di rating e proseguita con la manovra, il dibattito parlamentare, la riunione con le parti sociali, la reazione negativa dei mercati e infine la conferenza stampa di venerdì, deve essere stata pesante per il presidente Berlusconi e per il ministro Tremonti. Essi sono stati costretti a modificare posizioni che avevano sostenuto a lungo, in modo disinvolto l'uno e molto puntiglioso l'altro, e a prendere decisioni non scaturite dai loro convincimenti ma dettate dai mercati e dall'Europa.

 

Il governo e la maggioranza, dopo avere rivendicato la propria autonoma capacità di risolvere i problemi del Paese, dopo avere rifiutato l'ipotesi di un impegno comune con altre forze politiche per cercare di risollevare un'Italia in crisi e sfiduciata, hanno accettato in questi ultimi giorni, nella sostanza, un «governo tecnico». Le forme sono salve. I ministri restano in carica. La primazia della politica è intatta. Ma le decisioni principali sono state prese da un «governo tecnico sopranazionale» e, si potrebbe aggiungere, «mercatista», con sedi sparse tra Bruxelles, Francoforte, Berlino, Londra e New York.

Come europeista, e dato che riconosco l'utile funzione svolta dai mercati (purché sottoposti a una rigorosa disciplina da poteri pubblici imparziali), vedo tutti i vantaggi di certi «vincoli esterni», soprattutto per un Paese che, quando si governa da sé, è poco incline a guardare all'interesse dei giovani e delle future generazioni. Ma vedo anche, in una precipitosa soluzione eterodiretta come quella dei giorni scorsi, quattro inconvenienti.

Scarsa dignità . Anche se quella del «podestà forestiero» è una tradizione che risale ai Comuni italiani del XIII secolo, dispiace che l'Italia possa essere vista come un Paese che preferisce lasciarsi imporre decisioni impopolari, ma in realtà positive per gli italiani che verranno, anziché prenderle per convinzione acquisita dopo civili dibattiti tra le parti. In questo, ci vorrebbe un po' di «patriottismo economico», non nel fare barriera in nome dell'«interesse nazionale» contro acquisizioni dall'estero di imprese italiane anche in settori non strategici (barriere che del resto sono spesso goffe e inefficaci, una specie di colbertismo de noantri ).

Downgrading politico . Quanto è avvenuto nell'ultima settimana non contribuisce purtroppo ad accrescere la statura dell'Italia tra i protagonisti della scena europea e internazionale. Questo non è grave solo sul piano del prestigio, ma soprattutto su quello dell'efficacia. L'Unione europea e l'Eurozona si trovano in una fase critica, dovranno riconsiderare in profondità le proprie strategie. Dovranno darsi strumenti capaci di rafforzare la disciplina, giustamente voluta dalla Germania nell'interesse di tutti, e al tempo stesso di favorire la crescita, che neppure la Germania potrà avere durevolmente se non cresceranno anche gli altri. Il ruolo di un'Italia rispettata e autorevole, anziché fonte di problemi, sarebbe di grande aiuto all'Europa.

Tempo perduto . Nella diagnosi sull'economia italiana e nelle terapie, ciò che l'Europa e i mercati hanno imposto non comprende nulla che non fosse già stato proposto da tempo dal dibattito politico, dalle parti sociali, dalla Banca d'Italia, da molti economisti. La perseveranza con la quale si è preferito ascoltare solo poche voci, rassicuranti sulla solidità della nostra economia e anzi su una certa superiorità del modello italiano, è stata una delle cause del molto tempo perduto e dei conseguenti maggiori costi per la nostra economia e società, dei quali lo spread sui tassi è visibile manifestazione.

 

Crescita penalizzata . Nelle decisioni imposte dai mercati e dall'Europa, tendono a prevalere le ragioni della stabilità rispetto a quelle della crescita. Gli investitori, i governi degli altri Paesi, le autorità monetarie sono più preoccupati per i rischi di insolvenza sui titoli italiani, per il possibile contagio dell'instabilità finanziaria, per l'eventuale indebolimento dell'euro, di quanto lo siano per l'insufficiente crescita dell'economia italiana (anche se, per la prima volta, perfino le agenzie di rating hanno individuato proprio nella mancanza di crescita un fattore di non sostenibilità della finanza pubblica italiana, malgrado i miglioramenti di questi anni). L'incapacità di prendere serie decisioni per rimuovere i vincoli strutturali alla crescita e l'essersi ridotti a dover accettare misure dettate dall'imperativo della stabilità richiederanno ora un impegno forte e concentrato, dall'interno dell'Italia, sulla crescita.

 

30 ottobre 2011Lettera al premier       12 luglio 2009L'Aquila e Berlusconi    
16 ottobre 2011False illusioni, sgradevoli realtà     28 giugno 2009L’Italia ha bisogno di una scadenza  
14 agosto 2011Un nuovo governo dell'economia     14 giugno 2009La lezione verde di Cohn-Bendit  
07 agosto 2011Il podestà forestiero       03 giugno 2009La doppia occasione    
14 luglio 2011Quel che serve davvero al Paese: riorientare la politica economica 10 maggio 2009Un patto (vero) per l’Europa  
03 luglio 2011Manovra troppo timida per crescere     22 marzo 2009Gli stati disarmati    
01 maggio 2011Una strategia della crescita     08 febbraio 2009Una speranza per i giovani  
28 marzo 2011Il Patto per l'Euro       01 febbraio 2009L'egoismo delle nazioni  
06 febbraio 2011Impegni reali non false promesse     02 gennaio 2009Dalla crisi allo sviluppo    
Impegni reali non false promesse       14 dicembre 2008Un cancelliere contro la crisi  
02 gennaio 2011Meno illusioni per dare speranza     23 novembre 2008Un piano anticrisi    
I titoli europei         02 novembre 2008L’Europa adulta e l'America  
31 ottobre 2010Quanto tempo abbiamo perso     19 ottobre 2008Un successo dell'Europa  
04 settembre 2010Il silenzio sulla crescita     05 ottobre 2008L’Unione Europea tiene    
25 luglio 2010Futuro dell'Italia e guida politica     21 settembre 2008Stato e mercato oltre la crisi  
16 maggio 2010Rifondare l’Europa per salvare l’euro     12 marzo 2008Protezionismo e riforme    
02 gennaio 2010La bussola del Presidente     05 marzo 2008Osservare le riforme da vicino  
22 novembre 2009Un presidente per il consenso     Necessaria maggiore apertura economica, sociale e politica
27 ottobre 2009Identità e integrazione le scommesse lombarde   03 febbraio 2008Un'agenda bipartisan    
18 ottobre 2009Quale presidente per l'Europa     24 gennaio 2008Un’agenda super partes  
            17 gennaio 2008Il rispetto dell’Europa    

 

-----------------------------

Intervista a Bertinotti di Vincenzo Carriero

Corriere del Mezzogiorno, 14 Settembre 2011, p. 12

 

"non facciamoci governare dal podestà straniero"

 

Disperdere la via del dubbio significherebbe arrendersi alla tracotanza del più forte”.

 Per Fausto Bertinotti, la storia dell'umanità è contrassegnata “dall'avanzata lenta ed inesorabile di presupposti ipotetici”.

Il suo ultimo libro, “Chi comanda qui?”, presentato nei giorni scorsi a Taranto, s'interroga su soluzioni e principi in grado di arrestare, porre un argine alla “deriva nefasta del potere”.

D. Presidente, quando l'esercizio del potere diviene nefasto?

R. “Quando viola i principi della dignità umana, quando sacrifica la libertà altrui sull'altare di prerogative personali e privatistiche. Una società che cancella dal proprio codice democratico la possibilità di affrancarsi dal bisogno si consegna ad una deriva morale e civile”.

D. Come si fa ad arrestare questa deriva?

R. “E' necessario, per quel che concerne il nostro Paese, tornare ai principi-guida contemplati nella Carta costituzionale. L'Italia deve ripartire dallo spirito costituente dei suoi padri fondatori. Nessuna manovra finanziaria, neanche quelle redatte nei periodi di grave crisi, può cancellare diritti inalienabili e azzerare le aspettative di vita di un popolo”.

D. Le recenti misure finanziarie, predisposte dal Governo, potranno realmente ridurre il debito pubblico del Paese?

R. “Ridurre il debito pubblico è cosa buona e saggia, farlo a spese dei lavoratori e delle fasce più deboli della popolazione è operazione da macelleria sociale. Credo che il governo di centrodestra abbia perso l'ennesima occasione per intervenire sulle criticità del Paese: la mancanza di lavoro per i giovani e la perdurante debolezza economica e produttiva del Mezzogiorno”.

D. La politica appare sempre più ostaggio delle grandi istituzioni tecnocratiche. La sovranità statale risiede ancora nei Parlamenti e nei consessi democraticamente eletti?

R. “Mario Monti, nei giorni scorsi, ha utilizzato l'espressione podestà straniero per descrivere l'ingerenza franco-tedesca sui meccanismi decisionali della politica italiana. E' in dirittura d'arrivo un processo che parte da lontano: rendere la politica, a qualsiasi livello, un'ancella delle Banche centrali e delle grandi agenzie di rating. Questo processo che, con linguaggio marxista chiamerei di lungo termine, accentua la crisi della democrazia in Occidente”.

D. Il mancato rinnovamento delle classi dirigenti italiane è conseguenza del trasferimento di potere dalla politica all'economia?

R. “Soltanto per alcuni versi. In realtà, la Seconda Repubblica ha mortificato i meccanismi di selezione democratica e, il ceto politico, risponde ai desideri del Principe, ai suo vagiti bizzarri più che agli indirizzi degli elettori. Per invertire questo circolo vizioso sarebbe auspicabile tornare ad un sistema elettorale proporzionale con una soglia di sbarramento. Non bisogna aver studiato Duverger per sapere quanto i sistemi elettorali influenzino i meccanismi della politica…”.

D. Come giudica l'operato del presidente Vendola nel governo della Regione Puglia?

R. “Considero la Puglia un'interessante laboratorio politico-culturale. Credo che in questi anni un'idea alta di progettualità politica abbia avuto la meglio su interventi di piccolo cabotaggio e di segno particolaristico”.

D. Le sinistre annaspano in tutta Europa e anche in Italia. Qual è il male del quale soffrono?

R. “Aver abdicato al progetto per assecondare la prassi del tirare a campare giorno dopo giorno. Non c'è sinistra senza progetto, non c'è futuro senza una visione ben precisa della società che concorreremo a formare. I partiti progressisti, in Italia in modo particolare, si sono ridotti ad essere dei comitati elettorali con una polifonia di posizioni. Le sinistre al messianesimo politico dovrebbe sostituire il varo di profezie laiche…”.

CLIKKA QUI X HOME PAGE - INDICE

Licenza Creative Commons
Blook: The future of Homo Sapiens (Sapiens?) by Fabio Marinelli - Italia - MRNFBA6.. is licensed under aCreative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
Based on a work at fabiomarinelli.ilcannocchiale.it.
Permissions beyond the scope of this license may be available at f.marinelli@alice.it

Sfoglia ottobre        dicembre
Capitoli:
Consiglio i siti:
Biografia e ideali:
Laureato a Bologna. Mi affascina occuparmi come hobby della sociologia e filosofia, tenendo ben presenti i problemi della natura, che soffre oltremodo per la presenza asfissiante dell'uomo. Il mio ideale è trovare una forma di convivenza degli uomini che: 1) abolisca le guerre; 2) promuova uno sviluppo sostenibile; 3) trovi un equilibrio permanente con la natura del pianeta Terra; 4) ridistribuisca le risorse tra tutti gli abitanti del pianeta; 5) aumenti le risorse relative su scala mondiale, mediante diminuzione della popolazione con un rientro morbido sotto i 4 miliardi, prima della fine del petrolio. "Imagine there's no countries It isn't hard to do, Nothing to kill or die for And no religion too. Imagine all the people Living life in peace... You may say I'm a dreamer But I'm not the only one. I hope someday you'll join us And the world will be as one. Imagine no possessions, I wonder if you can, No need for greed or hunger A brotherhood of man. Imagine all the people Sharing all the world..." Imagine di John Lennon
Sondaggio:
Per la SOPRAVVIVENZA del BLOG: CLIKKAMI per fare una DONAZIONE a piacere mediante l'uso di PayPal
Proponi su Blog News
Donazione con PayPal
Guest Book
Ricerca Google in Sito
------------------------------------
--- Primi ingressi nel blog ---
------------------------------------
Ingressi TOTALI: 1

Per MIGLIORARE il BLOG: CLIKKAMI per scrivere sul GUESTBOOK
------------------------------------
Support Wikipedia
------------------------------------
Clikkami per ricerca Google dentro il sito
------------------------------------
adv