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Barletta: la Cina dietro l'angolo.
post pubblicato in diario, il 5 ottobre 2011



Come sempre si parla di tragedia annunciata ecc. ecc. Ma in questo caso non è tanto importante il crollo del palazzo in se stesso che sembrerebbe causato da una manovra errata degli addetti alla demolizione dei palazzi vicini. Non è nemmeno importante che pur avendo protestato per gli scricchiolii, nessuno abbia fatto niente. Quello che è da mettere in risalto è il fatto che ci sono persone disposte a lavorare per 3,95 €/h in nero (già è demenziale il risparmio dei 5 centesimi, senza arrotondare a 4 euro l'ora!). Cosa significa? Queste persone non hanno nessuna tutela (altro che statuto dei lavoratori!): niente tredicesima, ferie, infortuni, malattia, gravidanza, liquidazione, sciopero, pensione. A 65 anni si accontenteranno di un misero assegno sociale. Il paragone con gli scantinati dove lavorano i cinesi è fin troppo facile! Ma le cifre del lavoro nero, della vita in nero, sono ben note a tutti: queste cifre ci indicano che praticamente il 33% della popolazione dei lavoratori costituita da artigiani, commercianti, piccoli  imprenditori ecc. ecc.  non pagano nemmeno il 10%  dell'ammontare del gettito fiscale. L'evasione stimata dei liberi professionisti, autonomi ecc. ecc. è del 38,41% su scala nazionale, con punte del 66% al SUD. Se poi si considera che gran parte del fatturato è artificiosamente ridotto dal nero sistematico si arriva ad un'evasione su scala nazionale del 70% effettivo (da parte degli autonomi)!!!!!! A tutti gli effetti il costo dei servizi dello Stato è sostenuto per la quasi totalità dai dipendenti e dai pensionati!  (vedere link).

In certe regioni del SUD, lo Stato non esiste e il 90% del lavoro è in nero: praticamente gli unici che hanno un lavoro come Cristo comanda sono gli statali. Il paragone con la Grecia è fin troppo facile.

Giunge voce che un'altra agenzia di rating ci ha declassato in A2 (Moody's), che nel basket corrisponde alla quasi serie B. Questi fatti ci confermano che è una posizione persino troppo elevata! Di chi è la responsabilità di questo sfacelo? Chi è che non effettua controlli a tappeto su ogni presunta attività? Chi è che ha continuato a gettare soldi a pioggia per fini elettorali? Chi è che ha lasciato 4 regioni italiane in mano ad organizzazioni poco raccomandabili? Dire vergogna è troppo poco, occorre un piano di ricostruzione fisica e morale per il SUD. Quello che ha scritto Della Valle è fin troppo blando, occorre che l'attuale classe politica si faccia da parte subito, l'irreparabile è già successo, persino il debito pubblico è bellico, la guerra non c'è stata, ma le case crollano lo stesso!

 

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 Barletta: la misteriosa influenza del caso!

 
Analizzando la vicenda di Barletta i seguaci del Taoismo avrebbero una conferma che a volte la saggezza cinese può avere ragione.
Ci troviamo di fronte ad un tessuto sociale alterato per vari motivi:
 
  1. mancanza di possibilità di avere un lavoro in regola;
  2. precarietà del patrimonio immobiliare con alcune case fatiscenti;
  3. incapacità del Comune di risolvere i problemi in tempo reale.
 
Di fronte ad un ambiente alterato e compromesso, gli avvenimenti che a prima vista potrebbero essere considerati negativi diventano positivi e viceversa.
  • La madre del proprietario della maglieria è stata investita: a prima vista è una cosa negativa, invece tale fatto consentirà al proprietario e alla moglie di salvarsi, perché mentre la casa crolla si trovavano in ospedale per accudire la madre;
  • La figlia del proprietario esce un'ora prima da scuola: felice di stare reclusa un'ora in meno torna a casa, ma arrivare un'ora in anticipo le sarà fatale. 
Andrebbero studiati nella vita delle altre donne che sono decedute, quali sono gli avvenimenti dettagliati che le hanno condotte all'appuntamento con la morte:
  • Matilde Doronzo, 32 anni, che stava con i genitori e che sognava di cambiare lavoro: nel frattempo, si accontentava di quel posto al maglificio. La madre, il giorno della tragedia, ha aperto la porta della sua camera, come tutte le mattine, per svegliare la figlia. Il letto era vuoto. 
  • Tina Ceci, 37 anni, aveva da poco perso il papà e proprio il pomeriggio della tragedia sarebbe andata con la mamma a scegliere il suo abito da sposa. Lavorava sodo perché voleva un bel matrimonio e soprattutto una famiglia, con un avvenire più sereno per i suoi bambini. Che non nasceranno mai.
  • Antonella Zaza, 36 anni, aspettava che la figlia diciottenne partorisse. La ragazza era incinta di tre mesi e tra poco le avrebbe regalato un nipotino. Antonella era felice di diventare nonna così giovane. E giovanissima aveva anche cominciato a lavorare, tanto che chi era impiegato al maglificio la considerava una veterana a cui chiedere consigli e suggerimenti. Sempre pronta a dare una mano a tutte le colleghe.
  • Giovanna Sardaro, 30 anni, lascia una figlia di tre anni e mezzo e suo marito Pasquale. Anche per lei una vita di sacrifici, affrontati soprattutto per la piccola, per la quale mamma e papà lavoravano senza risparmiarsi. Disperato papà Pasquale, che con il viso tra le mani continua a ripetere "Perché non è successo a me? Come faccio ora io da solo?".
 
Per queste ultime vittime la crudeltà del caso assume la semplice valenza del credere eticamente di fare la cosa migliore possibile, cercando di guadagnare qualche soldo per la sopravvivenza di sé e la propria famiglia.


Per chi crede nel dualismo bene-male tutta questa vicenda è sicuramente un non-sense.

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Blook: The Future of Homo Sapiens (Sapiens?) by Fabio Marinelli - Italia - MRNFBA6.. is licensed under aCreative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
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Laureato a Bologna. Mi affascina occuparmi come hobby della sociologia e filosofia, tenendo ben presenti i problemi della natura, che soffre oltremodo per la presenza asfissiante dell'uomo. Il mio ideale è trovare una forma di convivenza degli uomini che: 1) abolisca le guerre; 2) promuova uno sviluppo sostenibile; 3) trovi un equilibrio permanente con la natura del pianeta Terra; 4) ridistribuisca le risorse tra tutti gli abitanti del pianeta; 5) aumenti le risorse relative su scala mondiale, mediante diminuzione della popolazione con un rientro morbido sotto i 4 miliardi, prima della fine del petrolio. "Imagine there's no countries It isn't hard to do, Nothing to kill or die for And no religion too. Imagine all the people Living life in peace... You may say I'm a dreamer But I'm not the only one. I hope someday you'll join us And the world will be as one. Imagine no possessions, I wonder if you can, No need for greed or hunger A brotherhood of man. Imagine all the people Sharing all the world..." Imagine di John Lennon
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